Di Alexander Merz · Pubblicato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
Risposta breve: La cometa di Halley orbita attorno al Sole ogni circa 76 anni. È stata visibile per l’ultima volta nel 1986 – il prossimo ritorno è atteso per il 2061.
Quando gli astronomi riescono ad associare una cometa presumibilmente appena scoperta a osservazioni precedenti, ciò innesca sempre una serie di indagini.
I superstiziosi tra loro tornano allora improvvisamente a collegare – ancora una volta – tutte le sventure di determinate epoche, in un nesso che ritengono coerente, ai « messaggeri di sciagura ». Una rara e nobile eccezione è qui la « stella di Betlemme », che in seguito gli artisti raffigurarono come la « cometa di Halley ».
La cometa di Halley: scoperta e storia

Fu il fisico britannico Edmond Halley a determinare per la prima volta, nel 1705, l’orbita di questa cometa confrontandola con avvistamenti precedenti. Da qui deriva il suo nome, la « cometa di Halley ».
Come lo scienziato aveva previsto per il 1759 circa, « Halley » fece ritorno – purtroppo solo dopo la morte di chi ne aveva calcolato l’orbita. Gli astronomi amatoriali Johann Georg Palitzsch e Christian Gärtner furono i primi a osservare la cometa, in data 25 dicembre 1758.
Più della comparsa della cometa stessa, fu la scoperta di una particolarità della sua coda a seminare il panico. Al ritorno della « cometa di Halley » nel 1910, gli astronomi individuarono nella sua coda un gas tossico altamente esplosivo, il « cianogeno » (punto di ebollizione -21 °C).
Avevano inoltre calcolato che la Terra avrebbe attraversato proprio quella coda tossica il 19 maggio 1910. Come insegna la storia, per fortuna non fu la fine del « pianeta blu ». Né vi furono vittime umane da lamentare.
Il tempo di una vita umana – i cicli della « cometa di Halley »
La cometa ha un periodo (rivoluzione attorno al Sole) di 75-77 anni. Già a occhio nudo può essere osservata dalla Terra per un lungo periodo, durante il suo avvicinamento al perielio (il punto più vicino al Sole).
Gli astronomi spiegano i diversi periodi della « cometa di Halley » con l’influenza di Giove, quando essa si dirige verso l’afelio (il punto più lontano dal Sole).
Ad oggi la comparsa della cometa è stata associata ad almeno 25 documenti storici. La più antica raffigurazione della « cometa di Halley » si trova nell’« arazzo di Bayeux » dell’anno 1070; la più celebre è la « stella di Betlemme » nell’affresco « Adorazione dei Magi » (1301/2 ca.) del pittore Giotto di Bondone.
Un celebre « figlio » della famigerata cometa fu Mark Twain. Lo scrittore americano nacque 4 giorni dopo la comparsa della « cometa di Halley », il 30 novembre 1835.
Sebbene le sue opere non trattino esclusivamente del « suo » astro, egli sperava di rivederlo un’ultima volta prima di morire. Il 20 aprile 1910 « Halley » tornò visibile; un giorno dopo lo scrittore si spense.
Fonti
- NASA/W. Liller, Lspn comet halley, contrassegnata come di pubblico dominio, dettagli su Wikimedia Commons, consultata il 24.02.2020