Di Alexander Merz · Aggiornato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
⭐ In breve: gli oggetti deep sky sono tutto ciò che si trova fuori dal nostro sistema solare e non è una singola stella: ammassi stellari, nebulose e galassie. Una trentina li vedi già con il binocolo, un centinaio circa con un telescopio da 130 mm. I tre più facili per cominciare: le Pleiadi, la Nebulosa di Orione e la Galassia di Andromeda, tutte e tre visibili perfino a occhio nudo sotto un cielo buio.
Che cosa sono gli oggetti deep sky
Il termine nasce nell’astronomia amatoriale ed è una pura delimitazione: tutto ciò che non è Sole, Luna, pianeta o cometa, che quindi non appartiene al sistema solare, e che non appare come un punto singolo, conta come oggetto deep sky. «Profondo» non significa basso sull’orizzonte, ma profondo nello spazio.
In pratica si dividono in quattro classi. La differenza non è accademica: decide che cosa puoi davvero aspettarti nell’oculare.
| Classe | Che cos’è | Al telescopio | Esempio |
|---|---|---|---|
| Ammasso aperto | Stelle giovani nate dalla stessa nube di gas, ancora vicine tra loro | La visione più gratificante: stelle singole, scintillanti, spesso già con il binocolo | Pleiadi (M45), Ammasso Civetta (NGC 457) |
| Ammasso globulare | Centinaia di migliaia di stelle antiche, legate in forma sferica | Da 100 mm una palla granulosa, da 200 mm risolta in stelle singole fino al nucleo | M13, M22, M55 |
| Nebulosa | Nubi di gas e polvere: culle stellari o resti di stelle | Veli grigi e pallidi; il colore l’occhio non lo vede, la fotocamera sì | Nebulosa di Orione (M42), Nebulosa Anello (M57) |
| Galassia | Sistemi stellari indipendenti, distanti milioni di anni luce | Di solito solo una macchia diffusa; i bracci a spirale solo da 200 mm e con cielo buio | Andromeda (M31), M81/M82 |

Il catalogo deep sky: quale oggetto, quando e con che cosa
La panoramica che segue elenca gli oggetti che descriviamo qui in dettaglio, ordinati secondo la stagione in cui la sera raggiungono l’altezza maggiore. I valori di luminosità sono approssimativi: negli oggetti estesi la luce si distribuisce, e una nebulosa di 8 mag appare molto più debole di una stella di 8 mag.
Autunno: Andromeda e Cassiopea
| Oggetto | Costellazione | Tipo | Luminosità | Da quale strumento |
|---|---|---|---|---|
| M31 Galassia di Andromeda | Andromeda | galassia | 3,4 mag | occhio nudo |
| M32 | Andromeda | galassia satellite | 8,1 mag | 80 mm |
| NGC 752 | Andromeda | ammasso aperto | 5,7 mag | binocolo |
| NGC 891 | Andromeda | galassia di taglio | 9,9 mag | 200 mm |
| M52 | Cassiopea | ammasso aperto | 6,9 mag | binocolo |
| M103 | Cassiopea | ammasso aperto | 7,4 mag | binocolo |
| NGC 457 «Ammasso Civetta» | Cassiopea | ammasso aperto | 6,4 mag | binocolo |
| NGC 559 | Cassiopea | ammasso aperto | 9,5 mag | 100 mm |

Inverno: il Toro
L’oggetto deep sky più luminoso di questa stagione non sta nel Toro, ma nella costellazione accanto: la Nebulosa di Orione M42, nella spada di Orione. In questa tabella non compare, ma è comunque da lì che dovresti cominciare.
| Oggetto | Costellazione | Tipo | Luminosità | Da quale strumento |
|---|---|---|---|---|
| M45 Pleiadi | Toro | ammasso aperto | 1,6 mag | occhio nudo |
| NGC 1647 e NGC 1746 | Toro | ammassi aperti | 6,4 / 6,1 mag | binocolo |
| NGC 1807 e NGC 1817 | Toro | ammassi aperti | 7,0 / 7,7 mag | binocolo |
| Theta e Sigma Tauri | Toro | stelle doppie nelle Iadi | 3,4 mag | occhio nudo |
| Tau, Phi e Delta Tauri | Toro | stelle multiple | 4,3 mag | binocolo |
Primavera: la stagione delle galassie
In primavera la sera si guarda fuori dal piano della Via Lattea: niente polvere davanti, in compenso galassie in serie. Per questo tra gli osservatori le settimane intorno ad aprile si chiamano «stagione delle galassie». Il grosso si concentra nell’Orsa Maggiore, cui si aggiungono un bersaglio nella Vergine e uno nella Lince.
| Oggetto | Costellazione | Tipo | Luminosità | Da quale strumento |
|---|---|---|---|---|
| M81 Galassia di Bode | Orsa Maggiore | galassia a spirale | 6,9 mag | binocolo |
| M82 Galassia Sigaro | Orsa Maggiore | galassia starburst | 8,4 mag | binocolo |
| M101 Galassia Girandola | Orsa Maggiore | galassia a spirale vista di faccia | 7,9 mag | 100 mm, cielo buio |
| M108 | Orsa Maggiore | galassia a spirale | 10,0 mag | 150 mm |
| M109 / NGC 3992 | Orsa Maggiore | spirale barrata | 9,8 mag | 150 mm |
| NGC 2841 | Orsa Maggiore | galassia a spirale | 9,2 mag | 150 mm |
| M40 | Orsa Maggiore | stella doppia (l’errore di Messier) | 9,6 mag | 80 mm |
| M49 | Vergine | galassia ellittica | 8,4 mag | 100 mm |
| Abell 576 | Lince | ammasso di galassie | molto debole | solo fotograficamente |
Estate: Sagittario, Ofiuco, Scorpione
Il cielo estivo è in assoluto la regione più ricca: verso il Sagittario si guarda dritti nel centro della Via Lattea. Il problema per l’Europa centrale è che questi oggetti restano bassi sull’orizzonte, dove foschia e turbolenza atmosferica disturbano. Un orizzonte sud libero conta più di qualsiasi ottica.
| Oggetto | Costellazione | Tipo | Luminosità | Da quale strumento |
|---|---|---|---|---|
| M22 e M28 | Sagittario | ammassi globulari | 5,1 / 7,7 mag | binocolo |
| M23 e M25 | Sagittario | ammassi aperti | 6,9 / 6,5 mag | binocolo |
| M24 e NGC 6522 | Sagittario | nube stellare, ammasso globulare | 4,6 / 8,6 mag | binocolo |
| M18 e M21 | Sagittario | ammassi aperti | 7,5 / 6,5 mag | binocolo |
| M54 e M55 | Sagittario | ammassi globulari | 7,6 / 6,3 mag | 100 mm |
| M69 e M70 | Sagittario | ammassi globulari | 7,6 / 7,9 mag | 150 mm |
| M14, M19 e M62 | Ofiuco | ammassi globulari | 7,6 / 6,8 / 6,4 mag | dal binocolo ai 100 mm |
| NGC 6366 e NGC 6633 | Ofiuco | ammasso globulare e ammasso aperto | 9,5 / 4,6 mag | NGC 6633 binocolo, NGC 6366 da 150 mm |
| Delta Scorpii (Dschubba) | Scorpione | stella multipla variabile | circa 2 mag | occhio nudo |
| NGC 6822 Galassia di Barnard | Sagittario | galassia nana | 8,1 mag | 200 mm, cielo molto buio |
Solo dal cielo australe
| Oggetto | Tipo | Luminosità | Visibile da |
|---|---|---|---|
| Grande Nube di Magellano | galassia nana | 0,9 mag | a sud di circa 20° di latitudine nord |
| Piccola Nube di Magellano | galassia nana | 2,7 mag | a sud di circa 15° di latitudine nord |
Che cosa vedi con ogni apertura
Per gli oggetti deep sky non conta l’ingrandimento, ma l’apertura, cioè il diametro della lente o dello specchio. È lei a stabilire quanta luce arriva. Un forte ingrandimento su uno strumento piccolo rende l’immagine solo più grande e più scura, non più dettagliata.
| Apertura | Che cosa è realistico vedere |
|---|---|
| Binocolo 10×50 | Circa 30 oggetti: tutti gli ammassi aperti luminosi, M31, M13 e M22 come macchia rotonda. Il miglior rapporto qualità-prezzo che il cielo offra. |
| Rifrattore da 70–80 mm | Circa 50 oggetti. Gli ammassi globulari restano palle granulose, le galassie più luminose diventano visibili come macchie ovali. |
| Riflettore da 130 mm | Circa 100 oggetti. M13 si risolve in stelle singole ai bordi, la Nebulosa di Orione mostra struttura, M81 e M82 stanno insieme nello stesso campo. |
| Dobson da 200 mm | L’intero catalogo di Messier più gli oggetti NGC più luminosi. Ammassi globulari risolti fino al nucleo e, in M51, i bracci a spirale. |
Se sei ancora agli inizi, la nostra guida ai telescopi per principianti ti aiuta nella scelta; chi cerca espressamente galassie e nebulose trova gli strumenti adatti alla pagina telescopio per galassie.
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Gli ammassi stellari di Cassiopea
La «W» celeste resta tutto l’anno sopra l’orizzonte dall’Europa centrale e si trova in pieno sulla fascia della Via Lattea. Di conseguenza gli ammassi aperti vi si affollano. Quattro meritano più degli altri, e tre di questi sono già un’esperienza al binocolo.
NGC 457, l’Ammasso Civetta
Il più bello dei quattro, e proprio questo è sfuggito a Charles Messier. Due stelle particolarmente brillanti formano gli «occhi», una fila di stelle sotto di esse il corpo con le ali spiegate. Gli osservatori americani lo chiamano perciò ammasso E.T.: la somiglianza è sorprendente.
Le due stelle luminose sono Phi Cassiopeiae (5 mag) e HD 7902 (7 mag). Non è chiaro se appartengano davvero all’ammasso: se Phi Cassiopeiae ne fosse membro, sarebbe una delle stelle più luminose che conosciamo. L’ammasso vero e proprio ha circa 21 milioni di anni, dista all’incirca 7.900 anni luce e raccoglie oltre 150 stelle.
M52 e M103, le scoperte di Messier in Cassiopea
Messier si imbatté in M52 nel 1774 mentre cacciava comete. Al binocolo è una macchia nebulosa, al telescopio da circa 100 mm in su uno sciame denso di un centinaio di stelle singole. Su M52 i dati divergono parecchio: a seconda dello studio le stime dell’età vanno da circa 35 a 160 milioni di anni, quelle di distanza da 3.000 a 7.000 anni luce. Negli ammassi aperti entrambe le grandezze sono notoriamente difficili da determinare, perché la polvere interstellare arrossa e indebolisce la luce.
M103 si trova proprio sulla fascia della Via Lattea e si presenta come un piccolo cuneo a ventaglio. La stella apparentemente più luminosa al suo interno, Struve 131, è un sistema stellare multiplo, che però non appartiene all’ammasso: si trova per caso nella stessa direzione di vista.
NGC 559, quello per chi ha pazienza
Con i suoi 9,5 mag è il più debole del quartetto e, in mezzo ai colleghi luminosi, è facile da mancare. Da circa 100 mm di apertura si risolve in un delicato brulichio di stelle. Nel catalogo Caldwell, che l’astronomo britannico Patrick Moore compilò nel 1995 come integrazione a Messier, porta il numero 8.
M69 e M70, i due da non confondere nel Sagittario
Charles Messier li scoprì entrambi nella stessa notte, il 31 agosto 1780, e già allora non era chiaro quale descrizione appartenesse a quale oggetto. Per gli osservatori di oggi il problema è rimasto lo stesso: due ammassi globulari, di luminosità simile, di dimensioni simili, nella stessa zona di cielo.
M69 è il più luminoso dei due con circa 7,6 mag e dista all’incirca 28.700 anni luce in direzione del centro galattico. Tra gli ammassi globulari è un’eccezione: contiene una quantità insolita di elementi pesanti, è ricco di metalli, come dicono gli astronomi. Questo indica che si è formato da materiale già passato attraverso una generazione stellare.
M70 si trova circa 1.800 anni luce più in là e nell’oculare appare un po’ più debole e meno denso. Entrambi mostrano la struttura tipica: sempre più fitta verso il centro, sfrangiata verso l’esterno.

Molto più gratificanti nella stessa costellazione sono M22 e M28: con 5,1 mag M22 è tra gli ammassi globulari più luminosi dell’intero cielo. Una panoramica dell’intera costellazione la trovi nella nostra pagina sulla costellazione del Sagittario.
NGC 752, l’ammasso sottovalutato in Andromeda
Caroline Herschel lo descrisse nel 1783 come una «macchiolina nebulosa» che in buone condizioni si può intuire già a occhio nudo; suo fratello William lo inserì nel proprio catalogo nel 1786. A vederlo, però, era stato già nel 1654 l’astronomo italiano Giovanni Battista Hodierna: come spesso accade, la scoperta precedente finì dimenticata.
Con 5,7 mag e una distanza di circa 1.400 anni luce, NGC 752 rientra tra gli ammassi aperti più vicini a noi: più vicini ce ne sono pochi, tra cui le Iadi a 150 e le Pleiadi a 440 anni luce. Con i suoi 1,3 miliardi di anni abbondanti è al tempo stesso uno dei più antichi. Gli ammassi aperti di norma si dissolvono dopo qualche centinaio di milioni di anni; questo tiene insieme in modo notevole. Le ricerche più recenti contano oltre 300 stelle membri.
Lo trovi circa cinque gradi a sud di Almach, la stella luminosa più orientale di Andromeda, a metà strada verso il Triangolo. Pochi gradi più in là si trova M31, l’oggetto deep sky più celebre del cielo autunnale.
Messier, NGC, Caldwell: i tre cataloghi
Quasi ogni oggetto deep sky porta più di un numero. Non è caos, è storia: tre cataloghi sono nati con intenzioni diverse.
| Catalogo | Origine | Estensione | A che cosa serve oggi |
|---|---|---|---|
| Messier (M) | Charles Messier, dal 1774 | 110 oggetti | La lista per chi comincia. Messier cercava comete e annotava ciò che lo disturbava: proprio da lì è nata la migliore selezione di oggetti luminosi del cielo boreale. |
| NGC / IC | J. L. E. Dreyer, 1888 | circa 7.840 (+ 5.386 nell’IC) | L’opera di riferimento. Chi osserva oltre Messier lavora con i numeri NGC. |
| Caldwell (C) | Patrick Moore, 1995 | 109 oggetti | L’integrazione: oggetti luminosi che Messier aveva tralasciato, tra cui il cielo australe, che dalla Francia non vide mai. |
Il numero dopo la M, del resto, non dice nulla sulla luminosità o sulla bellezza, ma solo sull’ordine di inserimento. E Messier ha sbagliato: M40 non è affatto una nebulosa, ma una semplice stella doppia.
Domande frequenti sugli oggetti deep sky
Che cosa sono gli oggetti deep sky?
Tutti gli oggetti celesti fuori dal sistema solare che non siano stelle singole: ammassi aperti, ammassi globulari, nebulose e galassie. Il termine viene dall’astronomia amatoriale e li distingue dalla Luna, dai pianeti e dalle comete.
Quali oggetti deep sky si vedono a occhio nudo?
Con un cielo buio circa una mezza dozzina: le Pleiadi (M45), la Nebulosa di Orione (M42) come macchia nebulosa nella spada, la Galassia di Andromeda (M31), il Doppio Ammasso del Perseo, M13 come accenno e, con un po’ di esercizio, NGC 752. Dall’emisfero australe si aggiungono le Nubi di Magellano.
Quale telescopio serve per il deep sky?
Decisiva è l’apertura, non l’ingrandimento. Da 130 mm diventano accessibili un centinaio di oggetti, da 200 mm l’intero catalogo di Messier. Un Dobson offre la maggiore apertura per euro speso. I dettagli nella guida al telescopio per galassie.
Perché non vedo i colori delle fotografie?
Perché con poca luce l’occhio umano usa solo i bastoncelli della retina, che non distinguono i colori. Le fotocamere raccolgono luce per minuti interi e mostrano quindi colori che visualmente sono per principio irraggiungibili. Fanno eccezione alcune stelle doppie e la Nebulosa di Orione, che nei grandi telescopi luccica di verde.
Qual è il momento migliore per osservare il deep sky?
Nelle notti intorno alla Luna nuova, almeno 90 minuti dopo il tramonto e con almeno 20 minuti di adattamento al buio, senza guardare il telefono. La stagione decide l’offerta: l’inverno porta ammassi stellari e nebulose, la primavera le galassie, l’estate il centro galattico, l’autunno la regione di Andromeda.
Che cosa significa il valore di luminosità in mag?
È la magnitudine apparente: più il numero è piccolo, più l’oggetto è luminoso. Negli oggetti estesi, però, il valore inganna: i 3,4 mag della Galassia di Andromeda si distribuiscono su una superficie di più diametri lunari, per cui appare più debole di una stella di 3,4 mag. Per nebulose e galassie conta la luminosità superficiale.
Come faccio a trovare un determinato oggetto deep sky?
Con lo star hopping: da una stella luminosa e riconosciuta con certezza ci si sposta a piccoli passi. La tecnica la spieghiamo passo per passo alla pagina Riconoscere le costellazioni.
Da leggere ancora
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