Di Alexander Merz · Aggiornato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
Il nostro sistema solare ospita otto pianeti che orbitano attorno al Sole, la nostra stella centrale. La Terra è soltanto uno di essi: quattro pianeti rocciosi affiancano quattro giganti gassosi e ghiacciati, e dagli anni Novanta sappiamo che innumerevoli pianeti ruotano anche attorno ad altre stelle. Questa guida ti accompagna tra i pianeti del sistema solare, la loro formazione, ciò che puoi davvero osservare con un telescopio e i mondi lontani chiamati esopianeti.
⚡ La risposta rapida: Il sistema solare conta otto pianeti riconosciuti. In ordine dal Sole: Mercurio, Venere, la Terra e Marte (pianeti rocciosi), poi Giove, Saturno, Urano e Nettuno (giganti gassosi e ghiacciati). Plutone, retrocesso nel 2006, è oggi classificato tra i pianeti nani. Basta già un piccolo telescopio per principianti per ammirare gli anelli di Saturno e le lune di Giove.

Che cos’è un pianeta?
Un pianeta è un corpo celeste che non emette luce propria e che percorre un’orbita attorno alla propria stella. Dal 2006 l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) stabilisce tre criteri precisi perché un corpo possa dirsi pianeta:
- orbita attorno al Sole (e non attorno a un altro pianeta);
- possiede massa sufficiente perché la sua gravità gli conferisca una forma quasi sferica, a differenza degli asteroidi;
- ha “ripulito” la propria orbita dagli altri corpi di dimensioni paragonabili (dominanza orbitale).
È proprio quest’ultimo criterio che Plutone non soddisfa, motivo per cui è stato riclassificato come pianeta nano.
Come si formano i pianeti?
Le teorie storicamente rilevanti sulla formazione planetaria risalgono a Pierre-Simon Laplace e James Jeans. Il modello moderno condivide le sue basi con l’ipotesi di Kant-Laplace: i pianeti nascono dal collasso di una nube di gas e polvere, il cosiddetto disco protoplanetario.
Quando una stella si forma, il momento angolare mette in rotazione la materia circostante, che si organizza in un disco di accrescimento. Con l’accensione della fusione stellare compaiono dei “germi” da cui crescono i proto-pianeti. Questi accumulano massa, si fondono tra loro oppure vengono espulsi dalle loro orbite dalla gravità di corpi più massicci. Al termine del processo resta un sistema planetario stabile.
La sequenza esatta della formazione planetaria non è ancora del tutto chiarita: oggi coesistono diverse varianti della teoria moderna, ciascuna con i propri sostenitori.
I pianeti del sistema solare
Fino al 2006 il nostro sistema solare contava nove pianeti. Nell’agosto 2006 la IAU ha tolto a Plutone lo status di pianeta perché non domina la propria orbita. La decisione, molto discussa, resta controversa ancora oggi. Fino all’inizio del XVII secolo il “modello geocentrico” poneva la Terra al centro del mondo; all’epoca si conoscevano solo Mercurio, Venere, la Terra, Marte, Giove e Saturno. Il passaggio al modello eliocentrico ribaltò questa visione.
Pianeti interni ed esterni
Gli otto pianeti riconosciuti si distinguono per struttura. Mercurio, Venere, la Terra e Marte formano il gruppo dei pianeti “terrestri” (rocciosi) o interni: la loro geologia ricorda quella della Terra, con nucleo, mantello, crosta e atmosfera. Giove, Saturno, Urano e Nettuno sono i pianeti “gioviani” o esterni: questi giganti gassosi e ghiacciati sono composti soprattutto di elementi leggeri, hanno solo un nucleo solido al centro e sono accompagnati da sistemi di anelli e da numerosi satelliti naturali.
Mercurio
Pianeta roccioso più vicino al Sole, Mercurio ruota su sé stesso così lentamente che un giorno mercuriano equivale quasi a un anno mercuriano. Lo si può osservare durante i suoi transiti davanti al disco solare.
Venere
Quasi gemella della Terra per dimensioni, Venere possiede un’atmosfera densissima che genera un effetto serra estremo: la sua superficie supera diverse centinaia di gradi Celsius. Come Mercurio, non ha lune.
Terra
Terzo pianeta roccioso, la Terra orbita nella zona abitabile del Sole. Ha una luna, stagioni marcate e, a oggi, l’unica forma di vita conosciuta nell’universo.
Marte
Ultimo pianeta roccioso, Marte è grande circa la metà della Terra e possiede due piccole lune dalla forma di patata, Phobos e Deimos. Si trova appena oltre la zona abitabile. Il pianeta rosso affascina i ricercatori perché un tempo potrebbe aver assomigliato alla Terra, e le prove di acqua liquida nel suo passato hanno fatto scalpore.
Giove
Il pianeta più grande del sistema solare, Giove avrebbe potuto diventare una stella in condizioni diverse. Tra le sue numerose lune, Europa merita attenzione particolare: sotto la sua crosta ghiacciata si sospetta un oceano di acqua liquida. Con la sua gravità imponente, Giove stabilizza la fascia degli asteroidi e protegge la Terra da molti impatti.
Saturno
Secondo pianeta per dimensioni, Saturno deve la sua fama allo spettacolare sistema di anelli. Anche lui possiede numerose lune, tra cui Titano, dotata di una propria atmosfera, ed Encelado, percorsa da geyser attivi.
Urano
Urano ha un caratteristico colore blu-verde. Come tutti i giganti possiede diverse lune, ancora poco esplorate. La sua peculiarità: un asse di rotazione inclinato di oltre 90° rispetto al piano orbitale, tanto che il pianeta sembra “rotolare” lungo la sua traiettoria.
Nettuno
Nettuno è l’ultimo pianeta del sistema solare. Anch’esso possiede numerose lune, la principale delle quali è Tritone. Con la sua massa domina gli oggetti transnettuniani e impone a Plutone una risonanza orbitale 3:2.
Quale telescopio per osservare i pianeti?
I pianeti offrono all’osservatore due vantaggi: sono luminosi e, su scala astronomica, relativamente vicini. Un buon strumento planetario deve quindi restituire un’immagine nitida e ricca di contrasto, consentire un ingrandimento abbastanza elevato e restare comodo all’oculare. Poiché i pianeti sono brillanti, si può privilegiare la qualità ottica rispetto al diametro dell’apertura.
Per iniziare, un rifrattore acromatico compatto è la scelta ideale: mostra già le fasi di Venere, gli anelli di Saturno e le lune principali di Giove, senza grande spesa né montaggi complicati.
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Cosa si vede di ogni pianeta con un piccolo telescopio?
| Pianeta | Cosa mostra un piccolo strumento (60–90 mm) |
|---|---|
| Mercurio | Piccolo disco, fasi appena percettibili; difficile da cogliere, sempre basso sull’orizzonte |
| Venere | Fasi nette (falce, quarto); luminosissima, nessun dettaglio superficiale |
| Marte | Piccolo disco arancione, calotta polare e macchie scure vicino alle opposizioni |
| Giove | Disco con due bande nuvolose e le quattro lune galileiane, che cambiano posizione ogni notte |
| Saturno | Gli anelli, ben separati dal globo, e Titano, la sua luna più grande |
| Urano | Puntino verdastro, appena risolto in un piccolo disco a forte ingrandimento |
| Nettuno | Punto bluastro simile a una stella, difficile da distinguere da una stella debole |
Che cos’è un esopianeta?
Un esopianeta (pianeta extrasolare) è un pianeta che si trova al di fuori del campo gravitazionale del nostro Sole, ma è legato a un’altra stella. Il primo di questi mondi lontani è stato individuato all’inizio degli anni Novanta; da allora ne scopriamo sempre di più ogni anno.
Come vengono individuati?
Più metodi si completano a vicenda. L’osservazione diretta al telescopio, a diverse lunghezze d’onda, è complessa e soggetta a errori, perciò solo una piccola parte degli esopianeti noti è stata scoperta così. Il metodo dei transiti rileva il lieve calo di luminosità di una stella quando un pianeta le passa davanti. Il metodo delle velocità radiali misura la minuscola oscillazione della stella attorno al centro di massa comune che condivide con il suo pianeta.
Come nel nostro sistema solare, gli esopianeti si dividono in pianeti rocciosi e giganti gassosi. Man mano che gli strumenti diventano più precisi, si scoprono mondi sempre più piccoli: dapprima soprattutto giganti simili a Giove, poi le “super-Terre” (fino a 14 volte la massa terrestre) e, in misura crescente, pianeti di dimensioni vicine a quelle della Terra.
Esistono pianeti abitati?
Oltre alla Terra, a oggi non si conosce alcun pianeta abitato. La ricerca si concentra sui corpi celesti che potrebbero ospitare acqua liquida, considerata dai modelli attuali un requisito centrale per la vita. Nel nostro sistema solare emergono tre candidati: Marte, che un tempo assomigliava alla Terra; le lune Europa (Giove) ed Encelado (Saturno), che nasconderebbero un oceano sotto il ghiaccio; e, più lontano, gli esopianeti nella zona abitabile della loro stella, nelle cui atmosfere si cercano biomarcatori.
Che cos’è un planemo?
Il termine planemo (dall’inglese planetary mass object) indica corpi di massa planetaria che non appartengono ad alcuna stella e non ne orbitano alcuna: vagano liberamente nello spazio. Individuarli è estremamente difficile perché non emettono luce, ma l’astronomia a infrarossi ne ha rivelati alcuni nella nostra galassia.
FAQ – I pianeti del sistema solare
Qual è il pianeta più grande?
Il pianeta più grande è Giove. Il suo diametro è circa 11 volte quello della Terra e la sua massa è pari a quasi 2,5 volte quella di tutti gli altri pianeti messi insieme.
Qual è il pianeta più piccolo?
Il pianeta più piccolo è Mercurio. Con i suoi 4.880 km di diametro è grande circa la metà della Terra e solo 1,4 volte la nostra Luna. È persino più piccolo delle lune Ganimede (Giove) e Titano (Saturno).
Quale pianeta ha più lune?
Saturno guida oggi la classifica con oltre 140 lune confermate, davanti a Giove e ai suoi circa 95 satelliti. Questi numeri cambiano di continuo con le nuove scoperte.
Quale pianeta ha la luna più grande?
Ganimede, una luna di Giove, è il satellite più grande del sistema solare. Con un diametro di 5.262 km è quasi grande la metà della Terra.
Si possono vedere i pianeti a occhio nudo?
Sì: Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno sono visibili a occhio nudo e spesso brillano più delle stelle. Un piccolo telescopio rivela in più gli anelli di Saturno e le quattro lune principali di Giove.
Quanti esopianeti sono stati scoperti finora?
Si contano oggi oltre 5.500 esopianeti confermati, distribuiti in diverse migliaia di sistemi planetari. Con il telescopio spaziale James Webb i ricercatori sperano di caratterizzare presto l’atmosfera di questi mondi con un dettaglio senza precedenti.
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