Leonidi 2026: data del picco, dove e come osservarle

Di · Aggiornato il · Dati verificati il 14 settembre 2026

Le Leonidi sono lo sciame meteorico più veloce dell’anno: i loro granelli di polvere entrano nell’atmosfera a 71 chilometri al secondo – più del doppio della velocità delle Geminidi di dicembre. È proprio per questo che lasciano quelle scie luminose, bianco-azzurre, che a volte continuano a brillare per qualche secondo. E ogni pochi decenni lo sciame tranquillo si trasforma in una tempesta meteorica con decine di migliaia di stelle cadenti all’ora. Il 2026 non sarà un anno di tempesta – ma sarà una nottata molto buona.

⚡ La risposta breve: Le Leonidi sono uno sciame meteorico attivo ogni anno dal 6 al 30 novembre. Nel 2026 il massimo cade il 17 novembre verso le 15:52 CET – si osserva quindi nella notte fra il 17 e il 18 novembre. Sono attese circa 15 meteore all’ora. Il primo quarto di Luna tramonta alle 23:30 e il radiante, nella costellazione del Leone, sale sempre più in alto: la finestra migliore va dalle 02:00 alle 05:30 CET. Non servono né telescopio né binocolo – bastano gli occhi, un orizzonte scuro e pazienza. Il corpo progenitore è la cometa 55P/Tempel-Tuttle, che gira attorno al Sole ogni 33,2 anni.

Leonidi 2026: il piano di osservazione per la notte

Il massimo calcolato cade nel 2026 il 17 novembre verso le 15:52 CET – cioè in pieno pomeriggio, quando da noi c’è ancora il Sole. Sembra una sfortuna, ma in realtà è un colpo di fortuna: la notte successiva, quella fra il 17 e il 18 novembre, dista solo una decina di ore dal massimo, e proprio in quella notte il radiante culmina verso il mattino. Meglio di così è difficile.

Gli orari che seguono valgono per Roma. Per Milano, Palermo o Lugano si spostano al massimo di venti o trenta minuti – la successione degli eventi resta la stessa.

Orario (CET, Roma)Che cosa succedeValutazione
16:40tramonto del Sole
18:20inizia il buio astronomicoil radiante è ancora sotto l’orizzonte
22:10il radiante nel Leone sorge a estpossibili le prime radenti, lunghissime
23:30tramonta la Lunada qui in poi il cielo è buio
01:30il radiante raggiunge i 30° di altezzai tassi salgono in modo evidente
02:00 – 05:30la finestra migliore della notteradiante alto, Luna tramontata, cielo scuro
05:35inizia il crepuscolo del mattinosi chiude la nottata
07:05sorge il Sole

In breve: punta la sveglia alle 02:00. Prima di quell’ora o la Luna è ancora in cielo o il radiante è troppo basso. Fra le 02:00 e le 05:30, invece, tutto coincide nello stesso momento – e negli sciami meteorici capita di rado.

Le Leonidi in scheda: tutti i dati

CaratteristicaValore
NomeLeonidi (LEO), dalla costellazione del Leone
Periodo di attività 2026dal 6 al 30 novembre
Massimo 202617 novembre, verso le 15:52 CET – la notte migliore per osservare è quella fra il 17 e il 18 novembre
ZHR al massimocirca 15 meteore all’ora (anno normale)
Radianteascensione retta 10h 08m, declinazione +21,8° – nel Leone, una decina di gradi a nord di Regolo
Velocità71 km/s – il più veloce fra i grandi sciami
Corpo progenitorela cometa 55P/Tempel-Tuttle, periodo orbitale 33,2 anni
Ultimo perielio della cometafebbraio 1998 – il prossimo sarà nel 2031
Tratto tipicometeore molto luminose, bianco-azzurre, spesso con scie persistenti che brillano per qualche secondo
Condizioni lunari 2026primo quarto (54 %), tramonto alle 23:30 – poi nessun disturbo

Orari calcolati per Roma (41,90° N, 12,50° E) sulla base dell’effemeride JPL DE440. Tassi secondo IMO/AMS. Aggiornamento: agosto 2026.

Che cosa sono le Leonidi?

Le Leonidi sono uno sciame meteorico: una scia di polvere che una cometa ha lasciato lungo la propria orbita e che la Terra attraversa ogni anno nello stesso periodo. Il corpo progenitore si chiama 55P/Tempel-Tuttle. Ernst Wilhelm Tempel e Horace Tuttle lo scoprirono indipendentemente l’uno dall’altro nell’inverno 1865/66 – proprio nel decennio in cui le Leonidi diedero l’ultima vera tempesta.

Tempel-Tuttle impiega 33,2 anni per un giro attorno al Sole. A ogni perielio la sua superficie si scalda e libera materiale fresco. Questi nastri di polvere giovani, ancora densi, sono la ragione delle leggendarie tempeste leonidi: se la Terra incontra un nastro vecchio di pochi decenni, i tassi salgono di un fattore mille. In tutti gli altri anni attraversiamo solo il vecchio materiale, ormai diluito – e vediamo quelle 15 meteore all’ora.

Le singole particelle sono minuscole: la maggior parte pesa meno di un grammo, molte sono più piccole di un granello di sabbia. Quello che vedi non è il granello, ma il canale d’aria incandescente che si lascia dietro a un centinaio di chilometri di quota. A terra non arriva nulla – da una Leonide non nasce praticamente mai un meteorite.

Perché le Leonidi sono le stelle cadenti più veloci

55P/Tempel-Tuttle percorre la sua orbita in senso retrogrado, cioè contrario al moto di tutti i pianeti. Terra e meteoroidi si vengono quindi incontro frontalmente e le velocità si sommano invece di sottrarsi. Risultato: 71 km/s di velocità d’ingresso – circa 256.000 km/h.

Questo ha tre conseguenze visibili. Primo, le Leonidi sono molto luminose per le loro dimensioni: l’energia liberata cresce con il quadrato della velocità, e una briciola da un decimo di grammo basta già per una scia vistosa. Secondo, appaiono bianco-azzurre anziché giallastre – la scia, più calda, eccita righe di emissione diverse rispetto agli sciami lenti. Terzo, lasciano particolarmente spesso scie persistenti: canali di gas ionizzato che continuano a brillare per secondi o minuti mentre il vento in quota li deforma. Chi ne ha vista una non se la dimentica.

Il radiante nel Leone – come trovarlo

Tutte le Leonidi sembrano provenire da un unico punto nella costellazione del Leone. Questo radiante si trova ad ascensione retta 10h 08m e declinazione +21,8° – una decina di gradi a nord della brillante stella Regolo, in mezzo alla caratteristica “Falce” che disegna la testa del Leone. La Falce somiglia a un punto interrogativo rovesciato.

Attenzione a una cosa: non fissare il radiante. È lì che le meteore appaiono più corte, perché volano dritte verso di te. Le scie più lunghe e spettacolari si vedono a 40-60 gradi di distanza. Cerca quindi semplicemente la direzione più buia del cielo, sdraiati e abbraccia con lo sguardo più cielo possibile. Il Leone serve solo da riferimento: se è alto, i tassi sono alti.

Quando vedi una scia, prolungala mentalmente all’indietro. Se il prolungamento finisce nel Leone, era una Leonide. Se finisce nel Toro, hai preso una Tauride – a novembre i due sciami sono attivi insieme.

Le tempeste meteoriche: 1833, 1866, 1966, 1999

Nessun altro sciame ha una storia simile. Nella notte del 13 novembre 1833 sul Nordamerica caddero talmente tante stelle cadenti che la gente temette la fine del mondo; i testimoni parlarono di neve di fuoco. L’astronomo Denison Olmsted analizzò le testimonianze e si accorse che tutte le scie provenivano da un punto fisso del cielo stellato – un punto che si muoveva con le stelle, non con la Terra. Era la prova che le stelle cadenti vengono dallo spazio e non sono un fenomeno meteorologico. Era nata l’astronomia delle meteore.

AnnoTasso osservatoChe cosa accadde
1799diverse migliaia all’oraAlexander von Humboldt osserva la tempesta in Venezuela
1833fino a 100.000 all’orala tempesta di stelle cadenti più famosa della storia – diede origine alla ricerca scientifica sulle meteore
1866qualche migliaio all’orapoco dopo la scoperta della cometa progenitrice – il legame viene confermato
1966fino a 144.000 all’orasul sud-ovest degli Stati Uniti caddero per un certo tempo 40 meteore al secondo
1999–2002da 1.500 a 3.000 all’oral’ultima grande serie di tempeste, innescata dal perielio del 1998

I tassi di questa tabella sono stime ricavate da testimonianze e da conteggi moderni; danno l’ordine di grandezza, non una misura esatta. Tutti gli anni di tempesta hanno un elemento in comune: cadevano da uno a tre anni dopo un perielio di Tempel-Tuttle – esattamente quando i nastri di polvere freschi sono ancora compatti.

Quando arriverà la prossima tempesta di Leonidi?

Tempel-Tuttle è passata al perielio l’ultima volta nel febbraio 1998 – da lì la serie di tempeste dal 1999 al 2002. Il prossimo perielio è atteso per il 2031. I modelli dei nastri di polvere prevedono per gli anni successivi, attorno al 2033-2037, tassi di nuovo nettamente più alti, dell’ordine di qualche centinaio di meteore all’ora. Una vera tempesta con oltre mille meteore all’ora, invece, secondo le conoscenze attuali tornerà probabile solo verso la fine del secolo, perché nel frattempo Giove spinge i nastri decisivi fuori dall’orbita terrestre.

Detto altrimenti: chi c’era nel 1999 è stato fortunato. Chi vuole esserci nel 2033 può già segnarsi la data – e fino ad allora prendersi ogni anno la notte del massimo di novembre. Tutte le date fino al 2027 sono nel calendario delle stelle cadenti.

Gli altri sciami meteorici di novembre

Le Leonidi non sono sole. Novembre è il mese con il maggior numero di sciami attivi in parallelo – quasi tutti deboli, ma uno di loro regala i bolidi più luminosi di tutto l’anno.

SciameMassimo 2026ZHRCorpo progenitore
Tauridi Sud5 novembrecirca 5cometa 2P/Encke
Tauridi Nord12 novembrecirca 5cometa 2P/Encke
Leonidi17/18 novembrecirca 15cometa 55P/Tempel-Tuttle
Alfa Monocerotidi21/22 novembre< 5 (rari picchi)ignoto, probabilmente una cometa a lungo periodo
Andromedidi (Bielidi)fine novembre/inizio dicembre< 5cometa 3D/Biela (disgregata)

Le Tauridi meritano una nota a parte. Una ZHR di cinque sembra ridicola, ma le loro meteore sono estremamente lente (27 km/s) e provengono da frammenti relativamente grandi. Novembre è perciò il mese dei bolidi: se fra l’inizio e la metà del mese vedi una singola palla di fuoco incredibilmente luminosa che attraversa lentamente mezzo cielo, con ogni probabilità era una Tauride. Le notti attorno alla Luna nuova del 9 novembre sono ideali.

Gli Andromedidi sono una curiosità storica: la loro cometa progenitrice 3D/Biela si spezzò in due nel 1846 sotto gli occhi degli astronomi e poi sparì. Nel 1872 e nel 1885 i suoi frammenti davano ancora tempeste da diverse migliaia di meteore all’ora – oggi dello sciame non resta quasi nulla. Si assiste all’estinzione di uno sciame meteorico.

Che cosa serve davvero per una notte di Leonidi

Prima la risposta onesta: né telescopio né binocolo. Entrambi mostrano una porzione di cielo minuscola – esattamente il contrario di quello che serve per le meteore. Le stelle cadenti si osservano a occhio nudo, e da sdraiati, così da abbracciare mezzo cielo senza dolori al collo. Gli “accessori” più importanti sono quindi un materassino, un sacco a pelo e del tè caldo. A novembre di notte in molte zone ci sono solo pochi gradi sopra lo zero, e tu non ti muoverai per tre ore.

Due cose però aiutano davvero. Primo, una ventina di minuti di adattamento al buio prima di iniziare a contare – ogni occhiata al telefono lo azzera. Secondo, un posto scuro: quasi tutti sottovalutano quanto pesi l’inquinamento luminoso. Fra la periferia di una città e un campo davvero buio c’è un buon fattore tre nel numero di meteore viste.

Quello che vale la pena avere è una mappa stellare girevole: imposti il 18 novembre, ore 03:00, e vedi subito dove si trova il Leone – senza batteria e senza display che distrugge l’adattamento al buio.

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Domande frequenti sulle Leonidi

Quando si osservano le Leonidi nel 2026?

Nella notte fra il 17 e il 18 novembre 2026, meglio fra le 02:00 e le 05:30 CET. Prima di quell’ora o la Luna è ancora in cielo (tramonta alle 23:30) o il radiante è troppo basso. Le Leonidi sono però attive già dal 6 novembre e fino al 30 – anche le notti attorno al massimo meritano quindi uno sguardo.

Quante stelle cadenti si vedono?

La ZHR – il tasso teorico con cielo perfetto e radiante allo zenit – nel 2026 è di circa 15 all’ora. In pratica, sotto un buon cielo di campagna, ne vedrai piuttosto 8-12 all’ora, e solo due o quattro in periferia. Sembra poco, ma le Leonidi compensano in qualità: le loro meteore sono più luminose e più spettacolari di quelle della maggior parte degli altri sciami.

Perché si chiamano Leonidi?

Gli sciami prendono il nome dalla costellazione in cui si trova il loro radiante. Quello delle Leonidi è nel Leone, in latino Leo – da cui Leonidi. Con lo stesso criterio le Perseidi prendono il nome da Perseo e le Geminidi dai Gemelli.

Le Leonidi sono pericolose?

Per te che sei a terra, per niente – le particelle evaporano completamente 100 chilometri sopra la tua testa. Per i satelliti, invece, una tempesta di Leonidi è un rischio concreto: a 71 km/s basta un granello di un decimo di millimetro per perforare un pannello solare. Durante le tempeste dal 1998 al 2002 diversi satelliti furono ruotati per precauzione e alcuni lanci vennero rinviati.

Serve un telescopio per le Leonidi?

No – anzi, un telescopio sarebbe d’ostacolo. Mostra meno di un grado di cielo, mentre una meteora ne percorre dieci e più. Le stelle cadenti sono l’unico fenomeno astronomico in cui l’occhio nudo batte qualsiasi strumento. Un telescopio ha senso per i pianeti, i crateri lunari e il cielo profondo – non qui.

Si possono fotografare le Leonidi?

Sì, ed è più semplice di quanto si pensi: una fotocamera con posa manuale su treppiede, un grandangolo aperto attorno a f/2,8, ISO 1600-3200 e una serie continua di pose da 15-20 secondi. Inquadra a 40 o 50 gradi dal radiante, non il radiante stesso. Metti in conto molti scatti vuoti: su tre ore di riprese solo una manciata conterrà una scia. È normale, anche per gli astrofotografi esperti.

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