Nebulose nello spazio: tipi, nebulose famose e come osservarle

Di · Aggiornato il · Dati verificati il 7 ottobre 2026

Una nebulosa nello spazio è un’enorme nube di gas e polvere tra le stelle, che brilla di luce propria, riflette la luce delle stelle oppure la assorbe. La maggior parte delle nebulose conosciute si trova nella nostra galassia, spesso a centinaia o migliaia di anni luce da noi.

⭐ In breve: ne esistono cinque tipi: nebulose a emissione, nebulose a riflessione, nebulose planetarie, resti di supernova e nebulose oscure.

Dall’Europa, a occhio nudo si vede soprattutto la Nebulosa di Orione. Al telescopio le nebulose appaiono grigie, non colorate – i colori delle foto famose compaiono solo quando una fotocamera raccoglie luce con lunghe esposizioni.

Nebulosa nello spazio: le «scogliere cosmiche» nella Nebulosa della Carena, riprese dal telescopio James Webb
Le «scogliere cosmiche» nella Nebulosa della Carena: il bordo di una bolla di gas scavata da stelle giovani e caldissime (immagine infrarossa). Immagine: NASA, ESA, CSA, STScI

Nebulosa nello spazio: definizione e origine del termine

Un tempo l’astronomia chiamava «nebulosa» ogni macchia sfocata nel cielo. Ne facevano parte anche ammassi stellari e galassie, che nei telescopi dell’epoca apparivano solo come veli di luce.

Nel 1774 Charles Messier compilò un catalogo di questi oggetti, perché i cacciatori di comete non li confondessero. Per questo molte nebulose portano ancora oggi un numero Messier, come M 42 per la Nebulosa di Orione o M 57 per la Nebulosa Anello.

Solo telescopi più grandi mostrarono che alcune «nebulose» erano in realtà galassie lontane. Secondo la definizione odierna, le vere nebulose sono nubi interstellari di gas e polvere, composte soprattutto da idrogeno.

Consiglio: le nebulose sono incredibilmente rarefatte. Un centimetro cubo contiene spesso solo da qualche centinaio a qualche migliaio di atomi – meno del miglior vuoto che si riesce a creare sulla Terra. Diventano imponenti solo perché si estendono per molti anni luce.

I tipi di nebulose in breve

I tipi di nebulose si distinguono soprattutto per l’origine della loro luce. Da questo dipende anche il loro aspetto in foto e se un filtro aiuta durante l’osservazione.

Tipo di nebulosaOrigine della luceColore in fotoEsempio
Nebulosa a emissionegas eccitato da stelle giovani e caldeda rosso a rosaNebulosa di Orione (M 42)
Nebulosa a riflessionela polvere diffonde la luce di stelle vicinebluPleiadi (M 45)
Nebulosa planetariainvolucro di gas espulso da una stella morenteblu-verde, rossoNebulosa Anello (M 57)
Resto di supernovaonda d’urto di una stella esplosarosso, blu, filamentosoNebulosa del Granchio (M 1)
Nebulosa oscurapolvere fredda che assorbe la luce retrostantesagoma scuraTesta di Cavallo (B 33)

Nebulose a emissione: le culle delle stelle

Nebulosa a emissione: la Nebulosa di Orione M 42, foto amatoriale
Nebulosa a emissione: la Nebulosa di Orione (M 42). Foto: Sascha Weiss, Siegenburg 2020

In una nebulosa a emissione stelle giovani e caldissime emettono così tanta luce UV che l’idrogeno circostante inizia a brillare. Il tipico rosso delle foto viene dalla riga H-alfa dell’idrogeno.

Le nebulose a emissione sono regioni di formazione stellare: qui stanno nascendo nuove stelle proprio adesso. L’esempio più noto è la Nebulosa di Orione, a circa 1.350 anni luce e visibile a occhio nudo dall’Europa.

Anche la Nebulosa Aquila (M 16) ne fa parte. Al suo interno si trovano i celebri «Pilastri della Creazione», fotografati da Hubble e poi dal telescopio Webb.

Nebulose a riflessione: perché sono blu

Nebulosa a riflessione intorno alle Pleiadi M 45
Nebulosa a riflessione: il velo blu intorno alle Pleiadi (M 45). Foto: cfaobam, CC BY 2.0 (via Flickr)

Una nebulosa a riflessione non brilla di luce propria. Una polvere finissima diffonde la luce delle stelle vicine, un po’ come la nebbia su una strada diffonde la luce dei fari.

La luce blu viene diffusa più di quella rossa. Per questo le nebulose a riflessione appaiono quasi sempre blu in foto – per lo stesso motivo per cui il nostro cielo diurno è blu.

L’esempio classico è il velo intorno alle Pleiadi. Al telescopio il tuo occhio ne vede pochissimo, mentre una lunga esposizione lo mostra chiaramente.

Nebulose planetarie: la fine delle stelle simili al Sole

Nebulosa planetaria: la Nebulosa Civetta M 97 nell’Orsa Maggiore
Nebulosa planetaria: la Nebulosa Civetta (M 97) nell’Orsa Maggiore. Foto: Marc Van Norden, CC BY 2.0 (via Flickr)

Le nebulose planetarie non hanno nulla a che fare con i pianeti. Il nome risale a William Herschel, al quale al telescopio sembravano piccoli dischi rotondi, come un pianeta.

In realtà una stella morente espelle i suoi strati esterni di gas, che il nucleo caldissimo fa brillare. Anche il nostro Sole finirà così, tra circa cinque miliardi di anni.

Esempi noti sono la Nebulosa Anello M 57 nella costellazione della Lira e la Nebulosa Manubrio M 27 nella Volpetta. Le nebulose planetarie sono piccole ma luminose e reggono quindi bene ingrandimenti elevati.

Resti di supernova: i detriti di una stella esplosa

Resto di supernova: la Nebulosa Medusa IC 443
Resto di supernova: la Nebulosa Medusa (IC 443) nei Gemelli. Foto: Thomas Großschmidt, per gentile concessione

Quando una stella massiccia esplode come supernova, il suo involucro sfreccia nello spazio a migliaia di chilometri al secondo. L’onda d’urto riscalda il gas circostante e lo fa brillare.

La Nebulosa del Granchio M 1 nel Toro è il resto di una supernova osservata dagli astronomi cinesi nel 1054. La Nebulosa Velo nel Cigno è un resto molto più antico, i cui sottili filamenti si estendono per circa tre gradi, cioè sei diametri di Luna piena.

Nebulose oscure: nubi che inghiottono la luce

Nebulosa oscura: la Testa di Cavallo B 33 in Orione
Nebulosa oscura: la Testa di Cavallo (Barnard 33) davanti a gas luminoso. Foto: Ken Crawford, CC BY-SA 3.0 (via Wikimedia Commons)

Una nebulosa oscura è una nube fredda e densa di polvere e gas molecolare. Diventa visibile solo come sagoma, quando dietro di essa ci sono stelle o una nebulosa luminosa.

La Testa di Cavallo nella costellazione di Orione si staglia contro il gas rosso luminoso alle sue spalle. In nubi come questa nascono le stelle di domani, perché lì il gas freddo può contrarsi.

D’estate puoi vedere una grande nebulosa oscura persino senza strumenti. La fenditura scura nella fascia della Via Lattea tra il Cigno e il Sagittario è polvere che assorbe la luce delle stelle retrostanti.

Nebulose famose: nomi, costellazione e periodo migliore

La tabella mostra le nebulose più note visibili dall’Europa, più due celebri nebulose del cielo australe. «Periodo migliore» indica i mesi in cui la nebulosa è ben alta la sera.

NebulosaTipoCostel­lazioneMagni­tudineStrumentoPeriodo
Nebulosa di Orione (M 42)EmissioneOrione3,7 magocchio nudo, binocolodic–mar
Nebulosa Laguna (M 8)EmissioneSagit­tario6,0 magbinocolo, telescopiolug–ago
Nebulosa Aquila (M 16)EmissioneSerpente6,0 magtelescopio, filtro utilelug–ago
Nebulosa Nord America (NGC 7000)EmissioneCigno4,0 magbinocolo, cielo buiolug–ott
Nebulosa Anello (M 57)Plane­tariaLira8,8 magtelescopio da 70 mmgiu–set
Nebulosa Manubrio (M 27)Plane­tariaVolpetta7,4 magbinocolo, telescopiolug–ott
Occhio di Gatto (NGC 6543)Plane­tariaDragone8,1 magtelescopiomag–ott
Nebulosa Elica (NGC 7293)Plane­tariaAcquario7,6 magtelescopio + filtro OIIIset–ott
Nebulosa del Granchio (M 1)Resto di super­novaToro8,4 magtelescopiodic–feb
Nebulosa Velo (NGC 6960/6992)Resto di super­novaCigno7,0 magtelescopio + filtro OIIIlug–ott
Testa di Cavallo (B 33)OscuraOrione–foto, grande telescopiodic–feb
Nebulosa delle Pleiadi (M 45)RiflessioneToro–solo in fotoott–feb
Nebulosa della Carena (NGC 3372)EmissioneCarena1,0 magsolo cielo australe–
Nebulosa Tarantola (30 Dor)EmissioneDorado8,0 magsolo cielo australe–

La magnitudine (mag) vale per l’intera nebulosa. Più grande è la superficie, più questa luce si diluisce: sulla carta la Nebulosa Elica (7,6 mag) è più luminosa della Nebulosa Anello, ma all’oculare è molto più difficile da vedere.

Trovi altri oggetti nel nostro catalogo degli oggetti deep-sky. La Galassia di Andromeda non rientra in questa lista: un tempo la si chiamava «Nebulosa di Andromeda», ma è una galassia a sé.

Attenzione, altezza ridotta: dall’Europa centrale le nebulose Laguna, Aquila ed Elica non salgono mai alte sopra l’orizzonte sud. Scegli un luogo con vista libera verso sud e senza luci cittadine in quella direzione.

La nebulosa più grande dell’universo: la Tarantola e la questione della definizione

Non esiste una risposta univoca, perché «nebulosa più grande» significa cose diverse a seconda del metro di misura: dimensione reale in anni luce o dimensione apparente nel cielo. Inoltre nessuna nebulosa ha un bordo netto.

Nei dintorni della Via Lattea la Nebulosa Tarantola (30 Doradus) è considerata la regione di formazione stellare più grande e più attiva. Si trova nella Grande Nube di Magellano, a circa 160.000 anni luce, e misura diverse centinaia di anni luce a seconda di come la si delimita.

Nebulosa Tarantola 30 Doradus nella Grande Nube di Magellano, immagine composita
La Nebulosa Tarantola (30 Doradus) nella Grande Nube di Magellano, composta da dati X, ottici e infrarossi. Immagine: NASA/CXC/STScI/JPL-Caltech

Se la Tarantola fosse vicina quanto la Nebulosa di Orione, di notte proietterebbe ombre. Ancora più grande è NGC 604 nella Galassia del Triangolo, con oltre 1.300 anni luce di diametro.

La superficie di cielo più ampia è invece coperta dalla Nebulosa di Gum, un antico resto di supernova di circa 36 gradi. Si trova nel cielo australe ed è così debole che si vede solo in foto.

Metro di misuraNebulosa più grandeDimensione
Universo vicino (formazione stellare)Tarantola (30 Dor)diverse centinaia di anni luce
Giganti note nelle galassie vicineNGC 604 (Galassia del Triangolo)oltre 1.300 anni luce
Dimensione apparente nel cieloNebulosa di Gum (cielo australe)circa 36 gradi
Grande nebulosa più luminosa del cielo borealeNebulosa di Orione (M 42)circa 1 grado, circa 24 anni luce

Perché le nebulose al telescopio appaiono grigie

Le immagini colorate che trovi online sono riprese con fotocamere che raccolgono luce per minuti o ore. Il tuo occhio non può sommare la luce: vede sempre solo l’istante.

Con poca luce entrano in gioco i bastoncelli dell’occhio, che non distinguono i colori. Per questo quasi tutte le nebulose all’oculare appaiono come un chiarore grigio o leggermente verdastro. Solo nebulose molto luminose come quella di Orione mostrano un accenno di colore nei grandi telescopi.

Foto lunga posa: colori All’oculare occhio di notte: grigio La fotocamera raccoglie luce, l’occhio no
Perché le stesse nebulose appaiono colorate in foto e grigie al telescopio (grafica nostra).

È deludente solo se ci si aspettano le immagini di Hubble. Vedere per la prima volta la Nebulosa di Orione all’oculare significa vedere luce vera e antichissima – con strutture sottili che nessuna foto rende così plastiche.

Consiglio: concedi ai tuoi occhi 20–30 minuti di adattamento al buio e non guardare il telefono senza luce rossa. Guarda leggermente accanto alla nebulosa («visione distolta»): il bordo della retina è più sensibile alla luce del centro.

Filtri nebulari: UHC e OIII

Un filtro nebulare lascia passare solo le lunghezze d’onda in cui brillano le nebulose a emissione e planetarie. Lo sfondo del cielo si scurisce e la nebulosa risalta meglio – non diventa più luminosa.

Il filtro UHC è il tuttofare per principianti; il filtro OIII è più selettivo e rende al meglio su nebulose planetarie e Nebulosa Velo. Entrambi funzionano meglio a basso ingrandimento, cioè con una pupilla d’uscita ampia.

Non trasformano un cielo di città in un cielo di campagna. Quanto è buio il tuo sito conta più di qualsiasi accessorio – ne parliamo nella guida all’inquinamento luminoso e nella panoramica sui filtri per telescopio.

Errore frequente: su galassie, ammassi stellari e nebulose a riflessione un filtro nebulare non serve. Lì assorbe solo luce e l’immagine peggiora invece di migliorare.

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Quale strumento per le nebulose?

Per le nebulose conta soprattutto l’apertura, cioè il diametro della lente o dello specchio. Più apertura raccoglie più luce e mostra estensioni deboli che uno strumento piccolo non rivela.

Un binocolo 10×50 mostra le nebulose di Orione, Laguna e Nord America come macchie chiare. Per Anello, Occhio di Gatto e Granchio ti serve un telescopio, e un Dobson da 200 mm offre la maggior quantità di luce per il prezzo.

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Fotografare le nebulose: dallo smartphone al telescopio smart

Se vuoi vedere i colori ti serve una fotocamera. Già una mirrorless su treppiede cattura la Nebulosa di Orione con 10–20 secondi di posa; per più dettagli serve una montatura motorizzata.

È più semplice con un telescopio smart. Scatta, somma automaticamente le immagini e dopo pochi minuti mostra la nebulosa a colori sul telefono; i modelli Seestar hanno anche un filtro anti-inquinamento luminoso integrato.

Meglio conoscerne i limiti: 50 mm di apertura danno belle immagini d’insieme, ma non dettagli da Hubble. Se vuoi andare oltre, il passo successivo è l’astrofotografia deep-sky.

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Consiglio: le prime foto di nebulose riescono meglio con la Nebulosa di Orione d’inverno e la Nebulosa Nord America d’estate. Entrambe sono grandi, luminose e alte nel cielo, quindi bastano pochi minuti di posa.

Le nebulose sono deboli: qui conta più l’apertura dell’ingrandimento.
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Domande frequenti sulle nebulose nello spazio

Come si chiama la nebulosa nello spazio?

Non esiste una sola nebulosa, ma migliaia. I nomi più noti sono Nebulosa di Orione, Nebulosa Aquila con i «Pilastri della Creazione», Nebulosa Anello, Nebulosa del Granchio, Testa di Cavallo e Nebulosa della Carena. Gli astronomi le indicano per lo più con numeri di catalogo come M 42 o NGC 7000.

Di che cosa è fatta una nebulosa?

Per circa il 99 per cento di gas, soprattutto idrogeno ed elio, e per circa l’uno per cento di polvere. La polvere è formata da granelli minuscoli di carbonio e silicati.

Quali sono le nebulose più famose?

Nel cielo boreale le più note sono le nebulose di Orione, Laguna, Nord America, Anello, Manubrio, Granchio e Velo. Il cielo australe aggiunge le nebulose della Carena e Tarantola. La tabella più in alto indica costellazione e periodo migliore per osservarle.

Qual è la nebulosa più grande dell’universo?

Tra le regioni di formazione stellare conosciute, la Tarantola nella Grande Nube di Magellano e NGC 604 nella Galassia del Triangolo sono tra le più grandi. Misurano da diverse centinaia a oltre mille anni luce. Non esiste un numero uno indiscusso, perché le nebulose non hanno un bordo netto.

Si può vedere una nebulosa a occhio nudo?

Sì. D’inverno la Nebulosa di Orione è visibile sotto la Cintura di Orione come una piccola macchia sfocata. Sotto un cielo molto buio si distinguono anche la Laguna nel Sagittario e la Nord America nel Cigno.

Perché le nebulose a riflessione sono blu?

La polvere della nebulosa diffonde la luce blu più di quella rossa. Per questo la luce stellare riflessa appare blu – proprio come il cielo diurno della Terra.

Una nebulosa planetaria contiene pianeti?

No. Il nome deriva dal fatto che nei vecchi telescopi queste nebulose sembravano piccoli dischi planetari. In realtà si tratta dell’involucro espulso da una stella morente.

La Galassia di Andromeda è una nebulosa?

No. Un tempo era chiamata «Nebulosa di Andromeda», ma è una galassia a sé con centinaia di miliardi di stelle, a circa 2,5 milioni di anni luce. Maggiori dettagli nella nostra pagina sulla Galassia di Andromeda.

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