Di Alexander Merz · Aggiornato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
Ogni anno, poco prima e poco dopo il Capodanno, il cielo del nord regala un discreto spettacolo pirotecnico: la pioggia di stelle cadenti delle Quadrantidi. Pur rivaleggiando in intensità con le Perseidi e le Geminidi, questo sciame di gennaio resta poco conosciuto, perché il suo picco è tanto spettacolare quanto breve. Ecco come e quando osservare le Quadrantidi.
⚡ La risposta rapida: Le Quadrantidi sono attive dal 28 dicembre al 12 gennaio circa. Il massimo, molto breve (poche ore), cade nella notte tra il 3 e il 4 gennaio, con fino a circa 110 meteore all’ora (ZHR). Il prossimo massimo favorevole è la notte tra il 3 e il 4 gennaio 2027, in buone condizioni lunari. Momento migliore: dopo mezzanotte, a occhio nudo, sotto un cielo buio.
Le Quadrantidi, la pioggia di stelle cadenti di gennaio
Delle 88 costellazioni ufficialmente riconosciute dal 1922, molte risalgono all’antichità. Nel corso dei secoli sono comparsi numerosi cataloghi stellari che hanno inventato costellazioni oggi non più in uso. Il « Quadrante murale » del cielo boreale è probabilmente la più celebre di queste figure scomparse. Le sue coordinate corrispondono oggi al radiante situato nella costellazione del Boote (il Bifolco). È da lì che ogni anno sfreccia verso la Terra lo sciame meteorico delle Quadrantidi, più correttamente chiamate Bootidi.
A partire dal 28 dicembre, le prime meteore dello sciame iniziano a bruciare nell’atmosfera terrestre. Ma è la notte tra il 3 e il 4 gennaio a colpire davvero: fino alle prime ore del mattino il tasso orario zenitale può raggiungere circa 110 meteore all’ora. Se il tempo è clemente, la maggior parte diventa ben visibile qualche ora dopo mezzanotte, quando il radiante si alza sopra l’orizzonte nord.
Quando e dove osservare le Quadrantidi
Fino a mezzanotte circa, il radiante resta molto basso sull’orizzonte nord e guadagna quota solo verso l’alba. La finestra per « far piovere i desideri » al massimo è quindi breve. Alcune meteore ritardatarie continuano a cadere per una decina di giorni dopo il 4 gennaio, ma il tasso scende rapidamente a poche unità all’ora. Conviene quindi puntare con precisione alla notte del picco.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Periodo di attività | 28 dicembre – 12 gennaio |
| Massimo | Notte tra il 3 e il 4 gennaio (2027: verso le 4:25) |
| Tasso orario (ZHR) | fino a ~110 meteore/h (previsione IMO 2027: 80) |
| Radiante | Costellazione del Boote |
| Finestra migliore | Dopo mezzanotte fino all’alba |
| Corpo progenitore | Asteroide 2003 EH1 |
| Luna nel 2027 | disturba appena |
Come osservare al meglio una pioggia di meteore
Le stelle cadenti si osservano a occhio nudo: non serve alcuno strumento per cogliere una meteora che attraversa il cielo in una frazione di secondo. Allontanati dalle luci della città, concedi agli occhi venti-trenta minuti per adattarsi al buio e sdraiati rivolto a sud-est per abbracciare la porzione di cielo più ampia possibile.
Per prolungare la notte una volta passato il picco, un binocolo è l’ideale: rivela gli ammassi e gli oggetti diffusi del cielo invernale, attorno al radiante e non solo.
Il telescopio, invece, per le meteore non serve: restringe il campo visivo e te le fa perdere. Se la passione per l’astronomia ti prende lo stesso, la nostra guida all’acquisto per principianti spiega senza pressioni quale strumento fa davvero per te.
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Da dove arrivano le Quadrantidi?
Per molto tempo gli astronomi non sono riusciti a stabilire quale scia di polvere, di quale cometa, incrociasse l’orbita terrestre dal radiante nel Boote. Confrontando 5.000 anni di osservazioni con le traiettorie cometarie descritte nel cielo boreale, si è dapprima « sospettata » una cometa a corto periodo, deviata dall’influenza di Giove su un’orbita retrograda attorno al Sole, con un perielio che si era fortemente allontanato.
Dal 2003, invece, si ritiene che l’asteroide 2003 EH1 sia l’oggetto all’origine delle Quadrantidi. Secondo alcune cronache asiatiche, nel 1490-1491 gli astronomi osservarono la cometa C/1490 Y1, oggi considerata estinta. L’asteroide 2003 EH1 potrebbe essere un frammento di quell’antico nucleo cometario. Se l’ipotesi è corretta, lo sciame delle Quadrantidi è, con i suoi 600 anni, straordinariamente giovane su scala cosmica.
Domande frequenti
Quando osservare le Quadrantidi nel 2026 e nel 2027?
Il massimo cade ogni anno nella notte tra il 3 e il 4 gennaio. Il prossimo picco davvero favorevole è quello della notte tra il 3 e il 4 gennaio 2027, con buone condizioni lunari.
Quante stelle cadenti all’ora?
Al massimo, il tasso orario zenitale raggiunge circa 110 meteore all’ora sotto un cielo ideale, ponendo le Quadrantidi tra le piogge più intense dell’anno. In pratica ne vedrai molte meno: il radiante sale alto solo verso il mattino, e per il 2027 l’IMO prevede uno ZHR di 80.
Serve un telescopio per vedere le Quadrantidi?
No. Le meteore si osservano a occhio nudo su un ampio campo di cielo. Binocolo e telescopio servono piuttosto a esplorare il cielo invernale tra una meteora e l’altra.
Perché le Quadrantidi sono chiamate anche Bootidi?
Il radiante si trovava un tempo nella costellazione del « Quadrante murale », oggi abbandonata. Le sue coordinate ricadono ora nella costellazione del Boote, da cui il nome più corretto di Bootidi.
Perché il picco delle Quadrantidi è così breve?
La Terra attraversa una scia di polvere stretta e quasi perpendicolare alla sua orbita. Il massimo dura quindi solo poche ore, a differenza di altri sciami distribuiti su più notti.
