Montatura equatoriale: inseguimento, portata e quale fa per te

Di · Pubblicato il · Dati verificati il 14 settembre 2026

Una montatura equatoriale ha un solo compito: fa ruotare il telescopio esattamente come ruota il cielo. Per questo l’oggetto resta fermo nell’oculare invece di uscire dal campo dopo mezzo minuto.

Sembra un dettaglio. È invece la differenza tra «ho intravisto la Nebulosa Anello» e «l’ho osservata per venti minuti» – e tra uno scatto mosso e una vera astrofoto.

⭐ In breve: Una montatura equatoriale inclina uno dei suoi due assi finché non risulta parallelo all’asse terrestre. Da quel momento basta una sola rotazione uniforme per seguire il cielo: a mano, con motore o con GoTo. Per l’osservazione visuale è comodità; per l’astrofotografia a lunga posa è un requisito. Il prezzo: va messa in stazione prima di ogni notte, richiede contrappesi e fotograficamente regge solo circa due terzi di quanto dichiara la scheda tecnica.

Telescopio su una montatura equatoriale che segue il moto delle stelle
Una montatura con inseguimento tiene l’oggetto nel campo mentre la Terra continua a girare. È di questo che parla questa pagina.

Perché un asse è inclinato

Il cielo non sta fermo. A 150 ingrandimenti una stella attraversa l’intero campo in una ventina di secondi: senza aiuto meccanico correggi il telescopio di continuo.

Una montatura altazimutale dovrebbe muovere due assi contemporaneamente e in modo non uniforme: su/giù e destra/sinistra, con un rapporto che cambia in continuazione. Si può motorizzare, ma resta complicato.

Il progetto equatoriale risolve la cosa con un trucco: inclina un asse finché non è parallelo all’asse terrestre – in Italia significa da 36 a 47 gradi, a seconda della latitudine. Questo asse si chiama asse orario o asse di ascensione retta (AR).

Da lì in poi basta una sola rotazione uniforme attorno a quell’unico asse, sempre alla stessa velocità: un giro per giorno siderale. Il secondo asse – quello di declinazione (DEC) – resta fermo e serve solo per puntare.

Altazimutale Equatoriale Asse 1: ruotare Asse 2: inclinare due movimenti, non uniformi verso il polo celeste ruota solo questo asse un movimento, uniforme
Tutta la differenza: se l’asse orario è parallelo all’asse terrestre, basta una rotazione uniforme per seguire il cielo.

È da questo che dipende l’astrofotografia. Solo le pose singole inseguite con precisione si lasciano poi sommare in modo pulito – e senza sommare molte immagini non si arriva a nebulose e galassie deboli.

Inseguimento in tre livelli: a mano, con motore e con GoTo

«Equatoriale» non dice ancora nulla sul fatto che qualcosa si muova da solo. I livelli sono tre, e si differenziano di un fattore dieci nel prezzo.

LivelloCosa faBuono perLimite
A manoRuoti una manopola dei movimenti lenti mentre osserviOsservare a qualsiasi ingrandimentoOgni posa oltre il secondo viene mossa
Motore sull’asse orarioRuota in modo uniforme con la rotazione terrestreOsservazione rilassata, video di Luna e pianeti, pose brevi sul cielo profondoNon trova nulla da solo; a seconda dell’ottica ci si ferma a 30–60 secondi
GoToDue motori più pulsantiera con database di oggetti: punta i bersagli e poi insegueFotografia del cielo profondo, ricerca di oggetti sotto cielo cittadinoRichiede 12 volt, messa in stazione e un allineamento ogni notte

Il secondo livello è spesso sottovalutato. Un semplice motore sull’asse orario costa, come kit, molto meno di una montatura nuova e trasforma una montatura manuale in uno strumento osservativo comodo.

Al contrario non funziona: una vera pulsantiera GoTo non si può aggiungere in modo sensato alla maggior parte delle montature d’ingresso. Lì, comprare nuovo è il conto più onesto.

Consiglio: Le pulsantiere con velocità di inseguimento commutabile valgono il sovrapprezzo. Stelle, Luna e Sole si spostano a velocità diverse: siderale, lunare e solare. Chi riprende la Luna per mezz’ora se ne accorge subito.

Portata calcolata onestamente: la regola dei due terzi

È qui che nascono la maggior parte degli acquisti sbagliati. Nella scheda tecnica c’è un numero, e quel numero vale per l’osservazione tranquilla, non per la fotografia.

Tra gli astrofotografi esperti si è affermata la regola dei due terzi: fotograficamente sfruttabile è circa il 60–65 per cento della portata visuale dichiarata. Ciò che sta sopra vibra – e la vibrazione si vede in ogni scatto.

Dato di schedaUtilizzabile in visualeUtilizzabile in fotoCosa ci sta davvero
5 kgfino a 5 kgcirca 3 kgFotocamera con teleobiettivo o un piccolo rifrattore
10 kgfino a 10 kgcirca 6 kgNewton da 6 pollici o apo da 80 mm con camera
18 kgfino a 18 kgcirca 11 kgNewton da 8 pollici con camera, guida e cavi

E conta tutto quello che viaggia sopra: camera, cassetto portafiltri, tubo guida, camera di guida, paraluce anticondensa, cavi. Un chilo di accessori si mette insieme prima di quanto pensi – i contrappesi non contano, stanno dall’altra parte.

⚠️ La trappola dei kit completi: Nei kit telescopio economici la montatura è quasi sempre l’anello debole: il telescopio ci sta a malapena sulla carta, ma fotograficamente per niente. Se trovi un kit con un Newton da 150 mm su una montatura da 5 kg, quello è uno strumento per osservare, non per fotografare.

Il secondo fattore sottovalutato è il treppiede. Un treppiede in alluminio traballante vanifica la migliore delle montature, perché ogni folata di vento e ogni passo sul prato arriva all’oculare come tremolio. Treppiedi in tubo d’acciaio o una colonna fissa sono qui il miglioramento reale più economico.

Messa in stazione: quanta precisione serve davvero

Mettere in stazione significa puntare l’asse orario al polo celeste. Solo allora vale il presupposto su cui si regge tutta la costruzione.

La buona notizia: quanta precisione serva dipende solo da cosa vuoi fare. Per la maggior parte dei lettori è molto meno lavoro del temuto.

Cosa vuoi fareMetodoTempo
Osservare, a qualsiasi ingrandimentoTreppiede all’incirca a nord, impostare la latitudine, fatto1 minuto
Riprendere Luna e pianetiLo stesso, più Polaris centrata nel cannocchiale polare3 minuti
Cielo profondo fino a circa 500 mm di focaleCannocchiale polare con l’angolo orario impostato correttamente5 minuti
Cielo profondo da circa 800 mm di focaleCannocchiale polare più routine software o metodo della deriva15–40 minuti

In pratica il cannocchiale polare arriva più lontano di quanto la sua fama suggerisca. Astrofotografi esperti mettono in stazione focali attorno ai 400 mm in meno di cinque minuti con il solo cannocchiale polare, a patto che sia ben tarato.

Solo con focali lunghe diventa laborioso. Allora entra in gioco una routine software che calcola l’errore da due scatti, oppure il classico metodo della deriva in declinazione.

Consiglio per una postazione fissa: Chi osserva sempre dallo stesso punto imposta la latitudine una volta e segna i piedi del treppiede sul terrazzo. La volta successiva Polaris sarà già quasi nel cercatore e i cinque minuti diventano uno.

⚠️ La sola app bussola non basta: Indica il nord magnetico, non quello geografico. In Italia la differenza è attualmente di pochi gradi, sufficienti però a rovinare qualsiasi posa un po’ lunga. Usa l’app solo per il posizionamento grossolano e correggi poi sulla Stella Polare.

Autoguida al telescopio: da quando serve davvero

Ogni inseguimento meccanico ha un piccolo errore che si ripete: l’errore periodico della vite senza fine. Fa spostare lentamente la stella avanti e indietro nell’arco di qualche minuto.

Osservando non te ne accorgi. In fotografia il punto diventa una linea. L’autoguida corregge tutto questo: una seconda piccola camera sorveglia una stella guida e invia correzioni continue alla montatura.

Quando diventa obbligatoria si può quantificare. Senza guida sono realistici 30–60 secondi a seconda di montatura e focale, e anche così circa uno scatto su dieci finisce scartato. Con focali lunghe il limite scende sensibilmente.

Chi fotografa solo Luna, pianeti o ammassi luminosi non ha bisogno della guida. Chi vuole nebulose e galassie con pose di più minuti non può evitarla: ne parliamo nella nostra guida all’astrofotografia deep-sky.

Tecnicamente servono tre cose: un tubo guida o una guida fuori asse, una camera di guida e una montatura con porta ST-4 o controllo da computer. Molte montature di fascia media hanno già questa porta.

L’ingresso nell’autoguida: Omegon Microspeed Guidescope 60 mm

Omegon Microspeed Guidescope 60 mm

Tubo guida compatto da 60 mm di apertura: la prima aggiunta abituale non appena le pose devono superare il minuto. Arriva senza camera: ha senso solo quando montatura e telescopio ci sono già e le stelle nelle riprese diventano visibilmente delle linee.

Prezzo: 159 €

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Quale montatura per il tuo progetto?

La risposta onesta non dipende dal budget ma dalla domanda su cosa finirà sopra. Una fotocamera con obiettivo pesa un chilo e mezzo, un Newton da 8 pollici con accessori dieci volte tanto.

Cosa vuoi fareMontaturaPerchéPrezzo
Solo osservareNessun acquisto necessario – un Dobson ti dà più apertura a parità di spesaNiente messa in stazione, niente contrappesi, i soldi vanno tutti nell’ottica.
Via Lattea e costellazioni con la fotocameraOmegon MiniTrack LX3 EssentialsPuramente meccanica, si carica come un timer da cucina: non serve corrente e sta nella borsa fotografica.143 €
Fotocamera con teleobiettivo, primi tentativi deep-skyOmegon MiniTrack LX3La stessa idea con cannocchiale polare e precisione maggiore. Sempre senza corrente, sempre molto leggera.199 €
L’ingresso serio con GoToSkywatcher Star Adventurer GTi Set⭐ La nostra sceltaPorta 5 kg, punta gli oggetti in GoTo, si comanda via Wi-Fi e arriva completa di treppiede e cuneo equatoriale. Fotograficamente significa circa 3 kg: abbastanza per una fotocamera con teleobiettivo o un piccolo rifrattore.665 €
Piccolo telescopio più camera e guidaSkywatcher EQM-35 Pro SynScan GoToIl gradino successivo: più margine per un Newton da 6 pollici o un apo da 80 mm con il treno ottico completo.945 €
Viaggi e aereoiOptron GEM28 GoToTesta sorprendentemente leggera con circa 13 kg di portata, pensata per chi sposta davvero la propria attrezzatura.1.585 €
Il deep-sky come tema principaleSkywatcher HEQ5-R Pro SynScan GoToIl classico con cui si misura questa categoria. Trasmissione a cinghia, porta ST-4, molto ben documentata e sempre rivendibile.1.679 €
Focali lunghe, postazione fissaSkywatcher EQ6-R Pro SynScan GoToCirca 20 kg di portata e la stabilità che serve a un Newton da 8 pollici con camera. In cambio la sola testa pesa 17 kg.1.799 €

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Se vuoi di più: la classe HEQ5 salta un gradino. Chi già sa che il deep-sky sarà il suo tema, andando direttamente sulla HEQ5 spende meno alla fine dei conti.

Porta abbondantemente il triplo di una montatura da viaggio, ha la trasmissione a cinghia invece degli ingranaggi e con la guida lavora ancora pulita là dove le montature più piccole si arrendono.

Il sovrapprezzo conviene a chi vuole fotografare con un telescopio invece che con un obiettivo; per l’astrofotografia con soli obiettivi è denaro buttato.

Stai ancora cercando il primo telescopio? Allora non partire dalla montatura: la nostra guida ai telescopi per principianti mette ottica e montatura nell’ordine giusto. Chi è più avanti trova strumenti completi tra i telescopi per utenti avanzati.

Solo Luna e pianeti? Allora una montatura motorizzata basta e avanza, perché lì si lavora con brevi sequenze video e non con lunghe pose: come funziona in pratica lo spieghiamo nella fotografia planetaria.

Alimentazione sul campo: la voce dimenticata

Quasi tutti i conti sulle montature che si trovano in rete si fermano al prezzo d’acquisto. Nella pratica c’è un’altra voce, e può rovinare le prime notti.

Le montature GoTo hanno bisogno di 12 volt in corrente continua. Un normale power bank USB eroga 5 volt e non basta: è uno degli errori da principiante più comuni. Serve un pacco batteria da 12 V o una batteria LiFePO4 con lo spinotto giusto.

Metti in conto altri 70–120 euro se vuoi osservare in mobilità. In postazione fissa basta un alimentatore da rete, a una frazione della spesa.

La differenza è un argomento a favore della soluzione piccola: i motori semplici sull’asse orario funzionano spesso a 6 volt, con pile o con un power bank. Chi si sposta molto e può rinunciare al GoTo risparmia peso, soldi e una fonte di guasti.

E il classico tra i costi sottovalutati: gli adattatori. Tra fotocamera, telescopio, guida e filtri si accumulano in fretta diversi pezzetti che insieme si avvicinano al prezzo di un oculare.

Comprare una montatura usata: a cosa fare attenzione

Le montature sono meccanica. Invecchiano molto più lentamente delle fotocamere, e per questo il mercato dell’usato qui è nettamente più interessante che nell’elettronica.

Classici come l’EQ5, la NEQ3 o vecchi modelli Celestron della serie CG ricompaiono regolarmente a una frazione del prezzo da nuovi. Una montatura di fascia media usata è spesso la scelta migliore rispetto a una montatura d’ingresso nuova allo stesso prezzo.

A cosa fare attenzione:

  • Il cannocchiale polare c’è ed è regolabile? Se manca, aggiungerlo diventa in fretta costoso o impossibile.
  • Ci sono i motori e la pulsantiera? Sui modelli GoTo la pulsantiera è il pezzo che separatamente non si trova quasi mai.
  • La vite senza fine gira senza impuntamenti? Un gioco percepibile e una rotazione a scatti indicano grasso indurito: risolvibile, ma è lavoro.
  • ⚠️ Quanti anni ha il grasso? Dopo qualche anno diventa duro. Pulizia e ringrassaggio sono manutenzione normale, non un difetto – ma sono un argomento sul prezzo.
  • ⚠️ Ci sono ancora aggiornamenti firmware? Con le pulsantiere GoTo più vecchie conviene dare un’occhiata al sito del produttore prima di comprare.
  • 🛑 Il treppiede è incluso? Comprare a parte un treppiede adeguato può costare facilmente un terzo del prezzo della montatura.

Un caso particolare sono i modelli che il produttore non tratta più – per esempio la Celestron CG-5, sostituita anni fa dalla Advanced VX. Meccanicamente queste montature restano utilizzabili e i ricambi si trovano presso officine specializzate.

Ma sii onesto con te stesso: con un modello fuori produzione compri anche un progetto da smanettone. Chi ama la meccanica ottiene tanta montatura per i suoi soldi. Chi vuole semplicemente fotografare è servito meglio da un modello attuale con garanzia.

Domande frequenti sulla montatura equatoriale

Serve una montatura equatoriale solo per osservare?

No. Per la sola osservazione bastano una montatura altazimutale stabile o un Dobson, ed entrambe si montano più in fretta. La costruzione equatoriale conviene non appena vuoi restare a lungo su un oggetto ad alto ingrandimento oppure fotografare.

Quanto costa iniziare con una montatura con inseguimento?

Una montatura da viaggio per fotocamera e obiettivo parte da circa 150 euro. Per una montatura GoTo che regga anche un piccolo telescopio, metti in conto 600–700 euro più l’alimentazione. Chi vuole fotografare con un telescopio finisce realisticamente nella classe HEQ5, che parte da poco meno di 1.700 euro.

Quanto posso esporre senza autoguida?

A seconda di montatura e focale sono realistici 30–60 secondi, e una parte degli scatti finirà comunque scartata. Con focali corte si va oltre, con quelle lunghe decisamente meno. Quando vuoi esporre regolarmente oltre il minuto, l’autoguida è il passo successivo sensato.

Una montatura GoTo funziona con un normale power bank?

Di norma no. Le pulsantiere GoTo si aspettano 12 volt, un power bank USB ne eroga 5. Serve un pacco batteria da 12 V oppure un power bank con uscita a 12 V e lo spinotto giusto. I motori semplici sull’asse orario a 6 volt, invece, funzionano spesso con pile o con un power bank.

Posso motorizzare in seguito una montatura che ho già?

Su molte montature d’ingresso sì: un kit motore per l’asse orario è il miglioramento più economico che esista. Una vera pulsantiera GoTo, invece, di solito non si può aggiungere in modo sensato; lì comprare nuovo è il conto più onesto.

Quanti contrappesi mi servono?

Quanti bastano perché il telescopio resti fermo in qualsiasi posizione senza dover stringere il freno. Di norma il produttore ne fornisce uno o due, adatti alla dimensione della montatura. Se in seguito il telescopio diventa più pesante, ne compri uno in più: attenzione al diametro della barra dei contrappesi.

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