Celestron Origin Mark II: dati, esperienze e valutazione

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Il Celestron Origin Mark II è un telescopio smart pensato per una postazione fissa in giardino: ottica RASA da 152 mm a f/2,2, fotocamera Sony IMX678 e montatura GoTo a forcella, in tutto 18,9 kg. Costa 5.499 € ed è il telescopio smart più luminoso che si possa comprare oggi.

⭐ In breve: l’Origin mostra galassie e nebulose piccole e deboli più in fretta e con più dettagli di qualsiasi altro telescopio smart. In cambio paghi con il peso, un campo inquadrato stretto e un prezzo che è un multiplo di quello della fascia d’ingresso. Conviene a chi può lasciarlo in giardino – chi deve trasportarlo, viaggiare o è alle prime armi fa meglio a scegliere il DWARFLAB Draco o il Seestar S50 Pro.

Celestron Origin Mark II: telescopio smart con ottica RASA da 152 mm su montatura a forcella a un braccio e treppiede in acciaio
L’Origin Mark II con tubo, montatura a un braccio e treppiede – in tutto 18,9 kg. Foto del produttore: Celestron / Astroshop.de. Le foto di prodotto mostrano lo strumento di giorno; le immagini nascono di notte sullo smartphone.

Il telescopio smart più luminoso: Celestron Origin Mark II Smart Telescope

Celestron Origin Mark II Smart Telescope

Ottica RASA da 152 mm a f/2,2, nuova fotocamera con Sony IMX678, autofocus, riscaldatore anti-rugiada e cassetto portafiltri per filtri da 1,25″ e 2″. Lo strumento per una postazione fissa – non per lo zaino.

Prezzo: 5.499 €

Ordinabile

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Che cos’è il Celestron Origin?

Celestron chiama l’Origin un “Intelligent Home Observatory” – un osservatorio domestico in tre pezzi. Appartiene quindi alla categoria dell’osservatorio da giardino, non agli strumenti da viaggio come Seestar o DWARF. Lo monti una volta e al resto pensa lo smartphone: riconoscere le stelle, puntare l’obiettivo, mettere a fuoco, esporre, sommare gli scatti.

Il cuore è un RASA, un Rowe-Ackermann Schmidt Astrograph – un telescopio a specchio costruito solo per fotografare. La luce attraversa una lastra correttrice, colpisce lo specchio primario sul fondo e viene concentrata in avanti, dove la fotocamera si trova direttamente nel fuoco.

Fotocamera Lastra correttrice Specchio primario Luce stellare centro oscurato (77 mm) La fotocamera è nel fuoco – focale corta (335 mm), f/2,2
Grafica nostra (semplificata): così funziona l’ottica RASA dell’Origin. La fotocamera, davanti al centro, copre 77 mm dei 152 mm di apertura (scheda tecnica Celestron).

Il trucco è la focale corta di 335 mm con 152 mm di apertura, che dà un rapporto focale di f/2,2. Più questo numero è piccolo, più in fretta un’ottica raccoglie luce sul sensore. Quanto sia radicale lo mostra il nostro articolo sul fratello maggiore, il Celestron RASA 8.

Importante: non puoi guardarci dentro. Dove di solito c’è l’oculare si trova la fotocamera – l’Origin mostra il cielo solo su smartphone, tablet o schermo. E ancora: non puntarlo mai verso il Sole senza un filtro solare da obiettivo certificato davanti all’intera apertura; il filtro solare non è incluso, e la fotocamera nel fuoco verrebbe danneggiata all’istante.

Celestron Origin Mark II: dati e contenuto della confezione

Tutti i dati provengono dalla scheda tecnica Celestron e dalla scheda prodotto di Astroshop (aggiornate al 30.09.2026). Il prezzo lo aggiorniamo automaticamente ogni giorno.

CaratteristicaCelestron Origin Mark II
OtticaRASA (Rowe-Ackermann Schmidt Astrograph), 152 mm / 335 mm, f/2,2
Ostruzione77 mm (50,7 % del diametro) dovuta alla fotocamera
FotocameraSony IMX678, a colori, 3856 × 2180 pixel (8,3 MP), pixel da 2,0 µm
Campo inquadrato / scala dell’immagine1,32° × 0,75° / 1,23″ per pixel
Montaturaforcella GoTo altazimutale (a un braccio), funzionamento EQ con cuneo equatoriale opzionale
Dotazioneautofocus, riscaldatore anti-rugiada sulla lente frontale, cassetto portafiltri per 1,25″ e 2″, due ventole (ottica ed elettronica)
ControlloRaspberry Pi 4 integrato, Wi-Fi, Ethernet, app “Celestron Origin” (iOS/Android)
BatteriaLiFePO4, 97,9 Wh, integrata, “6+ ore” secondo Celestron
Pesotubo 4,8 kg · montatura 7,7 kg · treppiede 6,4 kg = 18,9 kg
Contenuto della confezionetubo con fotocamera, montatura con batteria, treppiede in acciaio, paraluce anti-rugiada, alimentatore
Non inclusofiltro solare, filtro per nebulose, cuneo equatoriale, borse da trasporto
Prezzo / consegna5.499 € · ● Ordinabile

La fotocamera nello strumento non è raffreddata – le due ventole raffreddano ottica ed elettronica, non il sensore. Tra i telescopi smart del nostro confronto solo il DWARF Draco è raffreddato; i sensori non raffreddati producono più rumore nelle calde notti estive.

Mark II vs. Mark I: cosa c’è di nuovo?

La differenza tra Mark I e Mark II (“Mark 2”) sta tutta nella fotocamera. Ottica, montatura, treppiede, batteria e peso sono identici secondo Celestron. Il Mark II è in commercio dalla fine del 2025.

CaratteristicaOrigin (Mark I)Origin Mark II
SensoreSony IMX178Sony IMX678 (Starvis 2)
Risoluzione3096 × 2080 (6,4 MP)3856 × 2180 (8,3 MP)
Dimensione dei pixel2,4 µm2,0 µm
Scala dell’immagine1,48″ per pixel1,23″ per pixel
Campo inquadrato1,27° × 0,85°1,32° × 0,75° (16:9)
Ottica, montatura, batteria, pesoinvariati: 152 mm f/2,2, 97,9 Wh, 18,9 kg

Il miglioramento si nota, ma non è un salto quantico. Più pixel, scala più fine e un sensore moderno; un utente passato al nuovo modello su Cloudy Nights riferisce stelle e colori nettamente migliori. Su Reddit, invece, due possessori del Mark I indicano la vecchia fotocamera come punto debole – e uno trova anche la nuova solo “appena migliore”.

Consiglio per chi ha il Mark I e per i cacciatori di occasioni: la nuova fotocamera è disponibile anche da sola come “Origin 678C” da montare in autonomia (prezzo consigliato Baader 649 €, a novembre 2025). Astroshop ha ancora il Mark I* a 4.599 € – aggiungi il costo dell’upgrade prima di sceglierlo solo per il prezzo.

Cosa vedi davvero con l’Origin

Quanta luce un telescopio raccoglie da un oggetto dipende dalla superficie della sua apertura – meno la parte oscurata al centro. Nell’Origin, dei 152 mm resta una superficie netta pari a quella di un’apertura libera di 131 mm.

50 mm · 1× S50 Pro / Vespera Pro II netti ≈ 80 mm · 2,6× DWARF Draco (90 mm) netti ≈ 131 mm · 6,9× Celestron Origin (152 mm)
Grafica nostra: superficie dell’apertura meno l’ostruzione centrale (in bianco). L’Origin raccoglie quasi sette volte più luce di uno strumento da 50 mm. Calcolo basato sui dati dei produttori (Origin: 77 mm di ostruzione secondo Celestron).

Nell’Origin arriva su ogni pixel circa il doppio della luce rispetto al Seestar S50 Pro – anche se ogni pixel riprende solo poco più di un quarto della superficie di cielo (1,23″ invece di 2,30″). Tradotto: più dettaglio e comunque meno rumore nello stesso tempo.

Nella pratica, dopo pochi minuti sullo smartphone c’è già un’immagine riconoscibile, come riferiscono concordemente Astroshop, Intercon Spacetec e BBC Sky at Night. Un possessore su Cloudy Nights mostra, sotto un cielo buio e con due ore di esposizione, galassie più deboli della 19ª magnitudine nell’Ammasso della Chioma – in gergo significa “estremamente deboli”, ed è insolito per un telescopio smart.

Il rovescio: il campo inquadrato stretto

Con 1,32° × 0,75° l’Origin ha il campo inquadrato più piccolo della fascia premium. La Luna (poco più di 0,5°) ci sta a malapena, la Galassia di Andromeda (lunga circa 3°) o la Nebulosa Nord America solo a mosaico.

Seestar S50 Pro · 2,45° × 1,38° Vespera Pro II · 1,65° × 1,65° DWARF Draco · 1,65° × 1,24° Origin Mark II · 1,32° × 0,75°
Grafica nostra, tutti i campi inquadrati nella stessa scala; il cerchio è la Luna piena. Valori: dati dei produttori, ricalcolati da noi a partire da numero e dimensione dei pixel.

Celestron ha aggiunto la modalità mosaico solo in seguito, con un aggiornamento (firmware 1.5 con l’app aggiornata); nella discussione dei possessori su Cloudy Nights la si è attesa a lungo. Un mosaico distribuisce il tempo di esposizione su più campi – le grandi nebulose costano quindi un numero di notti proporzionalmente maggiore.

Pianeti: il punto debole, detto onestamente

L’Origin non è fatto per i pianeti. Ciò che conta è la scala dell’immagine: con 1,23″ per pixel, all’opposizione Giove misura solo circa 35-40 pixel – quasi il doppio che nel Seestar S50 Pro, ma meno che nel DWARF Draco.

Un telescopio classico con una camera planetaria mostra Giove con 100-200 pixel e costa una frazione. La Luna l’Origin la riprende bene, i pianeti al massimo come contorno. Se vuoi soprattutto gli anelli di Saturno e le bande di Giove, dai un’occhiata ai telescopi Celestron a focale lunga.

Peso, montaggio e trasporto

I 18,9 kg si dividono in tre pezzi: 4,8 kg il tubo, 7,7 kg la montatura, 6,4 kg il treppiede. Singolarmente ogni pezzo si trasporta, insieme pesano quasi sette volte un Seestar S50 Pro.

Montaggio: circa 10 minuti. Treppiede, montatura, tubo, un cavo corto. Poi l’Origin si configura da solo in due-tre minuti (resoconto pratico di Intercon Spacetec).
Batteria: “6+ ore”. Così dice Celestron. Con il gelo BBC Sky at Night ha misurato solo circa tre ore – per le notti invernali metti in conto un alimentatore a 12 V o una power station.
Fondo: solido. La forcella a un braccio reagisce al terreno morbido e al vento con vibrazioni (prova pratica di Astroshop). Terrazza o pavimentazione sono ideali.

In aereo l’Origin non ci va, in auto sì. Per il bagagliaio Celestron offre borse da trasporto per tubo, montatura e treppiede. Ma se devi tirarlo fuori dalla cantina ogni sera, l’esperienza insegna che presto lo userai sempre meno.

Consiglio pratico sul Wi-Fi: l’antenna Wi-Fi integrata del Raspberry Pi è debole – lo riferiscono concordemente i possessori su Cloudy Nights e sul forum tedesco astronomie.de. Rimedio: collegare l’Origin al Wi-Fi di casa, usare una chiavetta Wi-Fi USB come antenna oppure collegarlo con un cavo di rete.

Funzionamento EQ: cuneo equatoriale e autoguida

In modalità altazimutale il campo inquadrato ruota durante la ripresa – è fisica, non un difetto, e riguarda qualsiasi telescopio smart su montatura alt-az. Il risultato sono bordi dell’immagine sfocati, che vengono tagliati durante lo stacking, e con alcuni oggetti motivi ad anello sullo sfondo.

Dall’aggiornamento dell’app di giugno 2025 l’Origin può lavorare in modalità equatoriale, cioè con un inseguimento come quello di una montatura parallattica. Per farlo ti serve un cuneo equatoriale (wedge), che inclina la montatura verso l’asse celeste; per le pose lunghe serve in più lo StarSense Autoguider.

Errore frequente: il cuneo giusto è il “cuneo equatoriale NexStar Evo/SE”, non la versione Heavy Duty. Sul forum tedesco astronomie.de nel 2025 è stato consigliato e ordinato il pesante cuneo CPC – è compatibile, ma pesa il doppio e costa decisamente di più. E un possessore del Mark II su Reddit si era sentito dire dall’assistenza clienti che la rotazione di campo sarebbe “minima” – in modalità alt-az è forte esattamente come con qualsiasi altro strumento.

Accessori per il Celestron Origin

Cosa ti serve dipende dall’obiettivo – per iniziare non è necessario nulla di tutto questo. I prezzi cambiano; dove li indichiamo, sono prezzi consigliati di Baader (distributore Celestron in Germania).

AccessorioA cosa serveConviene a
Filtro per nebulose (dual-band, ad es. Celestron o di terze parti)Nebulose a emissione sotto un cielo inquinato dalla luceQuasi tutti – secondo la lista della confezione il filtro non è incluso.
Secondo cassetto portafiltri (di terze parti, 1,25″ o 2″)Cambiare filtro senza doverlo riavvitareA chi passa spesso da galassie a nebulose
Cuneo equatoriale NexStar Evo/SEFunzionamento EQ senza rotazione di campoAi fotografi che elaborano da sé i dati grezzi (prezzo consigliato 529 €)
StarSense Autoguider V2Pose ben oltre un minutoSolo insieme al cuneo (prezzo consigliato 939 €)
Set di accessori Origin (cuneo + autoguida + minuterie)Conversione EQ completaSecondo Baader fa risparmiare 139 € (prezzo consigliato 1.399 €)
Borse da trasportoProteggere tubo, montatura e treppiedeA chi trasporta l’Origin in auto
Chiavetta Wi-Fi USBConnessione più stabileQuando lo smartphone è a più di qualche metro di distanza

Con un filtro standard, a f/2,2 le stelle luminose mostrano degli aloni – anelli luminosi attorno alla stella. È il tema più frequente in entrambi i forum; quanto siano marcati dipende dal filtro, e secondo una possessrice tedesca non si eliminano del tutto nemmeno con un filtro per nebulose.

Celestron Origin alla prova: cosa riportano recensioni e possessori

Non abbiamo usato un Origin di persona. Questa valutazione si basa su quattro prove pratiche (BBC Sky at Night sul Mark II, Astroshop, Intercon Spacetec e un test di un utente di Cloudy Nights sul Mark I) e su oltre 400 messaggi nei forum, che abbiamo letto e contato per possessore.

FonteCosa abbiamo lettoPossessori accertati
forum.astronomie.de (forum tedesco)7 discussioni, circa 60 messaggi (2024–2026)2 possessori, 1 strumento in prestito
Cloudy Nightscampione dalla discussione dei possessori di 222 pagine (5 pagine), 2 discussioni su problemi, 1 test di un utente – circa 100 messagginon contabili in modo pulito (molti possessori, Mark I e II mescolati)
Reddit23 discussioni con 263 commenti (07/2024–08/2026)13 possessori

Dei 13 possessori su Reddit, sei sono entusiasti su tutta la linea – uso semplice, immagini forti anche dalla città. Due considerano la vecchia fotocamera del Mark I il punto debole, uno è deluso dalla rotazione di campo, uno mette in vendita il suo dopo circa cinque utilizzi, tre si esprimono in modo neutro.

✅ Cosa viene lodato. La qualità d’immagine su piccole galassie e nebulose, la velocità dell’ottica f/2,2, la configurazione “premi un pulsante” e l’app, basata su SkySafari. Su Cloudy Nights si trovano molte immagini con dieci e più ore di esposizione.
⚠️ Cosa dà fastidio. Aloni attorno alle stelle luminose, rumore di fondo ad anelli in modalità alt-az, Wi-Fi debole, motori rumorosi durante i movimenti. In più aggiornamenti firmware che nel 2025 hanno portato a tratti cadute di connessione – una possessrice tedesca ha parlato di “banane che maturano dal cliente”.
💶 Il prezzo. La critica più citata da chi non lo possiede: con la stessa cifra ci si costruisce un’attrezzatura astrofotografica più flessibile. Vero – ma allora te la devi costruire da solo, con montatura, fotocamera, autoguida e software.

Bias delle fonti: la discussione su Cloudy Nights è una discussione di possessori, in cui prevalgono i post con immagini e in cui scrivono anche i rivenditori; Reddit tende a essere scettico verso i telescopi smart costosi. Difetti hardware ricorrenti non li abbiamo trovati in nessuna fonte – i problemi riguardano software, Wi-Fi ed elaborazione delle immagini. Nessun valore tratto dai forum su questa pagina è una valutazione nel senso di un portale di recensioni.

Origin, Draco, Vespera Pro II o Seestar S50 Pro?

Nella fascia alta l’Origin non ha un rivale diretto – gli altri strumenti premium puntano su mobilità o prezzo. Ecco i quattro candidati tra cui scelgono gli acquirenti di questa classe.

CaratteristicaCelestron Origin Mark IIDWARFLAB DracoVaonis Vespera Pro IISeestar S50 Pro
Prezzo5.499 €1.499 €2.990 €999 €
Apertura (netta)152 mm (≈ 131 mm)90 mm (≈ 80 mm)50 mm50 mm
Rapporto focalef/2,2f/3,8f/4,9f/5,2
Campo inquadrato1,32° × 0,75°1,65° × 1,24°1,65° × 1,65°2,45° × 1,38°
Scala dell’immagine1,23″/pixel1,46″/pixel (in binning)1,68″/pixel2,30″/pixel
Sensore raffreddatonosìnono
Peso18,9 kg5,5 kg5 kg2,8 kg
Batteria6+ h5 h11 h9 h
Filtro solare inclusonosìnosì
Consegna● Ordinabile● Al momento non disponibile (Il prodotto è disponibile a partire dal 05.11.2026)● Ordinabile● Ordinabile
ProdottoOrigin Mark IIDWARFLAB DracoVespera Pro IISeestar S50 Pro

I link con l’asterisco sono link di affiliazione. Dati tecnici: dati dei produttori, verificati il 30.09.2026; apertura netta e scala dell’immagine ricalcolate da noi.

Il Draco è l’unico che si avvicina all’Origin sugli oggetti deboli – con poco più di un terzo della superficie di raccolta, ma con sensore raffreddato e pose lunghe. La Vespera Pro II è lo strumento da viaggio con la batteria migliore, l’S50 Pro l’ingresso con cui nessuno sbaglia.

💡 L’alternativa onesta e più economica: DWARFLAB Draco

Il Draco costa 1.499 €, pesa 5,5 kg ed è l’unico a offrire un sensore raffreddato e pose singole fino a 300 secondi. Raccoglie decisamente meno luce dell’Origin, ma in cambio mostra un campo inquadrato più ampio e sta in qualsiasi bagagliaio.

Il rovescio: viene consegnato solo da novembre, e recensioni indipendenti non ce ne sono ancora. Se non vuoi aspettare o non puoi installare l’Origin in modo fisso, dai un’occhiata al Draco nel dettaglio.

Fascia premium con quasi un terzo del peso: Smart Telescope DWARFLAB Draco

Smart Telescope DWARFLAB Draco

90 mm di apertura, sensore raffreddato, cannocchiale guida integrato, 5,5 kg. L’alternativa realistica se l’Origin è troppo pesante o troppo caro.

Prezzo: 1.499 €

Al momento non disponibile (Il prodotto è disponibile a partire dal 05.11.2026)

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Per chi conviene l’Origin – e per chi no

In breve: l’Origin conviene se può restare montato. Tutto il resto è una questione di budget e di pazienza.

La tua situazioneConsiglioPerché
Postazione fissa in giardino o in terrazza, con galassie e piccole nebulose come obiettivoCelestron Origin Mark II⭐ Costruito proprio per questoLa maggiore superficie di raccolta e la scala d’immagine più fine di tutti i telescopi smart.
Qualità premium, ma trasportabile e decisamente più economicoDWARFLAB DracoSensore raffreddato, 5,5 kg – meglio aspettare le prime recensioni
Viaggi, montagna, vacanze al mareVaonis Vespera Pro II5 kg con treppiede, 11 ore di batteria, modalità mosaico
Primo telescopio smartSeestar S50 ProCollaudato, 2,8 kg, campo inquadrato ampio – l’ingresso sicuro
Vuoi guardare con i tuoi occhi nell’oculare o soprattutto i pianetinessun telescopio smartUn telescopio classico dalla nostra guida Telescopio professionale

I link con l’asterisco sono link di affiliazione.

Se vuoi imparare l’astrofotografia come un mestiere, puoi anche spendere la stessa cifra in un altro modo: montatura, fotocamera e ottica separate, con più flessibilità e più lavoro. L’Origin è la scorciatoia – ti risparmia la scelta dei componenti, la configurazione e lo stacking.

Domande frequenti sul Celestron Origin

Quanto costa il Celestron Origin Mark II?

Da Astroshop 5.499 € (aggiornato automaticamente ogni giorno). Il predecessore Mark I è ancora a listino a 4.599 €; cuneo equatoriale, autoguida e filtri si aggiungono eventualmente a parte.

Qual è la differenza tra Origin Mark I e Mark II?

Solo la fotocamera: Sony IMX678 con 8,3 MP e pixel da 2,0 µm invece di IMX178 con 6,4 MP e pixel da 2,4 µm. Ottica, montatura, batteria e peso sono uguali. Chi ha il Mark I può montare la nuova fotocamera come “Origin 678C”.

Quanto pesa il Celestron Origin?

18,9 kg: 4,8 kg il tubo, 7,7 kg la montatura e 6,4 kg il treppiede. I tre pezzi si possono trasportare separatamente, il montaggio richiede circa dieci minuti.

Si possono fotografare i pianeti con l’Origin?

Solo in parte. Con 1,23″ per pixel Giove misura circa 35-40 pixel – più che nel Seestar S50 Pro, ma molto lontano da un telescopio classico con camera planetaria. La Luna riesce bene.

Si può guardare attraverso l’Origin?

No. La fotocamera si trova dove negli altri telescopi ci sarebbe l’oculare. L’immagine la vedi su smartphone, tablet o schermo.

L’Origin ha una modalità mosaico?

Sì, dal firmware 1.5 insieme all’app aggiornata. Così puoi comporre da più campi oggetti come la Galassia di Andromeda, che non entrano nel campo inquadrato di 1,32° × 0,75°.

Mi serve il cuneo equatoriale?

Per iniziare no. È utile se elabori da te i dati grezzi e vuoi eliminare la rotazione di campo e i motivi ad anello della modalità alt-az. Quello adatto è il cuneo equatoriale NexStar Evo/SE, non la versione Heavy Duty.

Quanto dura la batteria?

Celestron indica “6+ ore” per la batteria integrata da 97,9 Wh. Con il gelo l’autonomia cala nettamente – BBC Sky at Night è arrivata a circa tre ore. Per le lunghe notti invernali aiuta un alimentatore a 12 V.

Origin o DWARF Draco?

L’Origin raccoglie più luce e ha la scala d’immagine più fine, ma pesa più del triplo. Il Draco costa meno, è trasportabile e raffreddato, ma non è ancora stato testato. Con una postazione fissa in giardino: Origin; altrimenti piuttosto Draco.

Conclusione: l’osservatorio da giardino a portata di pulsante

Il Celestron Origin Mark II è il telescopio smart più potente che si possa comprare – sugli oggetti piccoli e deboli gioca in un campionato tutto suo. Il Mark II risolve la critica principale al predecessore, la fotocamera, senza cambiare il concetto di base.

Dovresti comprarlo solo se hai una postazione fissa. Se devi trasportarlo, prendi il Draco o una Vespera; se sei alle prime armi, il Seestar S50 Pro. Tutti gli strumenti in sintesi li trovi nella nostra guida ai telescopi smart.

L’Origin fa per te?

  • ✔  Sì, se può restare montato in giardino o in terrazza.
  • ✔  Sì, se vuoi galassie e piccole nebulose nella migliore qualità da telescopio smart, senza assemblare un’attrezzatura da solo.
  • ✘  No, se devi viaggiare o trasportarlo: il DWARFLAB Draco (1.499 €) è la scelta premium più leggera.
  • ✘  No, se vuoi soprattutto vedere i pianeti o guardare con i tuoi occhi nell’oculare.

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