Evento di Tunguska 1908: l’esplosione in Siberia spiegata

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L’evento di Tunguska fu un’enorme esplosione sopra la taiga siberiana il 30 giugno 1908, verso le 7:14 ora locale: un corpo venuto dallo spazio, largo circa 50-80 m, si disintegrò a circa 5-10 km di quota e abbatté la foresta su 2.150 km², senza lasciare un cratere né un meteorite accertato.

⭐ In breve: Tunguska è il più grande impatto dallo spazio della storia documentata, e non è più un vero mistero. Quasi tutti gli esperti pensano a un piccolo asteroide roccioso esploso in aria; un frammento di cometa è la seconda ipotesi seria. UFO, bolle di gas o esperimenti di Tesla non reggono di fronte ai dati. Eventi di queste dimensioni sono rari: secondo i modelli più recenti, avvengono più ogni qualche millennio che ogni qualche secolo.
Tronchi d’albero abbattuti e spogli nella zona di Tunguska in una foto storica in bianco e nero del 1929
21 anni dopo l’esplosione gli alberi giacevano ancora dove l’onda d’urto li aveva abbattuti: foto della spedizione di Leonid Kulik, maggio 1929. Immagine: Leonid Kulik, pubblico dominio (Wikimedia Commons)

Cosa accadde il 30 giugno 1908: un mattino nella taiga

Poco dopo le 7 del mattino, una palla di fuoco bianco-azzurra attraversò la Siberia centrale, luminosa quasi come il Sole. Sopra la zona della Tunguska Pietrosa, un affluente dell’Enisej, seguirono un lampo accecante e una colonna di fuoco. Pochi minuti dopo, un boato simile a colpi di artiglieria rimbombò su tutta la regione.

Nella stazione commerciale di Vanavara, circa 65 km più a sud, l’onda d’urto fece cadere le persone e sfondò finestre e porte. Un abitante raccontò in seguito alla spedizione di Kulik di essere stato sbalzato dalla sedia e di aver sentito un calore tale che gli sembrava che la camicia stesse prendendo fuoco. Poiché la zona era quasi disabitata, i danni si limitarono a poche capanne e ad alcune renne uccise.

L’esplosione fu registrata a migliaia di chilometri di distanza. I sismografi di Irkutsk rilevarono la scossa, e l’onda di pressione atmosferica raggiunse i barografi di Potsdam, in Germania, a circa 5.000 km, dopo 4 ore e 42 minuti. Lì ricomparve una seconda volta dopo aver fatto un giro completo della Terra.

17 o 30 giugno? Nel 1908 la Russia usava ancora il calendario giuliano. Il 17 giugno del vecchio calendario corrisponde al 30 giugno del nostro: per questo nelle fonti antiche compaiono entrambe le date. In tempo universale erano da poco passate le 0:14, quindi in Italia e nel resto d’Europa era ancora piena notte.

L’esplosione di Tunguska in numeri: energia, quota, superficie

Sull’evento di Tunguska, in inglese «Tunguska event», i numeri variano molto. Nel 1908 nessuno misurò quanto fosse grande il corpo o a che quota esplose. Tutti i valori sono ricostruzioni basate sugli alberi abbattuti, sulle registrazioni dell’onda di pressione e su modelli al computer.

CaratteristicaValoreNota
Data e ora30 giugno 1908, verso le 7:14 ora locale0:14 tempo universale; 17 giugno secondo il calendario giuliano
LuogoTunguska Pietrosa, oggi territorio di Krasnojarsk60° 53′ N, 101° 54′ E
Dimensioni del corpocirca 50-80 mstime più vecchie: 30-100 m
Quota dell’esplosionecirca 5-10 kmi modelli arrivano fino a 15 km
Energia3-30 megatoni di TNTspesso citato: 10-15 Mt
Foresta abbattuta2.150 km²a forma di farfalla, larga 70 km, lunga 55 km
Alberi abbattutispesso citati: 80 milionivecchia stima, probabilmente molto esagerata
Craterenessunoil lago Čeko come cratere è controverso
Vittimenessuna accertatafino a tre ritenute possibili

Fonti: Wikipedia (voci tedesca e inglese sull’evento di Tunguska), NASA (2019), Sandia National Laboratories (2007), Boslough & Bruno (2025), Jenniskens (2019).

Quanto fu potente l’esplosione? Da tre a trenta megatoni

Le stime più vecchie, di 10-15 megatoni, derivano da confronti con i test delle bombe atomiche. Questo calcolo tratta l’esplosione come un punto nell’aria. Un megatone corrisponde alla potenza esplosiva di un milione di tonnellate di TNT.

Nel 2007 i Sandia National Laboratories, con simulazioni al supercomputer, arrivarono a soli 3-5 megatoni. Il motivo: una palla di fuoco che continua a scendere ad alta velocità porta la sua energia più vicino al suolo e fa più danni con meno potenza esplosiva. Un team della NASA, invece, nel 2019 arrivò a 10-30 megatoni e a un corpo di 50-80 m.

Per confronto: la bomba di Hiroshima aveva una potenza di circa 15 chilotoni. A seconda della stima, Tunguska fu quindi da 200 a 2.000 volte più potente. Qualunque sia il numero giusto, l’evento resta l’esplosione dallo spazio più potente mai registrata dall’uomo.

Quanto era grande l’area? Più del doppio di Berlino

La foresta venne abbattuta su 2.150 km²: quasi due volte e mezzo la superficie di Berlino. La zona dei danni avrebbe quindi potuto radere al suolo un’intera grande città con i suoi dintorni. Il grafico mostra le superfici in scala come quadrati di area equivalente.

Foresta abbattuta: confronto delle superficiquadrati di area equivalente, stessa scalaTunguska1908Berlino891 km²Zona di Tunguska2.150 km²Saarland2.570 km²La vera zona dei danni aveva la forma di una farfalla (70 × 55 km).
La zona dei danni di Tunguska è quasi due volte e mezzo più grande di Berlino e solo di poco più piccola del Saarland, un Land tedesco. Superfici: uffici statistici federale e regionali tedeschi; Tunguska secondo Boyarkina et al. (1964). Grafico: sterngucker.de

I famosi 80 milioni di alberi non sono un conteggio, ma una stima approssimativa del 1933. L’astronomo Astapovič partiva allora da circa 8.000 km² di foresta devastata, quasi quattro volte l’area mappata in seguito. Uno studio di Boslough e Bruno (2025) ritiene quindi il numero decisamente troppo alto; un nuovo conteggio affidabile non esiste.

Nessun cratere a Tunguska: perché il corpo esplose in aria

A rigore, l’impatto di Tunguska non fu affatto un impatto: il corpo esplose in aria, e gli esperti parlano di airburst (esplosione in quota). Viaggiando a molti chilometri al secondo, si scontrò con strati d’aria sempre più densi. La pressione dinamica davanti a lui divenne maggiore di quanto la sua roccia potesse sopportare, e si spezzò.

Poi tutto avvenne in frazioni di secondo: più i frammenti sono piccoli, più l’aria li frena. L’energia di frenata si libera su un tratto breve, i detriti continuano a spezzarsi e vaporizzano. È proprio questa energia rilasciata di colpo a costituire l’esplosione.

A che quota esplosero i corpi?0 km51015202530358,8 km10–12 km5–10 km27–30 kmEverestAereoTunguskaČeljabinskquota di crociera19082013, massima luminosità
Il corpo di Tunguska scese molto più in basso di quello di Čeljabinsk, più o meno fino alla quota a cui volano gli aerei di linea. Dati: Wikipedia/NASA (Tunguska), Popova et al. 2013 (Čeljabinsk). Grafico: sterngucker.de

L’onda d’urto colpì la foresta dall’alto: per questo gli alberi proprio sotto l’esplosione rimasero in piedi. Kulik vi trovò una zona di circa 8 km di diametro con tronchi carbonizzati e spogli di rami, dritti come pali del telegrafo. Più all’esterno l’onda arrivò più obliqua e abbatté gli alberi in direzione radiale verso l’esterno.

Dal disegno a farfalla degli alberi caduti si può ricostruire la traiettoria. Negli anni ’60 alcuni ricercatori sovietici costruirono foreste in miniatura con i fiammiferi e fecero esplodere piccole cariche in obliquo sopra di esse. Il disegno corrispondeva a un corpo arrivato con un’inclinazione di circa 30 gradi da est-sud-est.

Il lago Čeko è il cratere? Probabilmente no

Nel 2007 un gruppo di geologi italiani guidato da Luca Gasperini avanzò l’ipotesi che il lago Čeko fosse davvero un cratere da impatto. Il piccolo lago a forma di scodella si trova circa 8 km a nord-nord-ovest del centro dell’esplosione. L’idea: un frammento di circa 10 m potrebbe essere sopravvissuto all’esplosione e aver colpito il suolo lì.

Controverso: altri studiosi di crateri obiettarono subito. Uno studio russo del 2017 attribuisce al lago un’età di almeno 280 anni: sarebbe quindi più vecchio dell’evento. Finché nel lago non si trova materiale meteoritico, il lago Čeko resta un’ipotesi, non una prova.

Alla ricerca del meteorite di Tunguska: le spedizioni di Kulik dal 1927

Per quasi 20 anni nessuno scienziato mise piede al centro della devastazione. La taiga era remota e la Russia era travolta da guerra, rivoluzione e guerra civile. Solo nel 1921 il mineralogista Leonid Kulik partì alla ricerca, ma non riuscì a raggiungere il centro.

Kulik si aspettava un gigantesco meteorite di ferro, e trovò solo alberi abbattuti. Con alcuni Evenchi del posto come guide, nel 1927 raggiunse il centro della devastazione. Lì non c’era alcun cratere, solo avvallamenti piatti e paludosi.

Foto storica in bianco e nero degli avvallamenti paludosi al centro della zona di Tunguska
Invece di un cratere, al centro Kulik trovò solo paludi e avvallamenti piatti. Foto delle spedizioni 1927–1930, pubblicata nel 1931 su «Vokrug Sveta», pubblico dominio (Wikimedia Commons)

La speranza di trovare un cratere resistette comunque per anni. Kulik riteneva che decine di buche rotonde nella palude, larghe 10-50 m, fossero crateri da impatto. Quando la sua squadra riuscì faticosamente a prosciugarne una, il «cratere di Suslov», sul fondo trovò un vecchio ceppo d’albero: la buca era quindi più antica del 1908.

AnnoCosa accadde
1908Esplosione il 30 giugno, notizie solo sui giornali regionali
1921Prima ricognizione di Kulik, che non raggiunge il centro
1927Kulik raggiunge il centro: foresta abbattuta, nessun cratere
1928–1939Altre spedizioni, interviste ai testimoni, prosciugamento di una buca nella palude
1929Il dirigibile «Graf Zeppelin» cerca invano un cratere durante il giro del mondo
1938Le foto aeree confermano la disposizione radiale degli alberi caduti
Anni ’60Mappatura della zona dei danni: 2.150 km², a forma di farfalla
2007Il lago Čeko viene proposto come possibile cratere
2013Analisi di minuscole particelle da strati di torba, forse extraterrestri

Ancora oggi nessuno ha trovato veri frammenti di meteorite. Nella torba e nel terreno i ricercatori hanno scoperto solo sferule e particelle microscopiche che potrebbero provenire dallo spazio. Questo è compatibile con un corpo quasi completamente vaporizzato, ma rende difficile stabilirne con certezza la natura.

Asteroide o cometa: le teorie sull’evento di Tunguska

Che sia arrivato qualcosa dallo spazio, tra gli esperti quasi nessuno lo mette in dubbio: resta aperto solo cosa, esattamente. Il dibattito ruota attorno alla domanda asteroide roccioso o frammento di cometa. Accanto a queste c’è una tesi alternativa più recente e una manciata di idee che puoi tranquillamente dimenticare.

TeoriaIdea di fondoValutazione
Asteroide rocciosoUn corpo roccioso di 50-80 m esplode a 5-10 km di quotaoggi l’opinione prevalente
Frammento di cometaUn blocco poco compatto di ghiaccio e polvere vaporizza in ariapossibile, spiega l’assenza di meteoriti
Asteroide di ferro di striscioUn corpo di ferro attraversa l’atmosfera e torna nello spaziotesi minoritaria (2020)
Gas naturale o vulcanoGas dal sottosuolo prende fuoconon spiega la palla di fuoco e la traiettoria
UFO, buco nero, antimateria, Teslacause esoticheinsostenibili

Asteroide roccioso: la spiegazione più probabile

Un asteroide roccioso spiega meglio di tutto la quota dell’esplosione. I modelli mostrano che un corpo roccioso poroso si frantuma proprio tra 5 e 15 km di quota, senza lasciare quasi nessun detrito. L’esplosione di Čeljabinsk del 2013 ha confermato questi modelli con dati di misura reali.

Cometa: ghiaccio che vaporizza senza lasciare traccia

Un frammento di cometa spiegherebbe perché non sono stati trovati meteoriti. Nel 1978 l’astronomo slovacco Ľubor Kresák propose un frammento della cometa Encke. Contro la cometa pesa soprattutto il fatto che un materiale così poco compatto avrebbe dovuto disgregarsi molto più in alto.

Asteroide di ferro di striscio: la tesi del 2020

Nel 2020 un gruppo russo guidato da Daniil Chrennikov calcolò se un asteroide di ferro potesse aver solo sfiorato l’atmosfera. Secondo i loro modelli, un corpo di ferro di 100-200 m avrebbe potuto attraversarla a una quota minima di 10-15 km e tornare nello spazio con gran parte della sua massa. Questo spiegherebbe l’assenza del cratere, ma è un’opinione minoritaria senza prove dirette.

Gas, UFO e simili: perché non tornano i conti

La tesi del gas naturale crolla sulla quantità: per una potenza di diversi megatoni servirebbero milioni di tonnellate di gas. Nessuno ha trovato condotti di fuoriuscita, e centinaia di testimoni videro una palla di fuoco attraversare il cielo, non fuoco uscire dal suolo. Un buco nero, l’antimateria, un’astronave o esperimenti di Tesla sono speculazioni senza un solo riscontro.

Da dove nasce il mito dell’UFO? Dalla fantascienza. Nel 1946 lo scrittore sovietico Aleksandr Kazancev pubblicò il racconto «Esplosione», in cui un’astronave aliena a propulsione nucleare esplode sopra la Tunguska. L’idea prese vita propria, ma con la fisica non ha nulla a che fare. Trovi di più sulle differenze tra asteroidi e comete nelle nostre pagine di approfondimento.

Notti luminose sull’Europa: leggere il giornale a mezzanotte

Nelle notti successive all’esplosione, sull’Europa e sull’Asia non si fece mai davvero buio. A Londra si sarebbe letto il giornale a mezzanotte, in Svezia e in Scozia si scattarono foto senza flash. Sopra le medie latitudini europee comparvero nubi luminose argentee di uno splendore insolito.

La spiegazione più probabile è polvere e ghiaccio ad alta quota, ancora illuminati dal Sole sotto l’orizzonte. Nel 2009 alcuni ricercatori della Cornell University fecero un paragone con le nubi che si formavano dopo i lanci dello Space Shuttle: i loro gas di scarico fornivano vapore acqueo che gelava tra 80 e 120 km di quota. Vi videro un indizio a favore di una cometa ricca d’acqua.

Da vedere con i tuoi occhi oggi: le nubi del 1908 ricordano molto le nubi nottilucenti, che in Europa centrale puoi vedere basse sull’orizzonte settentrionale da fine maggio a metà agosto. Fine giugno è comunque la loro alta stagione: nel 1908 fu insolita la luminosità. Se si trattasse davvero dello stesso tipo di nubi, oggi non si può più dimostrare.

Tunguska e Čeljabinsk: due airburst a confronto

Čeljabinsk 2013 è la chiave per capire Tunguska. Per la prima volta un airburst sopra una zona abitata fu ripreso da migliaia di telecamere e misurato dai satelliti. Così è stato possibile tarare i modelli con cui si ricalcola anche l’evento del 1908.

CaratteristicaTunguskaČeljabinsk
Data30 giugno 1908, verso le 7:1415 febbraio 2013, 9:20
Dimensionicirca 50-80 mcirca 20 m
Energia3-30 Mt (spesso 10-15 Mt)circa 0,5 Mt (440-590 kt)
Quota dell’esplosionecirca 5-10 kmpunto più luminoso a circa 27-30 km
Danni2.150 km² di foresta, finestre rotte a 65 km di distanzacirca 1.500 feriti, vetri rotti in migliaia di edifici
Meteoritinessuno accertatostimate 4-6 t al suolo, pezzo più grande oltre 570 kg

Fonti: NASA/JPL (2013), Popova et al., Science (2013), NASA (2019), Sandia (2007).

Con i 5-15 megatoni spesso citati, Tunguska liberò da 10 a 30 volte più energia e scese molto più in basso. Per questo lì l’onda d’urto bastò ad abbattere un’intera foresta. Sopra una città come Čeljabinsk, un airburst del genere avrebbe avuto conseguenze devastanti.

La maggior parte dei feriti di Čeljabinsk fu colpita da schegge di vetro. Molte persone corsero alla finestra dopo il lampo luminoso e si trovavano lì quando l’onda d’urto arrivò in ritardo. Come i due eventi si inseriscono nella serie dei grandi impatti lo trovi nel nostro articolo sull’impatto di meteoriti.

Quanto spesso succede una cosa del genere: frequenza per dimensione

Più il corpo è grande, più raramente colpisce la Terra. Piccoli bolidi ce ne sono ogni anno, mentre un evento come Tunguska è molto raro. I numeri sono medie di lungo periodo, non un orario.

DimensioneConseguenzaIn mediaEsempio
Polvere e granelli di sabbiastelle cadentioltre 100 t al giornoogni notte serena
come un’automobilebolide luminoso, si consumacirca una volta all’anno–
circa 20 mairburst, vetri rotticirca ogni 100 anniČeljabinsk 2013
circa 50-80 mdevastazione regionaleogni qualche millennioTunguska 1908
campo da calcio (circa 100 m)gravi danni nella regionecirca ogni 2.000 anni–
da 1-2 km in suconseguenze globaliogni qualche milione di anni–

Fonti: NASA Asteroid Fast Facts, NASA/JPL (2013), NASA Ames (2019).

Per gli eventi di tipo Tunguska, negli ultimi anni le stime sono diventate decisamente più rassicuranti. L’astrogeologo Eugene Shoemaker ipotizzava ancora circa un evento ogni 300 anni. Nel 2019 il team della NASA guidato da Robertson e Mathias concluse che tra due esplosioni di questo tipo passano millenni più che secoli.

Che nel 1908 sia stata colpita proprio una taiga disabitata non è un caso della storia, ma statistica. Circa il 70 per cento della Terra è oceano, a cui si aggiungono deserti, ghiacci e foreste poco popolate. Per questo la maggior parte degli impatti e degli airburst non fa vittime, e molti vengono notati solo da una rete di misura.

Com’è Tunguska oggi: foresta e riserva naturale

Più di 100 anni dopo l’esplosione, la taiga è ricresciuta sopra la zona dei danni. Senza una guida difficilmente ti accorgeresti che qui un tempo milioni di alberi giacevano a terra. Le tracce però ci sono: anomalie di crescita negli anelli dei vecchi alberi e alcuni tronchi carbonizzati.

Dal 1995 l’area è rigorosamente protetta come Riserva naturale di Tunguska (zapovednik). Si estende su poco meno di 2.970 km², per circa il 70 per cento coperti da foresta. L’amministrazione ha sede a Vanavara, il villaggio da cui nel 1908 arrivarono le testimonianze più importanti.

Campione di un tronco d'albero bruciacchiato dall'evento di Tunguska in una vetrina museale
Una delle tracce visibili del 1908: campione di un tronco bruciacchiato nel museo dell’Università statale di Mosca. Immagine: Artyom Svetlov, CC BY 4.0 (Wikimedia Commons)
Si può visitare? Solo in parte. La riserva è in gran parte chiusa al pubblico; al luogo dell’esplosione portano alcuni percorsi di ecoturismo, per i quali ti serve un permesso da richiedere in anticipo. Metti in conto un viaggio di più giorni via Krasnojarsk e Vanavara, e prima di qualsiasi programma controlla le avvertenze aggiornate della Farnesina su «Viaggiare Sicuri».

Asteroid Day e DART: cosa abbiamo imparato da Tunguska

Dal 2016 il 30 giugno è la Giornata internazionale degli asteroidi ufficiale delle Nazioni Unite. L’Assemblea generale dell’ONU scelse deliberatamente l’anniversario di Tunguska. L’Asteroid Day deve ricordare che gli impatti sono un rischio reale, ma gestibile.

La cosa più importante è scoprire un corpo in tempo. Secondo l’ESA sono noti oltre 36.000 oggetti near-Earth (dati di fine 2024), di cui circa 1.700 sono nella sua lista dei rischi. Il corpo di Čeljabinsk, invece, passò inosservato perché arrivava dalla direzione del Sole, dove i telescopi a terra non possono cercare.

MissioneQuandoCosaRisultato
DART (NASA)26 settembre 2022Una sonda si schianta sulla luna asteroidale DimorphosPeriodo orbitale ridotto di circa 33 minuti
Hera (ESA)Lancio il 7 ottobre 2024studia Didymos e Dimorphos dopo l’impattoarrivo previsto per novembre 2026

DART ha dimostrato che con un impatto mirato si può spingere un asteroide fuori dalla sua orbita. Farlo esplodere, invece, è considerata una cattiva idea: tanti frammenti insieme potrebbero causare più danni di un unico blocco. Meglio una piccola modifica dell’orbita anni prima dell’incontro.

Quanto sia serio il tema lo ha mostrato all’inizio del 2025 l’asteroide 2024 YR4, largo circa 60 m: un candidato della classe Tunguska. La sua probabilità di impatto per il 2032 salì temporaneamente al 3,1 per cento, prima che nuove misure dessero il cessato allarme. Come si scoprono e si seguono oggetti del genere lo trovi nella nostra pagina sugli asteroidi.

Vedere i bolidi con i tuoi occhi: i piccoli parenti di Tunguska

Un corpo come quello di Tunguska non lo vivrai, ma i suoi piccoli parenti sì. Un bolide, o palla di fuoco, è una stella cadente più luminosa di Venere. Di solito si tratta di un granello o di un sassolino che si consuma a 80-120 km di quota.

Le migliori possibilità le hai nelle notti con sciami meteorici attivi e cielo buio. Le Tauridi di ottobre e novembre sono note per i loro bolidi lenti e luminosi, ad agosto si aggiungono le Kappa Cignidi. Quando è attivo ciascuno sciame e se la Luna disturba te lo dice il nostro calendario delle stelle cadenti.

Hai visto un bolide? Annota subito ora, direzione nel cielo, punto di inizio e di fine e per quanto tempo è rimasto visibile. Segnala l’avvistamento all’International Meteor Organization tramite il suo modulo per i bolidi: da molte segnalazioni si può calcolare la traiettoria. Grazie ai dati di traiettoria delle reti di telecamere, per esempio, è stato ritrovato il meteorite di Neuschwanstein. Non ti servono binocolo né telescopio: i bolidi si vedono solo a occhio nudo e con una visuale ampia sul cielo.

Un pezzo di spazio puoi comunque tenerlo in mano. Veri meteoriti, per esempio frammenti di Čeljabinsk o ritrovamenti nel deserto, si possono acquistare con certificato. A cosa fare attenzione lo spiega la nostra guida Comprare un meteorite.

Domande frequenti sull’evento di Tunguska

Tunguska fu un meteorite o un asteroide?

Secondo le conoscenze attuali, un piccolo asteroide, probabilmente roccioso, di circa 50-80 m. In senso stretto un meteorite è solo un pezzo che raggiunge il suolo, ed è proprio ciò che a Tunguska non è mai stato trovato. Un frammento di cometa non è escluso, ma è considerato meno probabile.

Perché a Tunguska non c’è un cratere?

Perché il corpo esplose a circa 5-10 km di quota e vaporizzò quasi completamente. L’onda d’urto abbatté la foresta, ma non scavò alcuna buca nel terreno. Il lago Čeko viene discusso come possibile cratere, ma la questione è controversa.

Quanto fu potente Tunguska rispetto alla bomba atomica?

Le stime vanno da 3 a 30 megatoni di TNT, spesso si citano 10-15 megatoni. La bomba di Hiroshima aveva circa 15 chilotoni. A seconda della stima, Tunguska fu quindi da 200 a 2.000 volte più potente.

Ci furono morti nell’evento di Tunguska?

Nessuna vittima è accertata con sicurezza. La zona era quasi disabitata; si parlò di renne uccise e capanne distrutte. Lo studioso di meteore Peter Jenniskens ritiene possibili fino a tre vittime.

Si può comprare un meteorite di Tunguska?

No, almeno non uno vero. Del corpo di Tunguska non è mai stato trovato un frammento di meteorite accertato, quindi le offerte con questo nome vanno prese con la massima cautela. Veri meteoriti di altre cadute, invece, si trovano con certificato di provenienza.

Potrebbe succedere di nuovo oggi?

Sì, ma raramente: secondo i modelli più recenti della NASA, tra due eventi di queste dimensioni passano millenni più che secoli. La maggior parte avverrebbe sopra il mare o su terre disabitate. A differenza del 1908, oggi i telescopi cercano in modo mirato oggetti di questo tipo, e con DART è stato testato con successo un metodo di difesa.