Osservare la ISS nel 2026: quando e dove vedere la stazione

Di · Aggiornato il · Dati verificati il 2 novembre 2026

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è la più grande struttura mai costruita dall’umanità nello spazio – e uno degli oggetti più luminosi del cielo notturno. La cosa migliore: per osservare la ISS non serve alcuna attrezzatura. A occhio nudo basta sapere quando e dove guardare per vedere la stazione spaziale sfrecciare sopra la tua testa.

⚡ La risposta rapida: La ISS si osserva a occhio nudo, senza telescopio, durante il crepuscolo – nelle 1 o 2 ore dopo il tramonto o prima dell’alba. Appare come un punto molto luminoso che non lampeggia, in lento movimento da ovest verso est in 2-6 minuti. Per conoscere l’orario esatto del passaggio sopra la tua zona, usa un servizio gratuito come Heavens-Above o NASA Spot The Station.

La ISS in breve: un laboratorio che sfreccia sopra di noi

La ISS è un progetto comune di Stati Uniti, Russia, Europa (ESA), Giappone e Canada. Assemblata modulo dopo modulo in orbita dal 1998, è abitata senza interruzioni da novembre 2000: persone – di solito sei o sette alla volta – vi vivono e vi conducono ricerche impossibili da realizzare sulla Terra, dalla scienza dei materiali in assenza di gravità agli studi medici di lunga durata in vista delle future missioni verso Marte. Secondo i piani attuali, la stazione dovrebbe restare in servizio fino al 2030 circa, per poi essere fatta rientrare in modo controllato sopra il Pacifico.

La ISS in cifreValore
Quota di volocirca 400 km
Velocitàcirca 28.800 km/h
Un giro attorno alla Terracirca 93 minuti (≈ 16 orbite al giorno)
Aperturacirca 109 metri
Abitata senza interruzioni danovembre 2000

Osservare la ISS: quando e dove guardare

La ISS non brilla di luce propria: riflette la luce del Sole sui suoi enormi pannelli solari. Per questo è visibile solo al crepuscolo, in una finestra precisa: il cielo deve essere già abbastanza scuro per te, ma la stazione, a 400 km di quota, deve essere ancora illuminata dal Sole. Queste condizioni si verificano nelle una o due ore dopo il tramonto e prima dell’alba.

Un passaggio è facile da riconoscere: una « stella » molto luminosa e perfettamente ferma compare a ovest, attraversa il cielo in due-sei minuti e poi svanisce verso est – spesso all’improvviso, quando la stazione entra nel cono d’ombra della Terra. Il dettaglio decisivo per vedere la stazione spaziale senza confonderla: la ISS non lampeggia (lo fanno gli aerei) e può diventare più luminosa di qualsiasi stella. Solo la Luna e Venere la superano.

Trovare gli orari di passaggio per la tua zona

Un passaggio non si può indovinare in anticipo: dipende interamente dalla tua posizione e dall’orbita della stazione. Per fortuna alcuni servizi gratuiti forniscono l’orario al secondo. Il più completo è Heavens-Above: imposta il luogo di osservazione, seleziona « ISS » e ottieni l’elenco dei passaggi con orario, direzione e altezza nel cielo.

NASA Spot The Station aggiunge un sistema di avvisi via e-mail o notifica, e app come ISS Detector fanno lo stesso lavoro sullo smartphone. Regola pratica: i passaggi arrivano in serie. Per diverse settimane avrai passaggi quasi quotidiani la sera o al mattino, seguiti da una pausa di qualche settimana.

Com’è costruita la ISS

La stazione non è un’unica navicella ma un sistema di circa 16 moduli pressurizzati, portati in orbita uno dopo l’altro tra il 1998 e il 2021 e collegati lassù.

La sua spina dorsale è una struttura reticolare di 109 metri che porta otto pannelli solari. Sono proprio quelle superfici a renderla visibile da terra – riflettono la luce del Sole.

Il volume abitabile corrisponde più o meno a quello di un Boeing 747. L’Europa contribuisce con il laboratorio Columbus, il Giappone con il modulo Kibo, gli Stati Uniti con il laboratorio Destiny, la Russia fra l’altro con il modulo di servizio Zvezda.

DatoValorePer confronto
Quotacirca 400 kmcirca 35× la quota di crociera di un aereo di linea
Velocità28.800 km/h7,7 km al secondo
Un giro attorno alla Terra93 minuti16 orbite al giorno
Apertura109 metripoco più di un campo da calcio
Massacirca 420 tonnellatecirca 280 auto di media cilindrata
Equipaggiodi solito 7 personepermanenza in genere di sei mesi

Perché la ISS va rialzata continuamente

A 400 chilometri di quota l’atmosfera non è finita – è soltanto estremamente rarefatta. Frena comunque la stazione, che perde diversi chilometri di quota ogni mese.

Per questo la ISS viene rialzata regolarmente, di solito da una navicella di rifornimento attraccata. Senza quelle manovre ricadrebbe entro circa due anni.

Consiglio: Dopo forti tempeste solari l’alta atmosfera si gonfia e frena di più la stazione – una bella prova che il vento solare arriva fin dentro la nostra vita quotidiana.

L’orbita: perché mai sopra il Polo Nord

La ISS gira attorno alla Terra su un’orbita inclinata di 51,6 gradi. Il numero non è casuale: permette lanci sia dalla Florida sia dal cosmodromo russo di Baikonur.

Per te che osservi significa due cose. Primo: la stazione non passa mai allo zenit sulla Scandinavia – a nord di circa 52 gradi di latitudine resta sempre un po’ più a sud. Secondo: sorvola quasi tutte le regioni abitate della Terra, perché la Terra ruota sotto la sua orbita.

Ogni orbita sposta quindi la traccia a terra di circa 22 gradi di longitudine verso ovest. Per questo gli orari di passaggio si spostano in avanti di circa 20 a 25 minuti da una notte all’altra.

Chi c’è a bordo

Sulla stazione vivono di solito sette persone contemporaneamente, normalmente per sei mesi. Da novembre 2000 la ISS non è rimasta vuota un solo giorno.

Fra gli europei con permanenze di lunga durata ci sono stati Thomas Reiter (2006, primo astronauta ESA in missione di lunga durata), Alexander Gerst (2014 e 2018, comandante della ISS al secondo volo) e Matthias Maurer (2021/22).

Cosa succederà alla ISS nel 2030?

L’esercizio è garantito fino al 2030 circa. Dopo, la stazione verrà fatta rientrare in modo controllato – sopra il Pacifico meridionale, nel cimitero delle navicelle spaziali attorno a Point Nemo, il punto della Terra più lontano da qualsiasi terra emersa.

La NASA sta costruendo per questo un veicolo di deorbitazione dedicato: 420 tonnellate non possono bruciare da sole. Come eredi sono previste stazioni commerciali di operatori privati, i cui calendari però non sono ancora affidabili.

Per chi osserva significa: gli anni fino al 2030 sono gli ultimi in cui questo oggetto luminoso passa regolarmente sopra di noi. Un buon motivo per andare a guardarlo – gli orari sono nella nostra tabella dei passaggi.

La ISS al telescopio: cosa vedi davvero

Al telescopio il punto luminoso diventa una stazione spaziale: durante un passaggio alto bastano già 130 mm di apertura per mostrare la sagoma della travatura reticolare, dei pannelli solari e del blocco dei moduli. Il problema è la velocità, perché la ISS attraversa l’oculare in frazioni di secondo.

⭐ In breve: Per goderti lo spettacolo basta l’occhio nudo; con il binocolo il punto diventa più luminoso, ma resta un punto. Se vuoi vederne la forma, ti servono un telescopio da almeno 130 mm, una montatura da spostare a mano e un po’ di pratica. I telescopi smart non riescono a inseguire la ISS.
La Stazione Spaziale Internazionale ISS fotografata dalla Crew Dragon, con travatura reticolare, pannelli solari e moduli
Così da vicino non la vedrai mai al telescopio, ma la sagoma la riconoscerai: la ISS alla partenza di Crew-2, l’8 novembre 2021. Immagine: NASA, pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Quanto appare grande la ISS in cielo

Da un’estremità all’altra la stazione misura 109 metri. Quando ti passa quasi sopra la testa a circa 420 km di distanza, appare grande circa 53 secondi d’arco, quanto Giove, che all’opposizione raggiunge al massimo 50 secondi d’arco.

Bassa sull’orizzonte è lontana 1.000 km e oltre e si riduce a poco più di 20 secondi d’arco. Le possibilità migliori le hai quindi nei passaggi con grande altezza massima, che la nostra tabella dei passaggi della ISS per la tua località ti indica per ciascuno.

130 o 200 mm: cosa mostra l’apertura

In teoria uno specchio da 130 mm separa ancora dettagli di 0,9 secondi d’arco, uno da 200 mm di 0,6. A 420 km di distanza un secondo d’arco corrisponde a poco più di 2 metri, quindi sulla carta entrambe le aperture bastano per pannelli solari e travatura reticolare.

In pratica la turbolenza atmosferica frena entrambi, e il tuo occhio ha solo frazioni di secondo. Il vantaggio dei 200 mm si vede soprattutto nelle foto: più luce consente esposizioni più brevi, e le immagini amatoriali più nitide nascono con 300 mm e oltre.

Parametro130 mm, ad es. 130/900200 mm, ad es. 200/1200
Risoluzione (teorica)0,9″, quasi 2 m sulla ISS0,6″, poco più di 1 m sulla ISS
Ingrandimento100x con oculare da 9 mm120x con oculare da 10 mm
Campo visivo (oculare da 52°)0,5°0,4°
Tempo nel campo in un passaggio altocirca 0,5 secondicirca 0,4 secondi
Valori calcolati: risoluzione secondo Dawes (116 diviso l’apertura in mm), velocità della ISS di circa 1° al secondo a 420 km di distanza.

Ecco come appare nella realtà: a sinistra singoli fotogrammi attraverso un Newton da 8 pollici, cioè 200 mm, inseguito a mano; a destra uno specchio da 350 mm con camera planetaria. A sinistra vedi cosa è realistico con 200 mm e inseguimento manuale, a destra dove portano tanta apertura e tanta pratica.

Cinque fotogrammi della ISS attraverso un telescopio Newton da 8 pollici con inseguimento manuale, come piccole macchie luminose
Newton da 8 pollici, inseguito a mano, 12 febbraio 2008 (ISS con lo Shuttle agganciato). Immagine: Joe MiGo, CC0, via Wikimedia Commons.
La ISS attraverso un telescopio Newton da 350 mm: pannelli solari e travatura reticolare sono ben riconoscibili
Newton 350/1680 con Barlow 2x e camera planetaria, 23 luglio 2021. Immagine: Klajok, CC BY 4.0, via Wikimedia Commons.

Come inseguire la ISS a mano

Il metodo con cui gli astrofili del forum tedesco astronomie.de realizzano le loro foto della ISS funziona anche per l’osservazione a occhio. Non miri attraverso l’oculare, ma attraverso il cercatore, e lì tieni la stazione nel reticolo.

  1. Allineare il cercatore di giorno: su un traliccio o un campanile lontano, finché cercatore e oculare mostrano esattamente la stessa cosa.
  2. Mettere a fuoco prima su una stella luminosa, per esempio sulla Stella Polare. Durante il passaggio non c’è tempo per farlo.
  3. Scegliere un passaggio alto: la rivista della BBC Sky at Night consiglia passaggi da 70° di altezza in su.
  4. Esercitarsi con pochi ingrandimenti: un oculare da 25 mm mostra un campo circa quattro volte più ampio di uno da 6 mm. Solo quando funziona, sali di ingrandimento.
  5. Stare seduti comodi: chi sta inginocchiato tutto storto sull’erba trema. Un osservatore del forum si è aiutato con uno sgabello regolabile in altezza.

Un telescopio Dobson è la montatura migliore per questo: spingi semplicemente il tubo seguendo la stazione, senza assi né blocchi. Una montatura equatoriale deve ribaltarsi vicino allo zenit, e quando la ISS è di nuovo nel cercatore ha già alle spalle la parte migliore della sua traiettoria.

Errore comune: mirare direttamente attraverso l’oculare. A 100 ingrandimenti la ISS esce dal campo dopo mezzo secondo, e senza cercatore non la ritrovi più.
Consiglio: Metti in conto molti tentativi a vuoto. Un fotografo con un Dobson 200/1200 ha trovato 127 immagini con la ISS su circa 45.000 fotogrammi video. Così poco tempo la stazione resta davvero nel campo.

Per la foto registri un video invece di fare lunghe esposizioni: una camera planetaria riprende un video con esposizioni sotto il millisecondo, nel forum sono comuni da 0,7 a 0,9 ms. Poi un software come PIPP o AutoStakkert! seleziona i pochi fotogrammi riusciti.

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Perché i telescopi smart non sono adatti alla ISS

I telescopi smart sono costruiti per l’esatto contrario: restano per minuti su una nebulosa e sommano molte esposizioni. La ISS richiede una montatura che la segua a circa un grado al secondo e che cambi velocità di continuo.

Lo dicono i produttori stessi: ZWO scrive nelle FAQ del Seestar S50 che l’apparecchio non insegue i satelliti in orbita bassa. Vaonis lo ritiene improbabile per il Vespera, e la modalità satelliti di Unistellar attende in un punto fisso finché il satellite attraversa l’immagine in meno di un secondo.

Quello che con un Seestar puoi comunque fare è il transito: lo punti sulla Luna o, con filtro solare, sul Sole e riprendi la ISS che passa davanti. Per cos’altro valga la pena un telescopio smart lo spiega il confronto Telescopio smart o Dobson?.

Le classiche montature GoTo ci riescono in parte: Sky-Watcher pubblicizza per l’app SynScan Pro l’inseguimento dei satelliti insieme a PreviSat o Lumios. Decisivo è se la tua montatura regge la velocità allo zenit: proprio su questo verte anche una discussione nel forum.

Transito della ISS davanti a Luna e Sole

La disciplina regina è il transito: la ISS passa come una silhouette davanti alla Luna o al Sole, in meno di un secondo. In un transito solare del 26 maggio 2026 sono stati 0,9 secondi secondo un resoconto nel forum, e la fascia da cui era visibile era larga appena poco più di 5 km.

Si fotografa con la stessa tecnica della fotografia lunare. Davanti al Sole solo con un filtro solare certificato: come farlo in sicurezza lo spiega la guida Osservare il Sole.

Il nostro consiglio per iniziare

Se vuoi spingere un po’ più in là l’osservazione senza acquistare un telescopio, un buon binocolo è l’accessorio ideale: leggero, pronto in un secondo, utile tanto per la ISS quanto per la Luna, gli ammassi stellari o la Via Lattea.

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Domande frequenti

Come riconosco la ISS nel cielo?

Una luce molto brillante che si muove in modo regolare da ovest verso est, senza lampeggiare, e attraversa il cielo in pochi minuti. Più luminosa di qualsiasi stella.

La ISS si vede a occhio nudo?

Sì. Durante un passaggio al crepuscolo è più luminosa di qualsiasi stella e non serve un telescopio, come scrive anche la NASA. Quando passa sopra di te te lo mostra la tabella dei passaggi.

Cosa si vede della ISS al telescopio?

Da circa 130 mm di apertura e con un passaggio alto, la sagoma: travatura reticolare, pannelli solari e il blocco dei moduli. Poiché la stazione si sposta di circa un grado al secondo, nell’oculare la vedi solo per frazioni di secondo. Per questo la insegui a mano tramite il cercatore.

Un telescopio smart può inseguire la ISS?

No. ZWO scrive espressamente che il Seestar S50 non insegue i satelliti in orbita bassa, e anche Vaonis lo ritiene improbabile per il Vespera. È possibile invece un transito: l’apparecchio punta la Luna o il Sole e la ISS attraversa l’immagine.

Perché la ISS non si vede nel cuore della notte?

Nel cuore della notte la stazione si trova nel cono d’ombra della Terra e non è più illuminata dal Sole: resta invisibile. È visibile solo nelle ore del crepuscolo.

Quante persone ci sono sulla ISS?

Di solito sei o sette membri dell’equipaggio, e per brevi periodi di più durante i cambi di equipaggio.

Per quanto tempo resterà in orbita la ISS?

Secondo i piani attuali, fino al 2030 circa. La stazione verrà poi fatta rientrare in modo controllato sopra il Pacifico meridionale, lasciando spazio a stazioni spaziali commerciali.

Quanto tempo impiega la ISS a fare il giro della Terra?

Circa 93 minuti. Sono circa 16 orbite al giorno – l’equipaggio vede quindi 16 albe e 16 tramonti in 24 ore.

A che altezza vola la ISS?

Circa 400 chilometri sopra la superficie. La quota varia di alcuni chilometri, perché l’atmosfera residua frena la stazione, che va quindi rialzata regolarmente.

La ISS può scontrarsi con detriti spaziali?

Il rischio è reale: l’orbita viene monitorata e la stazione si sposta quando serve – in media una o due volte all’anno. Se l’allarme arriva con poco preavviso, l’equipaggio si mette al riparo nelle navicelle attraccate per precauzione.

Serve un telescopio per vedere la stazione spaziale?

No. L’occhio nudo è più che sufficiente. Il binocolo rende il punto più luminoso, ma solo un telescopio con inseguimento permette di intuirne la forma.

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