Costellazione del Cigno: trovare la Croce del Nord, le stelle e il cielo profondo

Di · Aggiornato il · Dati verificati il 14 settembre 2026

⚡ In breve

La costellazione del Cigno (in latino Cygnus) è la figura più vistosa del cielo estivo e autunnale: cinque stelle luminose formano una grande croce, che per questo prende anche il nome di «Croce del Nord». Si trova in pieno centro della fascia della Via Lattea.

La stella più luminosa del Cigno è Deneb, con 1,25 mag – segna la coda ed è al tempo stesso il vertice settentrionale del Triangolo Estivo. In corrispondenza del becco si trova Albireo, la stella doppia più colorata di tutto il cielo: giallo dorato e blu, già separata in un piccolo telescopio.

Migliore visibilità: da luglio a ottobre. A metà settembre, verso le 22, Deneb culmina a 84°, quasi esattamente allo zenit. Non tramonta mai – in tutta l’Europa centrale il Cigno è circumpolare.

Indice

Carta celeste della costellazione del Cigno con Deneb, Sadr, Albireo, Fawaris e Aljanah che formano la Croce del Nord, inserita nel Triangolo Estivo composto da Deneb, Vega e Altair; la Via Lattea attraversa la croce.
La Croce del Nord: Deneb forma la coda, Albireo il becco, Fawaris e Aljanah le punte delle ali. Grafica: sterngucker.de

Chi alza lo sguardo ad agosto vede stagliarsi quasi in verticale sopra di sé una croce di stelle luminose – e dietro di essa, se il cielo è abbastanza buio, la fascia lattiginosa della nostra galassia. Il Cigno è quindi per l’estate ciò che Orione è per l’inverno: la costellazione con cui ci si orienta durante tutta la stagione. Solo che non scompare dopo qualche mese – rimane sopra l’orizzonte tutto l’anno.

In questa pagina trovi tutto sulla costellazione: come individuarla in pochi secondi, quali sono le sue stelle e a che distanza si trovano, quali nebulose e ammassi stellari valgono la pena, cosa c’è dietro il primo buco nero conosciuto – e, poiché lo si cerca particolarmente spesso, anche le soluzioni per i cruciverba.

Il Cigno in sintesi: scheda con tutti i dati

CaratteristicaValore
Nome latinoCygnus (genitivo: Cygni)
SiglaCyg
Nome italianoCigno, colloquialmente «Croce del Nord»
Superficie804 gradi quadrati – 16° posto su 88 costellazioni
Stella più luminosaDeneb (α Cygni), 1,25 mag
Stelle più luminose di 3 mag4
Ascensione retta19h 07,3m fino a 22h 02,3m
Declinazioneda +27,73° a +61,36°
Culminazione di mezzanotte29 giugno
Migliore visibilitàda luglio a ottobre nel cielo serale
Visibilità in Europa centraletutto l’anno – circumpolare
Costellazioni confinantiCefeo, Dragone, Lira, Volpetta, Pegaso, Lucertola
Oggetti più notiNebulosa Nord America NGC 7000, Nebulosa Velo (Cirrus), Albireo, Cygnus X-1

Con i suoi 804 gradi quadrati, il Cigno rientra tra le grandi costellazioni – occupa circa il due per cento dell’intera sfera celeste. Più importante della superficie è però la sua posizione: la figura giace esattamente sulla Via Lattea, cioè nel piano della nostra stessa galassia. Per questo qui, in uno spazio ristretto, si trovano tante nebulose gassose, ammassi stellari e nubi oscure come quasi in nessun altro punto del cielo settentrionale.

Come trovare il Cigno: dal Triangolo Estivo alla croce

Trovare il Cigno è sorprendentemente semplice, perché non bisogna cercarlo – salta agli occhi da solo. Un approccio sistematico aiuta comunque, soprattutto se non hai ancora dimestichezza con il cielo.

Alla Croce del Nord in quattro passi

  1. Scegliere il momento. Tra luglio e ottobre, a partire da circa un’ora dopo il tramonto. In piena estate, nel nord della Germania, prima delle 23 non fa quasi mai davvero buio.
  2. Guardare in alto. Sguardo verso sud fino a sud-est, poi piegare bene la testa all’indietro – a fine estate il Cigno si trova quasi allo zenit.
  3. Identificare il Triangolo Estivo. Tre stelle molto luminose formano un triangolo molto allargato: Vega (la più luminosa, a ovest), Altair (la più a sud) e Deneb. Deneb è la più debole delle tre – tienilo a mente, è il test più rapido.
  4. Percorrere la croce a partire da Deneb. Da Deneb si estende verso sud-ovest una catena di stelle più deboli: prima Sadr al centro, poi fino ad Albireo. In trasversale si trovano Fawaris e Aljanah – ed ecco pronta la croce.

Le distanze principali nella croce

Tutti i valori che seguono sono calcolati con le coordinate J2000 delle stelle stesse. Per orientarsi: la Luna piena è larga 0,5°, il palmo di una mano tesa verso il cielo corrisponde a circa 20°.

TrattoDistanza angolareCosa vedi
Deneb → Sadr6,13°dalla coda al petto – una buona dozzina di Lune piene
Sadr → Albireo16,24°dal petto al becco, il lungo collo
Deneb → Albireo22,29°l’intero asse longitudinale della croce
Fawaris → Aljanah16,19°l’apertura delle ali
Sadr → Fawaris8,39°ala sinistra a partire dal petto
Sadr → Aljanah7,89°ala destra a partire dal petto
Deneb → Vega23,85°il lato corto del Triangolo Estivo
Deneb → Altair38,01°il lato lungo del Triangolo Estivo

L’asse longitudinale della croce, con i suoi buoni 22°, è quindi lungo all’incirca quanto il palmo di una mano tesa più il pollice. È questo il motivo per cui il Cigno non entra mai del tutto nell’immagine del binocolo – e per cui a occhio nudo fa così bella figura.

Il test di riconoscimento più sicuro

In realtà il Cigno si può confondere solo con il Triangolo Estivo stesso. Due caratteristiche lo rendono inequivocabile: primo, la Via Lattea, che passa esattamente per l’asse longitudinale della croce – nessun’altra croce luminosa del cielo settentrionale è disposta così. Secondo, la direzione del volo: la coda (Deneb) sta sempre in alto, il becco (Albireo) in basso in direzione di Altair. Il Cigno vola quindi nel cielo verso il basso, con il collo in avanti.

Visibilità nel corso dell’anno: quando il Cigno culmina più in alto

Diagramma a barre dell'altezza di Deneb alle 22, ora locale, per tutti i dodici mesi a 50 gradi Nord: massimo di 84 gradi a settembre, minimo di 6 gradi a marzo, Deneb rimane sopra l'orizzonte tutto l'anno.
Da luglio a ottobre il Cigno si trova alto la sera, quasi fino allo zenit. Poiché Deneb è circumpolare, non scompare mai del tutto, nemmeno in primavera. Calcolo proprio: sterngucker.de

L’altezza di Deneb mese per mese

La tabella mostra a quale altezza si trova Deneb il 15 di ogni mese alle 22 ora locale, calcolata per 50° Nord (all’incirca Francoforte/Magonza) e 10° Est. Inoltre l’ora in cui quel giorno raggiunge il suo punto più alto.

MeseDeneb alle 22Sadr alle 22Culminazione DenebValutazione
Gennaio14,9°8,8°13:22basso a nord-ovest, la sera
Febbraio6,9°1,3°11:21sfavorevole – appena sopra l’orizzonte
Marzo5,6°1,0°09:30minimo annuale nel cielo serale
Aprile7,5°3,7°08:29basso a nord, a malapena utilizzabile
Maggio15,9°13,6°06:31risale all’orizzonte nord-est
Giugno29,6°28,8°04:29a nord-est, ma notti chiare
Luglio46,2°46,5°02:31buono – inizia la stagione
Agosto65,4°66,0°00:25molto buono, alto a est
Settembre84,0°80,3°22:23ottimale – quasi allo zenit
Ottobre73,4°67,9°20:25molto buono, buio presto
Novembre44,8°39,0°17:23buono, si erge verticale a ovest
Dicembre28,4°22,3°15:25scende verso l’orizzonte nord-ovest

La data migliore deriva direttamente da questo calcolo: il 20 settembre Deneb culmina alle 22:03 ora locale – il Cigno è allora al punto più alto nell’orario più comodo, e fa già completamente buio. Chi osserva ad agosto aspetta semplicemente fino a mezzanotte; a luglio fino alle due e mezza circa.

Interessante è anche novembre: Deneb si trova allora a 44,8° a ovest-nord-ovest – e precisamente in verticale sopra Albireo. A fine autunno la croce si erge quindi diritta sopra l’orizzonte ovest, con il becco verso il basso. È lo spettacolo più suggestivo di tutto l’anno, anche se l’altezza non è più la migliore.

Altezze di culminazione per undici città

L’altezza massima a cui il Cigno si trova da te dipende solo dalla latitudine geografica. I valori valgono per la culminazione superiore, cioè il punto più alto della giornata.

CittàDenebSadrAljanahAlbireoDeneb al punto più basso
Amburgo81,7°76,7°70,4°64,4°8,8°
Berlino82,8°77,7°71,5°65,4°7,8°
Dresda84,2°79,2°72,9°66,9°6,3°
Colonia84,3°79,3°73,0°67,0°6,2°
Francoforte85,2°80,1°73,9°67,8°5,4°
Stoccarda86,5°81,5°75,2°69,2°4,1°
Vienna87,1°82,0°75,8°69,8°3,5°
Monaco di Baviera87,1°82,1°75,8°69,8°3,4°
Zurigo87,9°82,9°76,6°70,6°2,7°
Graz88,2°83,2°76,9°70,9°2,4°
Berna88,3°83,3°77,0°71,0°2,2°

A Berna e a Graz Deneb manca lo zenit di meno di due gradi – lì, a settembre, il Cigno si trova praticamente in verticale sopra la testa. Per l’osservatore è un piacere a doppio taglio: lo strato d’aria è minimo e le immagini sono nitidissime, ma il collo protesta. Davanti al Cigno una sdraio non è una comodità, bensì un pezzo dell’attrezzatura.

Perché il Cigno non tramonta mai del tutto

L’ultima colonna della tabella è la vera chiave di lettura: mostra a quale altezza si trova ancora Deneb nel suo punto più basso. Ad Amburgo sono 8,8°, a Berna comunque ancora 2,2° – ma ovunque in Europa centrale il valore rimane positivo. Deneb quindi non tramonta mai. È, proprio come l’Orsa Minore o Cassiopea, circumpolare.

Lo stesso vale per Sadr, Fawaris e κ Cygni. Solo le parti più meridionali della figura scendono sotto l’orizzonte: a 50° Nord Aljanah resta ancora 19 ore e 07 minuti al giorno sopra l’orizzonte, Albireo 17 ore e 14 minuti. In primavera il Cigno non scompare quindi davvero – si trova solo così basso a nord e in notti così brevi che non lo si nota più.

Le stelle del Cigno: da Sadr alla primatista di velocità

StellaDesignazioneLuminositàDistanzaTipoPosizione nella figura
Denebα Cygni1,25 magcirca 2.600 alA2 Ia – supergigante blucoda
Sadrγ Cygni2,20 magcirca 1.800 alF8 Ib – supergigante giallapetto
Aljanahε Cygni2,48 mag72 alK0 III – gigante rossaala destra
Fawarisδ Cygni2,87 mag165 alA0 IV – subgiganteala sinistra
Albireoβ Cygni2,92 mag328 / 389 alK3 II + B8 Ve – stella doppiabecco
61 Cygni61 Cyg5,21 / 6,03 mag11,4 alK5 V + K7 V – nanevicinanze
χ Cygniχ Cygda 3,2 a 14,2 magcirca 600 alvariabile di tipo Miracollo
P Cygni34 Cygda 3 a 6 mag5.000–6.000 alvariabile blu luminosazona del petto

Sadr, il cuore della croce

Sadr (γ Cygni) si trova esattamente nel punto d’incrocio ed è quindi il punto d’ancoraggio per tutto ciò che si cerca nel Cigno. Il nome deriva dall’arabo e significa «petto della gallina» – nella tradizione araba la costellazione fu a lungo una gallina, non un cigno.

Dal punto di vista astronomico Sadr è una supergigante gialla di tipo F8 a circa 1.800 anni luce di distanza. È quindi ancora più lontana di Deneb e brilla comunque a 2,2 mag – un’indicazione delle quantità di energia in gioco in questa classe di stelle. Per l’osservatore Sadr è soprattutto una cosa: il miglior punto di partenza. La Nebulosa Falce si trova a 2,73°, l’ammasso M 29 a soli 1,77°.

Albireo, la stella doppia più colorata del cielo

Se una costellazione ha un fiore all’occhiello, è proprio il Cigno con Albireo. Nel binocolo è una singola stella di 2,92 mag; a partire da un ingrandimento di circa 30 volte si sdoppia – e precisamente in due stelle di colore sorprendentemente diverso: la componente più luminosa (3,1 mag, tipo spettrale K3 II) giallo dorato-arancio, la più debole (5,1 mag, B8 Ve) nettamente bluastra.

La separazione è di 34,6 secondi d’arco (angolo di posizione 54°, dato 2020) – è così ampia che basta già un telescopio molto piccolo e non serve nemmeno mettere a fuoco in modo particolarmente preciso. Albireo è quindi il classico primo oggetto che si mostra agli ospiti.

Albireo è davvero una stella doppia?

Probabilmente no. Le misurazioni di Gaia DR2 hanno dato per la componente luminosa 328 ± 21 anni luce, per quella blu invece 389 ± 8 anni luce. Le due si trovano quindi a una buona sessantina di anni luce l’una dietro l’altra e sono con ogni probabilità una stella doppia ottica – due stelle indipendenti che per caso si trovano quasi nella stessa direzione. Per ciò che si vede all’oculare non cambia nulla, ma è un bell’esempio di quanto la nostra immagine del cielo si sia spostata grazie alla misurazione precisa delle distanze.

Fawaris e Aljanah, le punte delle ali

Fawaris (δ Cygni, 2,87 mag) segna la punta dell’ala sinistra ed è una stella doppia stretta: la compagna ha 6,33 mag e orbita attorno alla stella principale in 780 anni a una distanza media di 157 unità astronomiche. Per i telescopi amatoriali è una vera sfida, perché la differenza di luminosità è molto grande.

Aljanah (ε Cygni, 2,48 mag), dall’altra parte, è con i suoi 72 anni luce la stella luminosa più vicina della figura. Il suo nome è stato fissato ufficialmente dall’IAU solo nel 2017 – prima veniva perlopiù indicata come «Gienah», nome usato però anche per una stella del Corvo. Per questo nelle vecchie carte celesti e nei cruciverba compaiono entrambi ancora oggi.

61 Cygni, la stella dal ritmo record

Una stellina discreta di 5,2 mag, che si scorge appena a occhio nudo solo sotto un cielo molto buio – eppure una delle stelle più importanti della storia dell’astronomia. 61 Cygni si fece notare già nel XVIII secolo per il suo enorme moto proprio: 5,28 secondi d’arco all’anno. Sembra poco, ma si somma fino a 8,8 minuti d’arco in un secolo; per percorrere la distanza di un diametro di Luna piena la stella impiega circa 341 anni.

Questa particolarità diede a Friedrich Wilhelm Bessel l’idea che la stella dovesse essere vicina. Nel 1837/38 riuscì su 61 Cygni la prima misurazione di parallasse riuscita in assoluto: 0,31 ± 0,02 secondi d’arco. Per la prima volta veniva così misurata direttamente la distanza di una stella – il punto di partenza di tutto ciò che oggi esprimiamo in anni luce. Il valore moderno è di 11,4 anni luce; 61 Cygni è quindi uno dei sistemi stellari più vicini in assoluto. Nel binocolo le due nane arancioni sono nettamente separate.

Stelle variabili nel Cigno

χ Cygni, nel collo, è una stella di tipo Mira e oscilla tra 3,2 e 14,2 mag – è uno dei più ampi intervalli di luminosità di tutte le variabili conosciute. Al massimo è visibile a occhio nudo, al minimo serve un telescopio più grande.

P Cygni appartiene alla rara classe delle variabili blu luminose. Nel XVII secolo era divenuta improvvisamente luminosa e da allora oscilla tra 3 e 6 mag. E poi c’è ancora KIC 8462852, diventata famosa nei media con il nome di «stella di Tabby»: questa stella F3 a 1.400 anni luce mostrava nel set di dati di Kepler cali di luminosità irregolari, per un breve periodo discussi persino come indizio di una megastruttura extraterrestre. Oggi la polvere è considerata la spiegazione di gran lunga più plausibile.

La stella più luminosa del Cigno: ritratto di Deneb

La stella più luminosa della costellazione del Cigno è Deneb, con una magnitudine apparente di 1,25 mag. Occupa così il 19° posto nella classifica delle stelle più luminose dell’intero cielo. Il nome deriva dall’arabo ḏanab ad-dajāja – «coda della gallina».

Ciò che rende Deneb particolare non è la sua luminosità apparente, bensì la distanza dalla quale la fornisce. Vega nel Triangolo Estivo si trova a 25 anni luce, Altair a 17 – Deneb invece a circa 2.600 anni luce. Questo valore non è certo: la parallasse del satellite Hipparcos dà solo circa 1.400 anni luce, e Deneb è troppo luminosa per Gaia.

Deneb in cifre

  • Tipo spettrale A2 Ia – una supergigante blu-bianca della più alta classe di luminosità
  • da 20 a 25 masse solari
  • circa 200 diametri solari – se si trovasse al posto del Sole, arriverebbe quasi fino all’orbita terrestre
  • da 100.000 a 250.000 luminosità solari
  • prototipo delle variabili di tipo Alpha Cygni: pulsazioni non radiali fanno oscillare la sua luminosità di pochi centesimi di magnitudine

Se Deneb si trovasse nella posizione di Vega, sarebbe luminosa all’incirca quanto la falce di Luna – si potrebbe leggere alla sua luce. Le stelle di questa massa vivono solo pochi milioni di anni e finiscono come supernova. Per Deneb è l’esito più probabile, anche se nessuno può dire quando. La presentiamo in dettaglio nel suo ritratto di Deneb dedicato.

Stella del Cigno con 5 lettere: tutte le soluzioni dei cruciverba

«Stella del Cigno» è una delle domande di cruciverba più frequenti in astronomia. La risposta cercata dipende dal numero di lettere – ecco tutte le soluzioni comuni in un colpo d’occhio.

LettereSoluzioneSpiegazione
4SADRγ Cygni, la stella nel petto del Cigno
5DENEBα Cygni, la stella più luminosa del Cigno – la soluzione più frequente
6GIENAHnome più antico di ε Cygni (oggi ufficialmente Aljanah)
6CYGNUSil nome latino della costellazione stessa
5CIGNOsi cerca la costellazione, non la stella
7ALBIREOβ Cygni, la stella doppia colorata nel becco
7ALJANAHε Cygni, dal 2017 il nome ufficiale dell’IAU
7FAWARISδ Cygni, alla punta dell’ala sinistra

Con cinque lettere la risposta è praticamente sempre DENEB. Se si chiede la «stella più luminosa della costellazione del Cigno», è ancora Deneb. Se invece il cruciverba chiede una «stella doppia nel Cigno», la soluzione è ALBIREO. Per altri nomi di stelle: nel nostro panorama delle costellazioni sono riportate le stelle principali di tutte le grandi figure.

Il cielo profondo nel Cigno: nebulose, ammassi stellari e Via Lattea

Carta di ricerca per gli oggetti del cielo profondo nel Cigno con la Nebulosa Nord America NGC 7000, la Nebulosa Pellicano IC 5070, la Nebulosa Velo NGC 6960 e NGC 6992, la Nebulosa Falce NGC 6888, M 39, M 29, NGC 6826 e Cygnus X-1.
Il Cigno si trova in pieno centro della Via Lattea: la Nebulosa Nord America è più grande di quattro Lune piene affiancate, la Nebulosa Velo si estende su quasi quattro gradi. Grafica: sterngucker.de

Nessun’altra costellazione del cielo settentrionale offre così tanto su così poca superficie. Il motivo è la posizione nel piano della Via Lattea: qui guardiamo direttamente dentro il Braccio di Orione della nostra galassia e vediamo attraverso migliaia di anni luce di gas, polvere e regioni di formazione stellare.

NGC 7000, la Nebulosa Nord America

La nebulosa più celebre del Cigno si trova a soli 3,22° a est di Deneb. La sua luminosità totale di 4,0 mag suona impressionante, ma è ingannevole: si distribuisce su 120 × 100 minuti d’arco – una superficie più grande di quattro Lune piene affiancate. La luminosità superficiale è di conseguenza modesta.

Fu scoperta da Wilhelm Herschel il 24 ottobre 1786; la sua forma caratteristica emerse però solo nel 1891 sulle lastre fotografiche di Max Wolf, che le diede anche il nome. La baia scura che forma il «Golfo del Messico» è una nube di polvere in primo piano. Distanza: da 2.000 a 3.000 anni luce. Proprio accanto si trova la Nebulosa Pellicano (IC 5067/5070), separata dalla Nebulosa Nord America solo da questa stessa nube oscura.

Visivamente: sotto un cielo davvero buio NGC 7000 si può intuire a occhio nudo come uno schiarimento. Nel binocolo è uno degli oggetti più gratificanti in assoluto – a patto che il campo visivo sia abbastanza ampio. Nel telescopio ad alto ingrandimento, invece, non si vede quasi nulla, perché se ne coglie solo un ritaglio. Un caso classico in cui il cielo buio rende più dell’apertura.

La Nebulosa Velo, un resto di supernova

La Nebulosa Velo (anche Nebulosa Cirro, in inglese Veil Nebula) è ciò che resta di una supernova avvenuta circa 8.000 anni fa. La nube dell’esplosione si è da allora estesa su 230 × 160 minuti d’arco – quasi quattro gradi, cioè otto volte il diametro della Luna piena. Distanza: circa 2.500 anni luce.

Il complesso porta più numeri di catalogo, perché all’inizio lo si riteneva costituito da nebulose distinte: NGC 6960 (l’arco occidentale, proprio presso la stella 52 Cygni), NGC 6992/6995 (l’arco orientale, spesso chiamato «Witch’s Broom», la scopa della strega) nonché NGC 6974, NGC 6979 e IC 1340 come elementi intermedi. Wilhelm Herschel ne scoprì la prima parte il 5 settembre 1784.

Senza filtro non se ne fa nulla

La Nebulosa Velo è l’esempio per eccellenza di un oggetto per cui un filtro a banda stretta fa la differenza tra «niente da vedere» e «spettacolare». Emette quasi tutta la sua luce in poche strette righe di emissione; un filtro UHC o OIII lascia passare esattamente quelle e blocca il resto del fondo cielo.

Un ingresso economico è l’Omegon Pro UHC 1,25″ per circa 59 €*. La stessa sera mostra molto di più anche sulla Nebulosa Nord America e sulla Nebulosa Falce.

NGC 6888, la Nebulosa Falce

A soli 2,73° da Sadr si trova la Nebulosa Falce – una bolla di gas che la stella Wolf-Rayet WR 136 ha espulso nelle sue ultime fasi di vita e che il suo vento stellare ora gonfia dall’interno. Distanza: 4.700 anni luce, scoperta da Wilhelm Herschel il 15 dicembre 1792. Visivamente è impegnativa e richiede anch’essa un filtro; in fotografia è tra i soggetti più amati del cielo estivo.

M 39 e M 29, i due ammassi stellari

M 39 è un ammasso aperto di 4,6 mag, a un buon 9,16° a nord-est di Deneb. Con 32 minuti d’arco di diametro è grande quanto la Luna piena ed è composto da circa 80 stelle a quasi 1.000 anni luce di distanza; la sua età è di 230-300 milioni di anni. Messier lo iscrisse nel suo catalogo il 24 ottobre 1764. Poiché è molto allargato, fa migliore figura nel binocolo che in qualsiasi telescopio.

M 29, invece, è compatto: 6,6 mag, solo 7 minuti d’arco, a 4.000 anni luce di distanza – e, a 1,77° a sud di Sadr, molto facile da trovare. Per la disposizione dei suoi membri più luminosi viene talvolta chiamato «piccole Pleiadi», cosa che tuttavia lusinga il suo aspetto.

NGC 6826, la Nebulosa Lampeggiante

Una piccola nebulosa planetaria a 3.600 anni luce di distanza con un effetto notevole: se si fissa direttamente la stella centrale, l’involucro nebuloso scompare; se si guarda appena di lato, ricompare nell’immagine. Ciò dipende dal fatto che la visione più nitida al centro della retina è meno sensibile alla luce rispetto alla visione indiretta. L’effetto si può commutare avanti e indietro nel giro di secondi ed è una delle più belle dimostrazioni della visione indiretta in assoluto. Un po’ più a sud si trova, con NGC 7027 (3.000 anni luce), una seconda nebulosa planetaria, ancora più piccola.

Cygnus OB2 e la Via Lattea

Dietro tutto questo si cela una delle regioni di formazione stellare più massicce della nostra galassia. Cygnus OB2, a 4.500 anni luce di distanza, contiene circa 30.000 masse solari e tra 60 e 120 stelle della classe O, la più calda – solo che non se ne vede quasi nulla, perché nubi di polvere in primo piano inghiottono la luce. L’intera regione Cygnus X misura 7° × 7° e contiene circa quattro milioni di masse solari di gas.

Per noi all’oculare questo significa semplicemente: chi nel Cigno lascia scorrere lentamente il binocolo lungo la Via Lattea vede senza interruzione campi stellari, nubi oscure e schiarimenti. È, anche senza una lista di oggetti, una delle osservazioni più gratificanti dell’anno – e un soggetto perfetto per la fotografia della Via Lattea. Tutt’attorno si trova peraltro, nel Cigno, anche Cygnus A, la seconda radiosorgente più intensa del cielo: una galassia attiva a 650 milioni di anni luce di distanza, ma irraggiungibile per i telescopi ottici.

Cygnus X-1 nella costellazione del Cigno: il primo buco nero

Sei gradi e mezzo a sud-ovest di Sadr, presso una stella discreta di 9ª magnitudine, si trova il luogo di una delle scoperte più importanti dell’astrofisica moderna. Cygnus X-1 fu il primo oggetto generalmente riconosciuto come buco nero.

Ciò che si vede nel telescopio è la stella compagna HDE 226868, una supergigante blu di tipo O9.7 con 27 masse solari e 200.000 luminosità solari. Si fece notare perché si muove in soli 5,6 giorni attorno a qualcosa che di per sé non brilla – ma emette un’intensa radiazione X. Tom Bolton dimostrò nel 1972 che la componente invisibile è troppo massiccia per essere una stella di neutroni. Le attuali misurazioni VLBA del 2021 danno una distanza di 7.200 anni luce e una massa di 21,2 ± 2,2 masse solari.

La scommessa che Stephen Hawking perse

Nel 1975 Stephen Hawking scommise con Kip Thorne che Cygnus X-1 non fosse un buco nero. Hawking stesso descrisse più tardi la scommessa come un’assicurazione: aveva lavorato per anni alla teoria dei buchi neri – se non fossero esistiti, almeno la vincita della scommessa lo avrebbe consolato. Nel 1990 si diede per vinto e saldò la posta in gioco, un abbonamento annuale a una rivista.

Quale strumento per il Cigno: binocolo o telescopio

Per il Cigno la risposta è diversa rispetto alla maggior parte delle costellazioni – e a favore dello strumento più economico. Il motivo è la classe di oggetti: la Nebulosa Nord America, la Nebulosa Velo e i campi della Via Lattea sono grandi ed estesi. Ciò che conta qui è un ampio campo visivo, non l’ingrandimento.

StrumentoCosa vedi nel CignoFascia di prezzo
Occhio nudola croce, il Triangolo Estivo, la fascia della Via Lattea, χ Cygni al massimogratuito
Binocolo 10×50M 39, NGC 7000 come uno schiarimento, 61 Cygni separata, campi stellari infinitida circa 100 €
Telescopio 100–130 mmAlbireo separata a colori, M 29, NGC 6826 con l’effetto lampeggianteda circa 250 €
Telescopio 200 mm + UHCla Nebulosa Velo con la sua struttura, la Nebulosa Falce, NGC 7027da circa 500 €

Perché qui il binocolo è davvero in vantaggio

Un binocolo 10×50 mostra un campo visivo di circa 6° – è tutta la Nebulosa Velo più i dintorni in una sola immagine. Un telescopio con 130 mm di apertura arriva, anche con l’oculare più grandangolare, forse a 2°. Per la Nebulosa Nord America questo significa: il binocolo mostra la forma, il telescopio mostra un ammasso stellare luminoso senza un nesso riconoscibile. A ciò si aggiunge che un binocolo è binoculare, pronto all’uso in dieci secondi e lo si può usare da sdraiati – cosa che, per il Cigno vicino allo zenit, non è un vantaggio da poco.

Per il Cigno la prima scelta: Binocolo Celestron Cometron 7x50

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In un binocolo astronomico due cose sono importanti: 50 mm di apertura come limite inferiore e un buon trattamento dei prismi. I binocoli economici del supermercato mostrano aloni colorati sulle stelle luminose e un contrasto nettamente minore – ed è proprio sulle nebulose estese del Cigno che questo fa la differenza.

Quando il telescopio vale comunque la pena

Per quanto netto sia il vantaggio del binocolo: nel Cigno ci sono diversi oggetti che esso semplicemente non può mostrare. Albireo rimane nel binocolo un singolo punto – l’effetto cromatico per cui è famosa nasce solo a partire da un ingrandimento di circa 30 volte. La Nebulosa Planetaria Lampeggiante NGC 6826 è nel binocolo una stella tra tante. E M 29 si risolve in stelle singole solo nel telescopio.

Se il binocolo c’è già, o se a lungo termine vuoi più dei grandi campi nebulari, un telescopio per principianti compatto è il complemento sensato. Lo Skywatcher Heritage 130 costa all’incirca quanto un buon binocolo e porta, con i suoi 130 mm di apertura, luce a sufficienza per Albireo, M 29 e – con filtro – le parti più luminose della Nebulosa Velo.

Se proprio deve essere ingrandimento: Skywatcher Telescopio Dobson N 130/650 Heritage FlexTube

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L’ordine onesto per il Cigno è quindi: prima il binocolo, poi il filtro, poi il telescopio. Chi vuole soppesare i due l’uno contro l’altro trova gli argomenti in dettaglio nel nostro confronto diretto telescopio o binocolo.

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Il Cigno nella mitologia: Zeus, Cicno e Troia

A differenza di Orione, per il Cigno non c’è una sola storia, ma almeno quattro – i Greci hanno letto nella stessa figura racconti del tutto diversi.

Zeus e la trasformazione

La versione più conosciuta: Zeus si trasformò in un cigno per avvicinarsi a Leda, regina di Sparta. Da questo incontro nacquero, tra gli altri, Elena e i gemelli Castore e Polluce. Il cigno nel cielo non è quindi, in questa lettura, un animale, bensì un dio travestito – un motivo ripreso innumerevoli volte nella storia dell’arte.

Cicno e Fetonte

Il secondo racconto è il più triste. Fetonte, figlio del dio Sole, perse il controllo del carro solare e precipitò nel fiume Eridano. Il suo amico Cicno si immerse per giorni alla ricerca del corpo, per poterlo seppellire. Gli dèi ne furono così commossi da trasformarlo in un cigno e collocarlo in cielo. Una terza variante racconta di un guerriero troiano di nome Cygnus, che Nettuno trasformò in un cigno dopo la sua morte per mano di Achille.

Perché gli Arabi vedevano una gallina

Diventa interessante guardando oltre l’ambito culturale greco. Nella tradizione araba la figura era una gallina – da qui i nomi delle stelle: Deneb significa «coda della gallina», Sadr «petto della gallina». Entrambi i nomi sono sopravvissuti alla reinterpretazione greco-latina e figurano ancora oggi nelle carte celesti. Maggiori informazioni sui nomi e i confini delle 88 costellazioni moderne le trovi nel nostro catalogo delle costellazioni.

Il Cigno è un segno zodiacale: la risposta onesta

No. Il Cigno è una costellazione, ma non un segno zodiacale – e non è una questione di interpretazione, bensì di geometria.

I segni zodiacali sono i dodici settori dell’eclittica, cioè della traiettoria annuale apparente del Sole. Solo le costellazioni attraversate da questa traiettoria possono essere segni zodiacali. Il Cigno si trova, con declinazioni da +27,7° a +61,4°, molto a nord – l’eclittica raggiunge al massimo +23,4°. Il Sole non può quindi affatto attraversare il Cigno.

Chi cerca un «segno zodiacale Cigno» intende perciò quasi sempre una di due cose: o la costellazione stessa, oppure un simbolo del cigno tratto da un altro sistema – per esempio dall’interpretazione celtica degli alberi o degli animali, che con l’astronomia non ha nulla a che fare. Come costellazioni e segni zodiacali si siano sviluppati in modo divergente e perché oggi siano sfalsati di quasi un intero settore, lo spieghiamo in Segni zodiacali e costellazioni.

Deneb come futura Stella Polare: la precessione spiegata

L’asse terrestre oscilla come una trottola e descrive in circa 25.800 anni un cono completo. Il polo nord celeste si sposta così attraverso il cielo stellato – e con esso la risposta alla domanda su quale stella sia di volta in volta «la Stella Polare». Il Cigno si trova esattamente su questa traiettoria.

AnnoDenebFawarisVegaCosa succede nel cielo
2026 (oggi)44,6°44,8°51,2°Polaris è più vicina al polo
800015,5°Deneb si avvicina visibilmente
98007,9°Deneb diventa la stella guida del Nord
100007,6°distanza minima per Deneb
112509,9°3,9°Fawaris raggiunge il suo minimo
130008,0°Vega assume il ruolo

Deneb non si avvicina quindi mai al polo quanto Polaris fa oggi – con 7,6° rimane una «Stella Polare» solo in senso lato. Fawaris arriva comunque a 3,9° attorno all’anno 11250, e il polo nord diventa definitivamente luminoso solo attorno all’anno 13000, quando Vega assume il ruolo. Per gli uomini di quelle epoche il Cigno sarà ciò che oggi è l’Orsa Minore: la figura con cui ci si orienta.

Le Kappa-Cignidi: stelle cadenti dal Cigno

Il Cigno ha un proprio sciame meteorico, anche se resta all’ombra dei vicini più celebri. Le Kappa-Cignidi sono attive dal 3 al 25 agosto, il massimo si colloca attorno al 17/18 agosto; il loro radiante si trova a circa 5° a nord della stella κ Cygni, sull’ala nord-occidentale.

I tassi di caduta sono modesti: lo ZHR è normalmente di circa 3 meteore all’ora; negli anni 2000 e 2014 si è arrivati fino a 6. Ciò che compensa le Kappa-Cignidi è il loro carattere – sono notevolmente lente e producono un numero superiore alla media di bolidi luminosi.

In pratica questo significa: chi ad agosto è fuori per le Perseidi vede le Kappa-Cignidi in aggiunta. Le si riconosce dal fatto che le loro scie provengono da un’altra direzione e attraversano il cielo in modo decisamente più pacato. Tutte le date dell’anno sono riportate nel nostro calendario delle stelle cadenti.

Il campo di Kepler nel Cigno: la caccia agli esopianeti

Quando la NASA lanciò nel 2009 il telescopio spaziale Kepler, dovette decidersi per un unico ritaglio di cielo che lo strumento avrebbe dovuto fissare ininterrottamente per quattro anni. La scelta cadde prevalentemente sul Cigno – per due motivi: il campo è abbastanza lontano dall’eclittica perché il Sole non disturbi mai, e contiene, per la posizione nel piano della Via Lattea, un numero straordinario di stelle in poco spazio.

Il risultato furono oltre 2.700 esopianeti confermati. Tra le scoperte più note figurano il compatto sistema a sei pianeti Kepler-11 e Kepler-22b, il primo pianeta confermato nella zona abitabile di una stella simile al Sole. Se dunque a settembre alzi lo sguardo verso il Cigno, guardi la regione del cielo più minuziosamente esaminata in assoluto – intitolata a Johannes Kepler, le cui leggi reggono ancora oggi ognuna di queste determinazioni orbitali.

Domande frequenti sulla costellazione del Cigno

Come si chiama la stella più luminosa della costellazione del Cigno?

Deneb, chiamata anche α Cygni, con 1,25 mag. È la 19ª stella più luminosa dell’intero cielo e segna la coda del Cigno. Il suo nome significa in arabo «coda della gallina».

Perché il Cigno si chiama «Croce del Nord»?

Perché le sue cinque stelle più luminose formano una croce netta: Deneb, Sadr e Albireo si trovano su un asse di 22°, Fawaris e Aljanah sono disposte trasversalmente. Il nome distingue la figura dalla Croce del Sud, che rimane invisibile per gli osservatori dell’emisfero settentrionale – la croce del Nord è peraltro nettamente più grande.

Quando si può vedere al meglio la costellazione del Cigno?

Da luglio a ottobre nel cielo serale, in modo ottimale a metà settembre verso le 22, quando Deneb culmina a 84°, quasi allo zenit. In linea di principio il Cigno è però sopra l’orizzonte tutto l’anno in Europa centrale, perché è circumpolare.

Quale animale dovrebbe rappresentare la costellazione Cygnus?

Un cigno in volo – in latino cygnus. Nell’astronomia araba, invece, la stessa figura veniva interpretata come una gallina, a cui risalgono ancora oggi i nomi delle stelle Deneb («coda della gallina») e Sadr («petto della gallina»).

Quanto è distante Deneb dalla Terra?

Circa 2.600 anni luce, con stime che vanno da circa 1.400 a 2.600. La luce che oggi ne vediamo l’ha quindi lasciata, a seconda del valore, nell’antichità greca o nell’alto Medioevo. Per confronto: Vega, nello stesso Triangolo Estivo, è distante solo 25 anni luce.

Si può vedere la Nebulosa Nord America senza telescopio?

Sotto un cielo molto buio sì – appare allora come un debole schiarimento accanto a Deneb. Un binocolo la mostra molto meglio di un telescopio, perché con i suoi due gradi di estensione è più grande del campo visivo della maggior parte dei telescopi. Da una postazione urbana è praticamente invisibile.

Come separo Albireo nelle sue due stelle?

A partire da un ingrandimento di circa 30 volte. La separazione di 34,6 secondi d’arco è così ampia che basta qualsiasi piccolo telescopio e persino qualche binocolo a forte ingrandimento. È importante un ingrandimento moderato – con uno troppo elevato i colori perdono saturazione.

Deneb appartiene alla costellazione del Cigno o al Triangolo Estivo?

A entrambi. Deneb è la stella principale del Cigno e al tempo stesso uno dei tre vertici del Triangolo Estivo, insieme a Vega nella costellazione della Lira e Altair nell’Aquila. Il Triangolo Estivo non è una costellazione, bensì un asterismo – una figura mnemonica utile senza status ufficiale.

Cosa è visibile a occhio nudo nel Cigno?

La croce di cinque stelle, la fascia della Via Lattea in pieno centro, sotto un cielo molto buio la Nebulosa Nord America come uno schiarimento e, al massimo, anche la variabile χ Cygni. Per tutto il resto serve almeno un binocolo.

Perché il Cigno si erge verticale a novembre?

Perché la figura ruota con la rotazione terrestre attorno al polo celeste. A fine autunno Deneb si trova alta la sera a ovest-nord-ovest, Albireo direttamente sotto – l’asse longitudinale della croce punta allora quasi verticalmente verso il basso. In estate, invece, questo stesso asse è inclinato sopra l’orizzonte est.

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