
Di Alexander Merz · Pubblicato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
In latino, le stelle della costellazione dei Pesci sono chiamate anche « Pisces ». I racconti della mitologia greca narrano la fuga degli dèi dell’Olimpo e il loro inseguimento da parte di Tifone, il mostro generato da Gea. Due pesci salvarono Afrodite e suo figlio Eros e, in segno di riconoscenza, ottennero di vagare per il cielo in eterno come segno.
Dal mito delle costellazioni alla scienza
Meno gli uomini sapevano del proprio ambiente, più cresceva la spinta, sia dei singoli sia dei gruppi che pensavano insieme, a spiegare le cose in modo razionale. Con il progredire della scienza, l’influsso dei « nostri » segni sulla vita e sull’operato dell’uomo apparve improvvisamente dubbio. Eppure, come tutte le costellazioni, il segno dei Pesci è rimasto un tentativo antico e ancora oggi riuscito di creare ordine attraverso punti di riferimento fissi – soprattutto durante i viaggi.
Fino al XVII secolo l’astrologia era considerata una scienza naturale riconosciuta. I metodi di cura venivano calcolati in base alla posizione delle stelle e della Luna, e il corso dell’anno veniva predetto, con profonda fede, in base a particolari fenomeni. La costellazione dei Pesci era ritenuta una delle figure celesti più ispiratrici e fu spesso rappresentata nell’arte.
Galileo, Copernico e anche Keplero si allontanarono di certo dalla superstizione. Tuttavia, almeno Keplero riconosceva ancora all’astrologia del suo tempo il valore scientifico della predizione. Realizzava oroscopi dietro compenso. L’astronomia si affermò definitivamente come scienza autonoma e puramente razionale ai tempi di Newton, in parte grazie alle sue invenzioni.
La stella di Betlemme
Sotto le coordinate della costellazione dei Pesci sull’eclittica, nel 7 a.C. si verificò la « Grande Congiunzione » (ogni 854 anni), durante la quale i giganti gassosi Giove e Saturno si incontrarono tre volte in un solo anno. Gli storici individuano nella rappresentazione della « stella di Betlemme » (oltre a molti altri tentativi di interpretazione) quella rara congiunzione di stelle fisse in cui, nel corso dell’anno, anche Venere e Marte erano visibili allineati nella costellazione dei Pesci (all’epoca senza telescopi). La disposizione attuale della costellazione e dei suoi oggetti Deep Sky è però cambiata rispetto alla configurazione antica a causa del movimento delle stelle.
Come per la maggior parte delle costellazioni, anche attorno alla costellazione dei Pesci diverse grandi civiltà antiche hanno immaginato i propri miti. Un elemento accomuna tutte le storie: la configurazione stellare dell’eclittica rappresenta qualità benefiche come la pioggia o l’amore. Presso i Babilonesi le stelle dei « Pesci » sono collegate alla loro dea dell’amore « Ishtar », mentre presso i Greci si tratta di Afrodite e di suo figlio Eros. I Romani consideravano le due parti della costellazione una coppia di pesci. Le stelle, le stelle doppie e gli oggetti Deep Sky della costellazione che si trovano vicino all’eclittica sono particolarmente ben visibili al telescopio.
Dove si trova nel cielo la costellazione dei Pesci?
Le stelle collegate al segno dei Pesci sono interamente visibili alle nostre latitudini dell’Europa centrale in autunno. Il Sole attraversa tutte queste stelle tra il 12 marzo e il 19 aprile di ogni anno. Individuerete più facilmente questo ampio segno zodiacale osservando le costellazioni vicine Acquario, Triangolo, Andromeda e altre. Le stelle ampiamente distribuite tra le linee si trovano alle ascensioni rette 22h 51m 17s a 2h 06m 40s e alle declinazioni −6° 18′ 27″ a +33° 40′ 55″.
Il punto vernale (eclittica), origine di tutte le indicazioni di ascensione retta e declinazione nel cielo, incrocia la costellazione dei Pesci sull’equatore celeste. Dalle variazioni delle posizioni stellari gli astronomi hanno calcolato che, intorno all’anno 2597, l’eclittica lascerà la costellazione per spostarsi nell’« Acquario ».
L’eclittica e la costellazione dei Pesci
L’eclittica è una linea astronomica immaginaria attorno alla Terra che descrive il percorso del Sole nel corso di un anno solare come un cerchio sullo sfondo delle stelle fisse. Le costellazioni vicine a questa linea sono note anche come « segni zodiacali ». Questo nome deriva dal fatto che, in determinati periodi mensili, il Sole, la Luna e i pianeti attraversano ciascuno dei segni zodiacali – dal 12 al 19 aprile di ogni anno, ad esempio, la costellazione dei Pesci. Gli oggetti Deep Sky dei « Pesci » sono una meta di osservazione molto apprezzata al telescopio. Il vicino occidentale sull’eclittica è la costellazione del Capricorno – con 413,9 gradi quadrati, la più piccola costellazione zodiacale in assoluto.
Stelle visibili nella costellazione dei Pesci
Sebbene la regione della costellazione dei « Pesci » contenga solo pochissimi oggetti Deep Sky, le sue stelle formano di per sé una lunga serie di stelle singole e doppie molto luminose. Molte di esse sono così ben visibili al telescopio perché sono piuttosto vicine alla Terra, in parte a meno di 100 anni luce di distanza. La variabile probabilmente più celebre di questa costellazione dell’eclittica è « 19 Piscium », una gigante rossa con un diametro 700 volte quello del Sole, che rientra tra le stelle più grandi finora scoperte.
Oggetti Deep Sky – galassie a spirale e supernove
Nella costellazione dei Pesci i pochi oggetti Deep Sky che vi risiedono sono facili da individuare. Chi possiede almeno un telescopio di medie dimensioni e una buona attrezzatura per l’astrofotografia può osservarvi galassie viste di faccia, i loro bracci a spirale strettamente avvolti, regioni di intensa formazione stellare (star-burst) e zone di emissione polverose. Nella galassia a spirale M74 della costellazione dei Pesci, negli ultimi 10 anni si sono verificate 2 supernove nell’arco di 6 mesi.
Galassia a spirale Messier 74
La galassia a spirale M74 è la più luminosa delle 7 galassie che, nella costellazione dei Pesci, interagiscono più o meno intensamente tra loro all’interno di un gruppo di galassie. Allo stesso gruppo appartengono anche l’oggetto Deep Sky NGC 660, una galassia ad anello polare, e 5 galassie irregolari. I bracci a spirale della « più grande del gruppo », M74, si mostrano particolarmente belli nei grandi telescopi. Gli osservatori terrestri vedono direttamente di faccia (« face-on ») questo sistema stellare, che conta circa 100 miliardi di stelle. Come oggetto di studio servono non solo le supernove degli ultimi anni, ma anche l’osservazione di regioni di formazione stellare calde e blu e di una sorgente di raggi X ultraluminosa, dietro la quale si suppone la presenza di un buco nero di massa intermedia di circa 10.000 masse solari.
M74 è una vera « bellezza nascosta » tra le galassie a spirale della costellazione dei Pesci. A causa della sua bassa luminosità superficiale, senza telescopio è visibile solo in zone prive di inquinamento luminoso e in notti davvero limpide e buie. Gli osservatori Deep Sky esperti consigliano di abituare l’occhio per un po’ all’oscurità prima di cercarne la posizione, così da distinguere meglio la debole luce dall’ambiente circostante. Con il binocolo a prismi, tuttavia, non appare più di una macchia nebulosa. M74 divenne famosa nel 2002, quando vi si verificò una cosiddetta ipernova (rara supernova di tipo Ic).
Ipernova SN 2002ap e supernova 2003 dg
2 esplosioni stellari attirarono, 10 anni fa, una maggiore attenzione della ricerca e dei media sulla galassia a spirale M74. SN 2002ap, il tipo molto raro di un’ipernova (esplosione stellare particolarmente energetica), fu osservata da un astronomo amatoriale giapponese. 6 mesi dopo, un grande telescopio australiano scoprì la supernova SN 2003 dg, altrettanto spettacolare. Entrambi gli eventi si verificarono nella costellazione dei Pesci, nel braccio a spirale meridionale dell’oggetto Deep Sky M74, e per un certo tempo furono abbastanza luminosi da poter essere osservati anche con telescopi di medie dimensioni.
Oltre alla galassia a spirale particolarmente luminosa M74, le altre due galassie della costellazione dei Pesci sono al massimo pallide macchioline. Ma anche queste tengono con il fiato sospeso gli osservatori Deep Sky, poiché vi si trovano regioni molto attive con supernove, nuclei luminosi e zone di formazione stellare. Al telescopio, entrambi gli esemplari mostrano strutture a spirale più o meno riconoscibili.
Galassia a spirale NGC 488 e la teoria della formazione dei bracci a spirale
L’oggetto Deep Sky NGC 488 rientra tra le galassie a spirale molto strettamente avvolte che si possono osservare nella costellazione dei Pesci. Per William Herschel e il suo telescopio, allora ancora relativamente semplice, non era altro che una nebulosa lontana e debole che non si muoveva come una cometa. Una tecnologia successiva vi rivelò una struttura a spirale molto strettamente avvolta dai riflessi bluastri e un nucleo galattico giallo e luminoso. Nel 1976 fu osservata una supernova nella regione centrale sud-occidentale di questa galassia a spirale.
Sebbene la galassia a spirale NGC 488 disti dalla Terra tra 90 – 100 anni luce, i telescopi più recenti rivelano fatti affascinanti su questo oggetto Deep Sky. La misurazione della velocità delle stelle ha infatti mostrato che queste « sfrecciano » attorno al nucleo alla ragguardevole velocità di 360 chilometri al secondo (!). Per confronto: la velocità delle stelle attorno al centro della nostra Via Lattea è « solo » di 220 km/s. Come i ricercatori hanno più volte ipotizzato, la struttura a spirale non è formata dai movimenti cinematici delle stelle, ma è il risultato della formazione stellare nelle nubi molecolari. I riflessi bluastri provengono da stelle massicce e molto calde che possono « morire » in una supernova dopo soli pochi milioni di anni di vita.
Lo « spillo » galattico NGC 524
Con appena 3 minuti d’arco di estensione angolare, l’oggetto Deep Sky NGC 524 appare solo come un « puntino » luminoso se osservato con un telescopio di medie dimensioni. Nonostante la posizione di faccia in realtà favorevole di questa galassia lenticolare della costellazione dei Pesci, gli anelli o archi e il contorno a forma di lente sono solo debolmente riconoscibili. A causa della distanza di 130 milioni di anni luce dalla Terra, tuttavia, le spirali possono essere identificate solo in modo indistinto persino con i telescopi spaziali, motivo per cui finora non è stato possibile classificarla come galassia a spirale. Tuttavia, sia nell’anno 2000 sia nel 2008 si verificò una supernova nettamente sfolgorante nella galassia.
