
Di Alexander Merz · Pubblicato il · Dati verificati il 14 settembre 2026
Alcune delle « moderne » 88 costellazioni (moderne perché riconosciute) sono antiche o hanno una lunga storia. Altre sono nate solo in epoche più tarde della navigazione o hanno fatto il loro ingresso nel XVII secolo negli atlanti celesti come costellazioni a sé stanti. Ciò che caratterizza molte costellazioni è la loro dimensione, la particolare luminosità delle stelle che le collegano oppure la loro geometria essenziale, come nell’esempio dei Cani da caccia.
Nate tardi: la costellazione dei Cani da caccia
Nel 1690 l’astronomo polacco Johannes Hevelius introdusse costellazioni a sé stanti nel suo « atlante celeste ». Tra esse si trovava anche la costellazione dei Cani da caccia, la cui unica particolarità è la semplice geometria. In origine le sue stelle più luminose appartenevano al « Grande Carro » (anche « Orsa Maggiore »). Ancora oggi si trovano, un po’ al di sotto del « timone del carro », ossia sotto la coda dell’« Orsa Maggiore », le due stelle più luminose α Cor Caroli e β Canum Venaticorum (Asterion).
Altre costellazioni si prestavano certamente meglio alla navigazione. Ma per gli astrofili le coordinate dei Cani da caccia (ascensioni rette da 12h 06m 22s a 14h 07m 33s / declinazioni da +27° 50′ 38″ a +52° 21′ 35″) costituiscono ancora oggi una vera miniera di galassie. Molte di esse furono già scoperte da Charles Messier, che le inserì nel suo omonimo catalogo. Anche un ammasso globulare figura tra gli oggetti del cielo profondo.
Le stelle dei Cani da caccia
La stella principale della costellazione dei Cani da caccia, α Canum Venaticorum (distanza: 110 anni luce), può già essere osservata con telescopi a partire da un’apertura dell’obiettivo di 5 cm. In realtà è una stella doppia e in passato faceva parte, con il nome di « Cor Caroli », dell’antica costellazione « Cor Corali ».
A sua volta, la stella principale del sistema doppio nella costellazione dei Cani da caccia è il prototipo delle stelle α2 Canum Venaticorum, una classe particolare di variabili. Il campo magnetico particolarmente intenso delle stelle di questa classe genera gigantesche macchie stellari (simili alle macchie solari), per cui la loro luminosità varia fortemente secondo cicli di rotazione fissi.
La seconda stella, Asterion (β Canum Venaticorum), brilla molto più debolmente. Tra gli oggetti della costellazione dei Cani da caccia è quello più vicino a noi, a 27 anni luce dal Sole. Come il nostro Sole, Asterion è una nana gialla.
