Di Alexander Merz · Aggiornato il · Dati verificati il 13 ottobre 2026
Il Toro (in latino Taurus) è una costellazione dello zodiaco del cielo invernale: 797 gradi quadrati, 17ª per estensione su 88, e la sua stella più luminosa è la rossastra Aldebaran (0,9 mag). Il Sole la attraversa dal 14 maggio al 21 giugno, mentre nel cielo notturno la vedi da ottobre ad aprile.
⭐ In breve: Il modo più rapido per trovare il Toro è passare dalla cintura di Orione, che punta come una freccia verso il suo muso a forma di V. Con Iadi e Pleiadi ha due ammassi stellari che si notano già a occhio nudo – danno il meglio al binocolo, e il telescopio ti serve solo per la Nebulosa Granchio M 1. Con il segno zodiacale del Toro la costellazione condivide solo il nome: chi è nato sotto il segno del Toro, di solito aveva il Sole nell’Ariete.

La costellazione del Toro in sintesi: superficie, posizione e vicine
Il Toro fa parte delle 48 costellazioni classiche descritte da Tolomeo nel II secolo. La figura mostra solo la metà anteriore dell’animale: la testa con la V delle Iadi, due lunghe corna e la spalla con le Pleiadi.
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Nome latino | Taurus (genitivo: Tauri) |
| Abbreviazione ufficiale | Tau |
| Superficie | 797 gradi quadrati |
| Posizione per estensione | 17ª su 88 |
| Stella più luminosa | Aldebaran (α Tau), 0,9 mag |
| Stelle più luminose della magnitudine 3 | 4 (Aldebaran, Elnath, Alcione, ζ Tauri) |
| Stelle fino alla magnitudine 6 | circa 140 |
| Ascensione retta | circa 3h 23m – 5h 53m |
| Declinazione | circa −1,4° – +31,1° |
| Periodo migliore | da novembre a marzo, di sera |
| Sole nella costellazione | dal 14 maggio al 21 giugno |
| Costellazioni vicine | Perseo, Auriga, Gemelli, Orione, Eridano, Balena, Ariete |
| Oggetti di Messier | M 1 (Nebulosa Granchio), M 45 (Pleiadi) |
| Sciame meteorico | Tauridi (ottobre e novembre) |
Colpisce l’estensione: il Toro è più grande di Orione di un buon terzo, ma sembra più piccolo perché le sue stelle luminose si stringono attorno ad Aldebaran. Le corna arrivano fino all’Auriga, e le due figure condividono perfino la punta del corno settentrionale.
Trovare la costellazione del Toro in cielo: da Orione alla V delle Iadi
Non devi cercare a lungo il Toro se conosci Orione. Le tre stelle della cintura puntano come una freccia in alto a destra, dritte verso il muso del Toro. Funziona meglio in una sera d’inverno guardando verso sud.
- Passo 1: cerca le tre stelle della cintura di Orione, tutte ugualmente luminose, tra la rossastra Betelgeuse in alto a sinistra e la azzurrina Rigel in basso a destra.
- Passo 2: prolunga la linea della cintura in alto a destra. Dopo circa 22°, poco più di due pugni a braccio teso, incontri una V schiacciata di stelle – le Iadi. La stella arancione all’estremità sinistra è Aldebaran.
- Passo 3: prosegui di 13,7° quasi nella stessa direzione. Lì brilla il piccolo grappolo delle Pleiadi, la spalla del Toro.
- Passo 4: da Aldebaran le due corna salgono verso sinistra: Elnath (1,65 mag) è la punta superiore, ζ Tauri quella inferiore. A solo 1,1° da ζ Tauri si trova la Nebulosa Granchio.
Consiglio: in autunno fai il percorso al contrario. La sera sorgono prima le Pleiadi a est, Aldebaran le segue circa un’ora e venti più tardi, Orione a metà ottobre solo verso le 23. Se nel Toro vedi un punto molto luminoso che non compare su nessuna cartina, è un pianeta – il Toro si trova sull’eclittica, il percorso di Sole, Luna e pianeti – e quale sia te lo dice la nostra pagina Pianeti visibili stasera.
Quando si vede il Toro: visibilità mese per mese
Il Toro è una tipica costellazione del semestre invernale. A ottobre sorge a est in tarda serata, a gennaio alle 22 è alto a sud, a marzo scende già verso ovest al calar della notte.

Per la tabella abbiamo calcolato l’altezza di Aldebaran e delle Pleiadi per Roma il 15 di ogni mese alle 22, ora locale. I mesi migliori sono dicembre e gennaio, quando il Toro raggiunge il punto più alto in tarda serata.
| Mese | Aldebaran alle 22 | Pleiadi alle 22 | Culminazione di Aldebaran | Valutazione |
|---|---|---|---|---|
| Gennaio | 62,2° sud-sudovest | 62,6° | 21:07 | periodo migliore |
| Febbraio | 44,9° ovest-sudovest | 40,9° | 19:05 | molto buono di sera |
| Marzo | 24,7° ovest | 20,5° | 17:15 | buono dopo il calar della notte |
| Aprile | 13,2° ovest | 9,7° | 16:13 | basso a ovest |
| Maggio | sotto l’orizzonte | sotto l’orizzonte | 14:15 | a inizio maggio nel crepuscolo serale |
| Giugno | sotto l’orizzonte | sotto l’orizzonte | 12:13 | invisibile, il Sole è nel Toro |
| Luglio | sotto l’orizzonte | sotto l’orizzonte | 10:11 | da fine giugno al mattino a est |
| Agosto | sotto l’orizzonte | sotto l’orizzonte | 08:09 | nel cielo del mattino |
| Settembre | sotto l’orizzonte | 2,2° est-nordest | 06:07 | sorge in tarda serata |
| Ottobre | 9,0° est-nordest | 22,6° | 04:10 | a est dalle 22 |
| Novembre | 42,5° est-sudest | 56,0° | 01:08 | molto buono, tutta la notte |
| Dicembre | 60,5° sudest | 71,7° | 23:10 | periodo migliore |
Da metà maggio a fine giugno il Toro resta invisibile, perché in quel periodo il Sole stesso si trova nella costellazione. Il 31 maggio passa quasi esattamente accanto ad Aldebaran. A fine giugno Pleiadi e Aldebaran ricompaiono a est prima dell’alba.
Tabella delle altezze: quanto sale il Toro nella tua città
Poiché il Toro si trova a nord dell’equatore celeste, in tutta Italia sale in alto nel cielo. L’altezza massima è pari a 90° meno la latitudine più la declinazione, cioè la distanza di una stella dall’equatore celeste.
| Località | Latitudine | Aldebaran | Pleiadi | Nebulosa Granchio M 1 |
|---|---|---|---|---|
| Milano | 45,5° N | 61,1° | 68,7° | 66,6° |
| Venezia | 45,4° N | 61,1° | 68,7° | 66,6° |
| Torino | 45,1° N | 61,5° | 69,1° | 67,0° |
| Bologna | 44,5° N | 62,1° | 69,7° | 67,5° |
| Firenze | 43,8° N | 62,8° | 70,4° | 68,3° |
| Roma | 41,9° N | 64,7° | 72,3° | 70,1° |
| Bari | 41,1° N | 65,4° | 73,1° | 70,9° |
| Napoli | 40,9° N | 65,7° | 73,3° | 71,2° |
| Cagliari | 39,2° N | 67,3° | 75,0° | 72,8° |
| Palermo | 38,1° N | 68,4° | 76,1° | 73,9° |
Consiglio: anche a Milano la Nebulosa Granchio sale a quasi 67°, e la parte più bassa della costellazione, attorno a ο Tauri, arriva comunque a quasi 54°. Con il Toro il problema non è mai la foschia all’orizzonte, ma l’illuminazione delle città. Per M 1 e gli ammassi deboli vale quindi la pena allontanarsi dall’inquinamento luminoso.
Le stelle più luminose del Toro: da Aldebaran a Lambda Tauri
Il Toro ha quattro stelle più luminose della magnitudine 3; la magnitudine (mag) è la misura astronomica della luminosità, e numeri più piccoli indicano stelle più brillanti. Quasi tutte le stelle della V appartengono alle Iadi – tranne la più luminosa.
| Stella | Luminosità | Distanza | Tipo |
|---|---|---|---|
| Aldebaran (α) | 0,9 mag | 67 a.l. | gigante rossa, occhio del Toro |
| Elnath (β) | 1,65 mag | 131 a.l. | gigante bianco-azzurra, punta del corno nord |
| Alcione (η) | 2,9 mag | 443 a.l. | stella più luminosa delle Pleiadi |
| ζ Tauri | 3,0 mag | circa 440 a.l. | stella calda con disco di gas, corno sud |
| θ² Tauri | 3,4 mag | 149 a.l. | gigante bianca, stella più luminosa delle Iadi |
| λ Tauri | da 3,4 a 3,9 mag | circa 370–480 a.l. | variabile a eclisse |
| ε Tauri (Ain) | 3,5 mag | 155 a.l. | gigante arancione con un pianeta |
| γ Tauri | 3,65 mag | 154 a.l. | gigante arancione, vertice della V |
Aldebaran: l’occhio rosso in primo piano
Aldebaran è una gigante rossa, circa 45 volte più grande del Sole, e a 67 anni luce è a meno della metà della distanza delle Iadi, davanti alle quali si trova. Il nome viene dall’arabo e significa «la seguace», perché segue le Pleiadi nel cielo. Colore, dimensioni e tutte le date delle sue occultazioni lunari le trovi nella nostra pagina su Aldebaran.
Elnath: la stella che Toro e Auriga si dividono
Elnath (β Tauri) segna la punta del corno settentrionale. Un tempo era contata anche nell’Auriga come γ Aurigae; da quando nel 1930 l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha fissato i confini delle costellazioni, appartiene ufficialmente solo al Toro. Molte carte celesti la disegnano comunque come un vertice del pentagono dell’Auriga.
Lambda Tauri: una stella che si affievolisce ogni quattro giorni
λ Tauri è una variabile a eclisse: due stelle orbitano l’una attorno all’altra in modo che una passi davanti all’altra ogni 3,95 giorni. La luminosità scende così da 3,4 a 3,9 mag. Con un po’ di pratica te ne accorgi a occhio nudo confrontando λ con le stelle delle Iadi vicine.
Theta e Sigma Tauri: stelle doppie per il binocolo
In mezzo alle Iadi c’è θ Tauri: due stelle di 3,4 e 3,8 mag, separate da 337 secondi d’arco, poco meno di un quinto del diametro della Luna piena. Con aria limpida la coppia appare allungata a occhio nudo, al binocolo si separa subito. Salta all’occhio la differenza di colore: θ² brilla bianca, θ¹ arancione.
In senso stretto θ Tauri non è una stella doppia. Le due stelle sono distanti diversi anni luce l’una dietro l’altra e non orbitano l’una attorno all’altra: sono due stelle delle Iadi quasi sulla stessa linea di vista. Lo stesso vale per σ Tauri, poco più di 1° a sudest di Aldebaran: 4,7 e 5,1 mag, separate da circa 7 primi d’arco.
Dalla pratica: gli osservatori del forum di astronomie.de raccontano che con buona trasparenza θ Tauri appare allungata già a una prima occhiata. Separare σ Tauri a occhio nudo è invece considerato estremamente difficile e riesce solo sotto un cielo molto buio – al binocolo entrambe le coppie sono un gioco da ragazzi.
Iadi e Pleiadi nel Toro: due ammassi stellari a occhio nudo
Un ammasso aperto è un gruppo di stelle nate insieme dalla stessa nube di gas e ancora debolmente legate tra loro. Il Toro ne ha due che vedi senza strumenti – e che non potrebbero essere più diversi.
| Caratteristica | Iadi | Pleiadi (M 45) |
|---|---|---|
| Distanza | 153 a.l. | 443 a.l. |
| Età | circa 625 milioni di anni | circa 100–125 milioni di anni |
| Estensione in cielo | circa 5,5° | circa 1,8° |
| Luminosità totale | 0,5 mag | 1,6 mag |
| Stelle caratteristiche | giganti arancioni nella V | stelle calde, bianco-azzurre |
| Strumento migliore | occhio nudo, binocolo | binocolo |
Iadi: uno degli ammassi più vicini in assoluto
Con 153 anni luce le Iadi sono uno degli ammassi aperti più vicini alla Terra; solo il disperso gruppo mobile dell’Orsa Maggiore attorno al Grande Carro è più vicino. Quattro giganti arancioni – γ, δ¹, ε e θ¹ Tauri – formano la V insieme alla bianca θ². Attorno a ε Tauri orbita un pianeta gigante, il primo scoperto in un ammasso aperto.
La V è così grande che non entra in nessun campo telescopico. Un classico binocolo 10×50 con un buon 6° di campo la mostra appena per intero, con Aldebaran sul bordo.
Pleiadi: le Sette Sorelle
Le Pleiadi invece sono giovani e lontane: 443 anni luce di distanza e solo 100–125 milioni di anni di età. A occhio nudo distingui da sei a sette stelle a forma di minuscolo carro, al binocolo decine. I nomi delle stelle, la nebulosa azzurrina di Merope e i consigli fotografici meritano un capitolo a parte – qui ci concentriamo su come trovarle e osservarle.
La Porta d’oro dell’eclittica
Tra Pleiadi e Iadi passa l’eclittica, il percorso annuale apparente del Sole. Le Pleiadi si trovano circa 4° a nord, Aldebaran 5,5° a sud – Luna e pianeti attraversano quindi regolarmente questa «Porta d’oro».
🔭 Ora nel Toro: Urano attraversa la costellazione nel 2026 e nel 2027. Il 25 novembre 2026 è in opposizione, circa 5,3° a sudest delle Pleiadi, e con circa 5,7 mag lo trovi al binocolo come un puntino verdastro. Tutti gli appuntamenti del mese sono nel nostro cielo stellato di novembre.
Nebulosa Granchio e deep sky nel Toro: gli obiettivi per il telescopio
Oltre ai due grandi ammassi, il Toro offre una manciata di obiettivi interessanti per binocolo e telescopio. Il più famoso è anche il più difficile: la Nebulosa Granchio M 1. Quali oggetti sono meglio posizionati in quale stagione lo mostra il nostro catalogo deep sky.

| Oggetto | Luminosità | Dimensioni | Distanza | Ideale con |
|---|---|---|---|---|
| Iadi | 0,5 mag | 5,5° | 153 a.l. | occhio nudo, binocolo |
| M 45 Pleiadi | 1,6 mag | 110′ | 443 a.l. | occhio nudo, binocolo |
| NGC 1746 (asterismo) | 6,1 mag | 40′ | gruppo casuale | binocolo |
| NGC 1647 | 6,4 mag | 40′ | 1.800 a.l. | binocolo, piccolo telescopio |
| NGC 1817 | 7,7 mag | 20′ | circa 6.400 a.l. | telescopio |
| M 1 Nebulosa Granchio | 8,4 mag | 7′ × 5′ | circa 6.500 a.l. | telescopio da 130 mm |
| T Tauri / NGC 1555 | da 9,3 a 13,5 mag | piccola | circa 470 a.l. | telescopio da 200 mm |
Nebulosa Granchio M 1: il resto della supernova del 1054
Il 4 luglio 1054 gli astronomi cinesi annotarono una «stella ospite» vicino a ζ Tauri. Per 23 giorni fu visibile perfino in pieno giorno e scomparve dal cielo notturno solo dopo quasi due anni.
Ciò che vediamo oggi è il resto di questa supernova: una nube di gas di circa 11 anni luce che si espande a circa 1.500 km/s. Al suo centro ruota una pulsar, una stella di neutroni di poco meno di 30 km di diametro, circa 30 volte al secondo.
John Bevis scoprì la nebulosa nel 1731, Charles Messier la incontrò nel 1758 e ne fece il numero 1 del suo catalogo. Il nome «Nebulosa Granchio» lo deve a Lord Rosse, che negli anni 1840 credette di riconoscervi dei filamenti simili a zampe. La sua distanza è incerta: circa 6.500 anni luce, tra circa 4.900 e 8.100 a seconda della misura.
Trovi M 1 1,1° a nordovest di ζ Tauri, il corno inferiore – sono poco più di due diametri di Luna piena. Con 8,4 mag e 7 × 5 primi d’arco, in un telescopio da 130 mm appare come una macchia ovale pallida, senza struttura. Sotto un cielo cittadino spesso resta del tutto invisibile, anche con strumenti più grandi.
Attenzione, trappola del filtro: osservatori esperti del forum di astronomie.de sconsigliano il filtro OIII per M 1. La Nebulosa Granchio brilla in buona parte nella luce continua della sua pulsar, che un filtro a banda stretta taglia via. Aiuta di più un sito buio, al massimo un filtro nebulare a banda larga.
NGC 1647: l’ammasso da binocolo accanto ad Aldebaran
NGC 1647 si trova un buon 3,5° a nordest di Aldebaran e con 6,4 mag è un obiettivo gratificante per il binocolo: uno sciame sparso di circa 90 stelle su 40 primi d’arco. Dista circa 1.800 anni luce e, con 150 milioni di anni, è molto più giovane delle Iadi. William Herschel lo inserì nel suo catalogo nel 1784.
NGC 1746 e NGC 1807/1817: apparenza e realtà
NGC 1746, un buon 7° a sudovest di Elnath, fu descritto come ammasso da Heinrich Louis d’Arrest nel 1863. Oggi è considerato un asterismo, cioè un raggruppamento casuale di stelle senza legame fisico. Nel suo campo si trovano però due veri ammassi, indipendenti l’uno dall’altro: NGC 1750 e NGC 1758.
Un buon 8° a est di Aldebaran, NGC 1807 e NGC 1817 distano solo 25 primi d’arco e stanno insieme nel campo di un oculare a basso ingrandimento. Con circa 6.400 anni luce, NGC 1817 è il più lontano e il più ricco dei due, un ammasso vecchio di circa un miliardo di anni. Se i due siano legati è una questione ancora aperta tra gli esperti.
Nebulosa variabile di Hind e T Tauri: stelle in formazione
Un buon 1,6° a ovest di ε Tauri si trova T Tauri, il prototipo di un’intera classe di stelle giovanissime. Il sistema triplo ha meno di un milione di anni e varia irregolarmente tra 9,3 e 13,5 mag.
Nel 1852 John Russell Hind scoprì accanto una piccola nebulosa, che negli anni 1860 scomparve e più tardi ricomparve. La Nebulosa variabile di Hind (NGC 1555) è illuminata da T Tauri e cambia luminosità quando la polvere scherma la luce della stella. Visualmente è molto debole: realisticamente servono circa 200 mm di apertura sotto un cielo buio.
Binocolo o telescopio per il Toro: cosa ti serve davvero
Nel Toro vale una regola che per la maggior parte delle costellazioni è al contrario: gli oggetti più belli sono troppo grandi per il telescopio. Le Iadi non entrano in nessun oculare, le Pleiadi solo in un oculare a grande campo con lunga focale.
Un binocolo con 10 ingrandimenti e 50 mm di apertura ti mostra tutta la V, le Pleiadi con decine di stelle, θ Tauri separata e NGC 1647 come uno sciame di stelle. Per iniziare con il cielo invernale è lo strumento migliore; a cosa fare attenzione nell’acquisto te lo spiega la nostra guida al binocolo per astronomia.
Il binocolo consigliato: un 10×50 per Iadi e Pleiadi
Il nostro binocolo consigliato: Binocolo Omegon Brightsky 10x50

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Un classico 10×50 con pupilla d’uscita di 5 mm, che dà un’immagine ancora luminosa anche sotto un cielo leggermente inquinato. Per osservare le Pleiadi con calma aiuta un treppiede fotografico con adattatore, perché a mano libera a 10 ingrandimenti le stelle tremano visibilmente.
Quando il telescopio vale comunque la pena
Per la Nebulosa Granchio, NGC 1817 e la Nebulosa di Hind ti serve apertura, cioè il diametro dell’obiettivo o dello specchio. Da 130 mm M 1 si mostra sotto un cielo buio come una nebulosa ovale, e nello stesso inverno sono in programma anche la Nebulosa di Orione e i pianeti.
Il telescopio consigliato: l’entry level per la Nebulosa Granchio
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Se vuoi di più: il Dobson da 200 mm per M 1 e la Nebulosa di Hind
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Con 200 mm il Dobson raccoglie circa 2,4 volte più luce del 130. La Nebulosa Granchio mostra così la sua forma irregolare, NGC 1817 si risolve in singole stelle e la Nebulosa variabile di Hind diventa finalmente raggiungibile. La spesa in più conviene se vuoi osservare il deep sky sul serio e hai spazio per un tubo lungo 1,2 m.
Occultazioni lunari nel Toro: Pleiadi 2026/2027, Aldebaran dal 2033
Poiché il Toro si trova sull’eclittica, la Luna attraversa la costellazione ogni mese. Da settembre 2023 è in corso una serie di occultazioni delle Pleiadi, in cui la Luna inghiotte per alcuni minuti singole stelle dell’ammasso; si concluderà nell’estate 2029. Queste date sono visibili dall’Italia con il buio:
| Notte | Orario (Roma) | Stelle occultate | Luna |
|---|---|---|---|
| 27/28 ottobre 2026 | 02:00–03:06 | Taigete, Asterope | 95%, altissima a sud-sudovest |
| 21/22 dicembre 2026 | 00:12–00:53 | Asterope | 93%, alta a ovest-sudovest |
| 13 marzo 2027 | 23:26–23:52 | Celeno, Taigete, Maia, Asterope | falce del 31%, bassissima a ovest-nordovest |
| 24/25 agosto 2027 | 23:41–01:15 | Elettra, Celeno, Maia, Alcione | 51%, bassa a est |
| 14 novembre 2027 | 18:00–20:06 | Merope, Alcione, Atlante, Pleione | 99%, bassa a est |
| 12 dicembre 2027 (mattino) | 05:36, solo la scomparsa | Elettra | 97%, appena 5° sopra l’orizzonte ovest |
A Milano, Torino o Palermo gli orari si spostano di pochi minuti, e non tutte le stelle vengono occultate ovunque. A dicembre 2026, per esempio, al Nord la Luna copre anche Taigete, mentre a Palermo e Cagliari non c’è alcuna occultazione. L’occultazione di Alcione del 24 novembre 2026 cade purtroppo a mezzogiorno.
L’appuntamento più bello è il 13 marzo 2027: la sottile falce spinge il suo bordo scuro davanti alle stelle, che spariscono di colpo. A Roma però la Luna è ormai a soli 4–6° di altezza, a Milano e Torino a circa 11°, quindi serve un orizzonte libero verso ovest.
Con la Luna quasi piena, come a ottobre 2026, un binocolo aiuta a vedere le Pleiadi più deboli accanto al bordo lunare abbagliante.
E Aldebaran? La sua ultima serie di occultazioni si è conclusa nel 2018. La prossima inizia il 18 agosto 2033, e la prima occultazione visibile di notte dall’Italia (ma non da Palermo e Cagliari) l’abbiamo calcolata per il 25 febbraio 2034. Tutti i dettagli sono nella nostra pagina su Aldebaran.
Le Tauridi dal Toro: stelle cadenti in autunno
Le Tauridi sono uno sciame meteorico lungo e tranquillo. Il loro radiante, il punto da cui le stelle cadenti sembrano provenire, si sposta attraverso Ariete e Toro e tra inizio e metà novembre si trova appena a sud delle Pleiadi. Ci sono due rami: le Tauridi del Sud provengono dalla cometa 2P/Encke, quelle del Nord probabilmente dall’asteroide 2004 TG10.
| Sciame | Attivo | Massimo | Tasso (ZHR) | Luna al massimo 2026 |
|---|---|---|---|---|
| Tauridi del Sud | circa dal 10 settembre al 20 novembre | intorno al 10 ottobre, molto ampio | circa 5 | Luna nuova |
| Tauridi del Nord | circa dal 20 ottobre al 10 dicembre | intorno al 12 novembre | circa 5 | illuminata al 7% |
Con circa cinque meteore all’ora le Tauridi non sono uno spettacolo; lo ZHR indica il tasso sotto un cielo ideale con il radiante allo zenit. La loro fama si deve ai bolidi: le particelle sono relativamente grandi e, a 27–29 km/s, lente, per cui nascono meteore particolarmente luminose e tranquille.
Nel 2026 tutto è perfetto: il 9 novembre c’è Luna nuova, e il massimo delle Tauridi del Nord cade in una settimana buia. Nel 2027 invece disturba la Luna piena del 14 novembre; tutti gli sciami con la previsione della Luna sono nel nostro calendario delle stelle cadenti.
Segno zodiacale del Toro e costellazione del Toro: perché le date non coincidono
In astrologia il segno del Toro va all’incirca dal 20 aprile al 20 maggio. Astronomicamente, però, il Sole si trova nella costellazione del Toro dal 14 maggio al 21 giugno, cioè più di tre settimane dopo.
Il motivo è la precessione: l’asse terrestre oscilla come una trottola e sposta il punto d’Ariete, il punto di partenza dello zodiaco, di circa un grado ogni 72 anni. Dall’antichità si sono accumulati quasi 30 gradi, un segno intero. A questo si aggiunge che i segni zodiacali sono settori uguali di 30 gradi, mentre le costellazioni sono campi di cielo di larghezza diversa.
| Anno | Il Sole entra nel Toro | Il Sole entra nei Gemelli | Durata |
|---|---|---|---|
| 2026 | 14/05/2026, 15:39 | 21/06/2026, 22:59 | 38,3 giorni |
| 2027 | 14/05/2027, 21:36 | 22/06/2027, 05:08 | 38,3 giorni |
| 2028 | 14/05/2028, 03:53 | 21/06/2028, 11:21 | 38,3 giorni |
Con poco più di 38 giorni il Toro è tra le costellazioni in cui il Sole si trattiene più a lungo – solo nella Vergine rimane di più. Dal 1990, inoltre, il punto del solstizio d’estate si trova nel Toro: nel giorno più lungo dell’anno il Sole sta davanti alle sue stelle e non più nei Gemelli. Il confronto completo di tutti i segni lo trovi nella nostra panoramica Segni zodiacali e costellazioni.
Attenzione: quando il Sole è nel Toro, Pleiadi e Aldebaran sono invisibili alla luce del giorno. Non puntare mai un binocolo o un telescopio vicino al Sole – senza un filtro solare certificato montato davanti all’obiettivo rischi danni permanenti agli occhi in una frazione di secondo.
Mitologia della costellazione del Toro: Zeus, Europa e il Toro celeste
Nel mito greco Zeus si trasformò in un toro bianco come la neve per rapire la principessa fenicia Europa. La portò sul dorso attraverso il mare fino a Creta, dove lei diede alla luce il futuro re Minosse. Il continente europeo porta ancora oggi il suo nome.
In cielo si vede solo la metà anteriore del Toro. Un’interpretazione diffusa: il resto è ancora immerso nel mare, che attraversa a nuoto con Europa.
Iadi e Pleiadi sono considerate figlie del titano Atlante. Secondo la leggenda le Iadi, le «piovose», piangono il fratello morto Iante; in Grecia la loro comparsa nel cielo autunnale coincideva con la stagione delle piogge.
Molto più antico è il Toro celeste dei Sumeri: nell’Epopea di Gilgamesh la dea Ishtar lo manda sulla Terra, dove Gilgamesh ed Enkidu lo uccidono. Secondo gli attuali confini delle costellazioni, inoltre, il punto d’Ariete si trovava nel Toro dal 4500 al 1900 a.C. circa: la costellazione annunciava quindi la primavera.
Anche il disco di Nebra mostra molto probabilmente le Pleiadi: sette punti dorati accanto al Sole e a una falce di Luna, vecchi di circa 3.600 anni.
Consiglio per le parole crociate: stella del Toro di 6 lettere: Elnath, di 7: Alcione, di 9: Aldebaran. Il nome latino della costellazione è Taurus (6 lettere), e il toro sacro degli Egizi si chiama Apis.
Domande frequenti sulla costellazione del Toro
Dove si trova la costellazione del Toro in cielo?
Il Toro si trova in alto a destra rispetto a Orione. Prolunga le tre stelle della cintura in alto a destra, e dopo circa 22° arrivi alla V delle Iadi con l’arancione Aldebaran. A gennaio alle 22 è alto a sud.
Quando si vede la costellazione del Toro?
Nel cielo serale da ottobre ad aprile, al meglio a dicembre e gennaio. Da metà maggio a fine giugno è invisibile, perché il Sole si trova al suo interno.
Qual è la stella più luminosa della costellazione del Toro?
Aldebaran (α Tauri) con 0,9 mag, una gigante rossa a 67 anni luce di distanza. Forma l’occhio del Toro e non fa parte delle Iadi, anche se sembra trovarsi proprio nella loro V.
Come si chiama la costellazione del Toro in latino?
Il nome latino è Taurus, al genitivo Tauri – da cui nomi di stelle come Alpha Tauri. L’abbreviazione ufficiale IAU è Tau.
Quante stelle ha la costellazione del Toro?
Sotto un cielo molto buio vedi circa 140 stelle fino alla magnitudine 6 entro i confini della costellazione. Solo quattro sono più luminose della magnitudine 3: Aldebaran, Elnath, Alcione e ζ Tauri.
Il segno zodiacale del Toro è uguale alla costellazione del Toro?
No. Il segno zodiacale è un settore fisso di 30 gradi dell’eclittica e va all’incirca dal 20 aprile al 20 maggio. Nella costellazione del Toro il Sole si trova dal 14 maggio al 21 giugno.
Cosa rappresenta la costellazione del Toro nella mitologia?
Nel mito greco è Zeus sotto forma di toro, che rapì la principessa Europa portandola a Creta. Millenni prima, i Sumeri vi vedevano già il Toro celeste dell’Epopea di Gilgamesh.
Quali ammassi stellari ci sono nella costellazione del Toro?
I due grandi sono le Iadi e le Pleiadi, entrambe visibili a occhio nudo. A questi si aggiungono NGC 1647 per il binocolo, la coppia NGC 1807/1817 per il telescopio e l’asterismo NGC 1746, che sembra soltanto un ammasso.
Si può vedere la Nebulosa Granchio con il binocolo?
A fatica. Sotto un cielo molto buio un 10×50 mostra al massimo una minuscola macchia debole accanto a ζ Tauri. M 1 si vede in modo affidabile solo al telescopio a partire da circa 130 mm, e anche allora solo come una nebulosa pallida.
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